martedì 1 dicembre 2009

Nasce il Centro studi europeo di musica medievale


C’è un’emozione palpabile. Tante sensazioni per una certezza: il talento, la passione, la dedizione, lo studio, la ricerca di un musicista non comune destinati a restare per sempre. Le stesse, peraltro, che emersero subito dopo lo sgomento e il vuoto seguiti a quel giorno in cui Adolfo Broegg si spense. D’improvviso, dopo l’ennesima notte di note. Folle, come quelle veglie che solo l’arte può farti vivere. Senza riferimenti di spazio e di tempo. Piene di colori. Fatte di squarci laceranti. Dove senti e non pensi per la potenza delle vibrazioni. Da queste stesse colonne, appunto il giorno dopo in cui il maestro Broegg morì, Patrizia Bovi, Goffredo degli Esposti, Gabriele Russo, gli amici, i musicisti, i politici, gli amministratori, i melomani dissero, prima a loro stessi e poi agli altri, che quel nome non doveva essere dimenticato. Di più: grazie a quel nome e in coerenza con quanto aveva significato, si sarebbe potuto “fare”. Ieri mattina, dopo tanti sforzi e nella rotonda coincidenza dei 25 anni dalla nascita dell’Ensemble Micrologus che Broegg volle fortissimamente, l’annuncio che a Spello (PG) è sorto il Centro studi europeo di musica medievale a lui intitolato. E proprio qui, dopo un vagabondare imbarazzante soprattutto in quel di Assisi dove pure era nata la passione del Gruppo per il Medioevo, i Micrologus hanno trovato degnamente e finalmente casa. Per un patto morale, sociale, culturale stretto e scritto dal sindaco Sandro Vitali e dalla gente di Spello colta e orgogliosa che la anima e la infiora,da oggi si irradierà verso l’Europa e oltre, la bontà di un progetto fatto di convegni, seminari, corsi per le scuole, concerti. Di competenze utili a supportare le celebrazioni storiche di cui l’Umbria è piena. La casa dei Micrologus e, dunque, del Centro studi Broegg, indissolubilmente e giustamente uniti, è prestigiosa, adeguata: è la Chiesa di Santa Maria della Consolazione di Prato totalmente restaurata e adibita ad auditorium. Qui troveranno posto i liuti del musicista donati dalla famiglia e che la stessa Gigliola, mamma di Adolfo, vuole che non restino chiusi in bacheche ma fruibili agli alunni, ai futuri musicisti nel rispetto di un desiderio che sicuramente il figlio aveva: fare della musicale medievale una forma espressiva fruibile. L’inaugurazione ufficiale con la consegna delle chiavi, avverrà in una due giorni di festa nello spirito aperto alla vita di Broegg. Il 5 e 6 dicembre 2009 si assisterà all’apertura della mostra di liuti, a due concerti dei Micrologus, a due tavole rotonde “La formazione professionale in campo musicale” e “La ricerca e la riproposta della musica antica in Umbria, in Italia”. E siccome questa è gente concreta, dall’11 al 13 dicembre 2009 prenderà vita l’iniziativa “Porte aperte alle voci” con lo scopo di conoscere coloro che studiano, lavorano o sono semplicemente interessati alla musica medievale (domanda da inoltrare entro il 6 dicembre a info@micrologus.it). Che bello avercela fatta. Che bravi quelli che sono riusciti a realizzare il Centro Broegg e dare una sede stabile ai Micrologus. E soprattutto che energia dà pensare quante cose, con un’auspicabile consapevolezza, si potranno realizzare partendo da uno spartito antico.

