I Maestri Comacini

I Maestri Comacini di Gaetano Dini
I Maestri Comacini erano delle maestranze edìli scelte costituitesi nell’area di Como all’epoca dei re longobardi nel VII/VIII secolo.
Ampliando la loro area di sviluppo, furono chiamati anche “Maestri dei laghi lombardi” svolgendo infatti la loro attività oltre che nel comasco anche nel Canton Ticino ed in generale in tutta la Lombardia.
Altra interpretazione fà derivare il termine comacino da “cum machinis”, dalle grandi impalcature che quei maestri usavano per i loro lavori.
Questi costruttori svolsero la loro attività anche nel sud Italia ed oltre confine fino alla valle del Reno.
Il primo documento che cita il nome “Magister Comacinus” è stato l’Editto di Rotari del 643.
Anche l’editto di Liutprando del 713 riporta in appendice un “Memoratorium de mercedibus commacinorum”, un vero e proprio tariffario tecnico.
I Maestri Comacini divennero così le maestranze ufficiali del regno longobardo.
Il termine “Magistri Comacini” scompare dall’uso corrente con la caduta del regno longobardo. Il termine resterà tuttavia sporadicamente presente nell’Italia meridionale dove sussistette a lungo l’indipendenza della “Langobardia Minor”.
Il lavoro dei Maestri Comacini era completo: cavare e lavorare la pietra, costruire e decorare con le tecniche e gli stili propri della loro scuola.
Prima della comparsa di questi Maestri, esistevano in epoca tardo-romana rinomate scuole di costruttori edìli. Queste scuole si convertirono in epoca longobarda in associazioni di costruttori che presero appunto il nome di Maestri Comacini.
I fautori del “mito comacino” sostengono infatti che queste maestranze fossero rimaste le sole depositarie delle tecniche costruttive romane andate per lo più perdute con la caduta dell’impero, creando in questo modo una loro nuova arte, quella romanica altomedievale.
I Maestri Comacini furono tutti maestri anonimi, nessun loro singolo nome è passato alla storia a testimonianza dell’importanza che essi stessi davano alla forza del gruppo, animato questo non da ambizioni di lavoro individuali ma corali.
Questi Maestri furono muratori, scultori, decoratori, architetti.
Lavorarono a strade ed edifici pubblici ma eressero soprattutto chiese in stile
romanico-lombardo caratterizzate queste da un’arte semplice ed essenziale evocante però nell’osservatore una suggestiva atmosfera mistica.
Ancora oggi sono famose le squadre di lavoro edili delle province di Como, Bergamo e Brescia.
Anni fa chiesi un commento su di loro ad un geometra riminese che da giovane aveva lavorato lassù. Mi rispose che sono le più brave squadre di lavoro italiane.
Tutte ugualmente brave nella tecnica.
Una di queste però forniva un valore aggiunto.
Mentre le altre due finito il lavoro lasciavano i calcinacci in giro, questa lasciava tutto pulito dove aveva lavorato.
Non chiedetemi quale fosse stata delle tre perché non me lo ricordo più.

Gaetano Dini ha svolto lavoro amministrativo presso AUSL Rimini dal 1991, 10 anni di ricerche sociologiche, dal 1989 al 2017 insegnamento di Sociologia ed in seguito di Legislazione socio-sanitaria al corso infermieri (prima che diventasse corso di laurea) ed in seguito ai corsi di operatore socio-sanitario (OSS).
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