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mercoledì 4 marzo 2009

Polonia Medievale


Un nuovo blog arricchisce da qualche giorno il già ricco panorama di blog pubblicati dall'Associazione Culturale Italia Medievale. Si tratta di Polonia Medievale, curato da Lidia Rwidan, che sta partecipando agli stages di Italia Medievale, nell'ambito dei progetti Erasmus e Leonardo da Vinci. In lingua polacca, offre un'ampia panoramica di notizie, novità, segnalazioni e si propone, tra l'altro, come punto di contatto con una realtà poco conosciuta in Italia. Interessanti i link che ci guidano nei principali siti medievali del paese... merita una visita !
http://polskasredniowieczna.blogspot.com/

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giovedì 27 dicembre 2007

Natale Medievale

Natale Medievale di Otranto
Tutto il centro storico e le maggiori piazze della città ritorneranno indietro nei secoli, ricreando la magica atmosfera del Natale Medievale. Nell’aria si respirerà l’odore del pane appena sfornato, delle caldarroste e dei dolci tipici natalizi.

Le strade si popoleranno di botteghe artigiane degli antichi mestieri (l’oste, l’impagliatore, il tintore, le ricamatrici, gli arcieri ed i costruttori di armature e di usberghi, il fabbro, gli speziali ecc...).
Ci saranno accampamenti di cavalieri teutonici e templari, falconieri che sosteranno sulla terrazza della Torre Matta.
All’entrata del centro storico San Francesco d’Assisi dialogherà con il lupo e reciterà il cantico delle creature.
Nella piazza dell’Immacolata ci saranno Erode ed Erodiade che assistono alla danza dei 7 veli di Salomè e di altre odalische.
L’ultimo giorno ci saranno i tre Re Magi, in groppa ai loro cammelli, che porteranno a Gesù Bambino oro incenso e mirra.
Tutti i figuranti indosseranno abiti risalenti al periodo storico.
Lungomare Terra d’Otranto, Centro Storico e maggiori piazze:
29/12/2007 - orario 17.00-22;
30/12/2007 - orario 10-22;
vai al sito:
www.natalemedievale.com/

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mercoledì 5 settembre 2007

Relitti medievali

Il sito archeologico di San Marco in Boccalama e i relitti medievali
San Marco in Boccalama era un'isola situata nella laguna centrale, scomparsa nel corso del XVI secolo a causa di subsidenza, eustatismo ed erosione.
L'antico insediamento è stato rintracciato alla fine degli anni '60 da Ernesto Canal, Ispettore onorario della Soprintendenza Archeologica del Veneto.
Nella zona individuata, tra il 1996 e il 1997 Magistrato alle Acque - Consorzio Venezia Nuova, di concerto con la Soprintendenza Archeologica - Nucleo Archeologia Umida Subacquea Italia Centro Alto Adriatico (NAUSICAA), hanno eseguito specifici rilievi archeologici nell'ambito di un progetto per lo scavo di canali e la ricostruzione di barene nell'area compresa tra le casse di colmata e Venezia.
Nel corso di queste attività di rilievo, ai margini dell'antico isolotto sommerso sono stati rinvenuti due antichi vascelli che, nel XIV secolo, furono zavorrati, affondati e ancorati con grossi pali perché servissero da casseri per il rialzo delle rive dell'isola, minacciata dagli allagamenti.
Un espediente che servì per breve tempo: pochi decenni dopo l'isola e il monastero agostiniano che vi sorgeva dovettero essere abbandonati.
Subito dopo la scoperta (1), i due scafi sono stati oggetto di indagini parziali per accertarne natura e datazione. Limitate sezioni trasversali di scavo hanno consentito di appurare che un relitto era attribuibile a un'imbarcazione da trasporto a fondo piatto, mentre l'altro relitto poteva essere identificato con una galea, per la caratteristica forma allungata dello scafo e la presenza della tipica scassa nella zona prodiera arretrata. Si trattava di una scoperta di grandissima importanza e unica nel suo genere. Per la prima volta in assoluto veniva individuato un relitto di galea grazie al quale poter conoscere le tecniche costruttive ancora segrete dei Priori dell'arsenale di Venezia.
vai al sito:
http://www.argovenezia.it/smb1.htm

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