Il Finalese

Il Finalese Immagini e testo di Luca Palumbo

Conosco Finale Ligure da sempre. Avevo 15 giorni di vita, la prima volta che ci sono stato, e da allora è sempre stata meta di vacanze, mare e spiagge. Solo di recente ho iniziato ad osservarla con occhi diversi, sempre più attento al suo lato storico. E quest’anno sono riuscito a visitare due dei siti più interessanti, dal punto di vista storico e artistico. Finale è città antica. Qui passava la via Julia Agusta, che ancora è presente e, almeno a piedi, percorribile. Si possono osservare ancora i ponti romani (5), le antiche cave di pietra e le fornaci, sempre romane. Di epoca medievale c’è molto. Moltissimo. A partire dal borgo, con cinta muraria praticamente integra di Finalborgo, che, grazie alle sue viottole ed alla sua fisionomia rientra nei borghi più belli d’Italia. Penso sia imperdibile anche il piccolo, ma ben organizzato, museo archeologico. A sovrastare il borgo, dall’alto, c’è Castel Gavone e le sue possenti rovine. Costruito tra il XII ed il XIII secolo dalla famiglia Del Carretto, ha subito diversi rimaneggiamenti e ricostruzioni dopo distruzioni che lo hanno portato a noi nello stato attuale. Ben si presenta la Torre dei diamanti, che domina letteralmente le valli ed è visibile anche da lontano. Visitare il sito è interessante, anche se, a mio avviso, gran parte di ciò che è rimasto in piedi e, come minimo, tardo medievale. Interessante il primo colonnato che si incontra appena superato il ponte di pietra all’ingresso, del quale resta in piedi poco, ma che trasmette, comunque ancora molto fascino. Al di la del Borgo vecchio e del castello, è nella frazione di Final Marina e nei pressi di Finalpia, che si possono incontrare i siti più interessanti. In via Brunenghi, a Finalmarina c’è la Pieve di Finale. Si trova sotto la chiesa di San Francesco, ed è stata operativa fino al 1500 inoltrato. Era dedicata ai Santi Nazario e Celso, ed ha origini molto antiche. Si deve arrivare addirittura al I secolo dopo Cristo, per gli elementi più antichi. E, sempre per la parte archeologica più vecchia, si arriva al IV secolo. Ben tre Fonti battesimali di epoche diverse, e comunque tardo antichi tutti, testimoniano gli iniziali passi di sviluppo di questo edificio. In seguito la chiesa è stata allargata, sono state ampliate le tre navate e di questi lavori si possono osservare i segni, nelle colonne, che cambiano, “strati graficamente” forma e materiali. Sulle pareti si possono ancora notare i resti importanti di alcuni affreschi che, da quello che ho potuto valutare, sono del XV secolo. Ho individuato un Sant’Antonio Abate, un San Lorenzo ed un San Cristoforo. Vi sono anche due tombe del V-VI secolo. La pianta della Pieve è basilicale, e sono ancora osservabili le absidi. Nei pressi di Filalpia, (in realtà già nel comune di Rialto, che confina con Finale), seguendo la antica Julia Augusta si può arrivare alla chiesa parrocchiale di San Pietro. Anche se, ad una prima occhiata, la chiesa pare nettamente barocca, osservando bene il campanile si può avere un primo indizio sulla vera età di questa chiesa. Arrivati di fronte alla facciata, e dopo aver notato un paio di elementi di reimpiego davvero molto antichi, è possibile osservare, dalla grata che ne impedisce l’ingresso, il grande scavo archeologico che è stato compiuto sotto tutto il pavimento della chiesa. Si intravvedono le antiche absidi e tutta una serie di elementi che, credo, non superano l’VIII o il IX secolo. Peccato che la grtata già citata impedisca l’ingresso agli umani ma non a piccoli animali, che hanno la possibilità di sporcare gli scavi riducendoli al limite della topaia. Un vero peccato. Torno un attimo a Finalborgo, per citare il complesso monumentale di Santa Caterina (sconsacrato). Pregevole il campanile (e non è l’unico) e gli affreschi che si trovano all’interno della ex chiesa. Molto bello anche il chiostro. A proposito di campanili, è da citare quello della abbazia di Santa Maria Assunta a Finalpia, ma, soprattutto, il mio preferito, quello che si trova a Gorra, accanto ai resti della ex chiesa di San Bartolomeo. Campanile fra i più belli della Liguria, avrebbe bisogno di importanti restauri, così come la sua Ex chiesa, che gli sta crollando accanto. Sono certo che ancora troverò siti in grado di stupirmi. Che questo posto, che così bene pensavo di conoscere, abbia ancora in serbo per chi ha la pazienza di scoprirlo.

Luca Palumbo
Sono un quarantaduenne alla perenne ricerca di castelli. Artigiano nel settore delle costruzioni meccaniche, ho la mania dei castelli e li vado a cercare dappertutto. Da qualche tempo ho iniziato ad interessarmi anche ai monasteri e alle chiese di epoca medievale, ma la passione più grande è per le merlature. Altre passioni sono per la meccanica ed i vecchi transatlantici. Transatlantici e castelli hanno in comune il fatto di esser realizzati dall’unione molte di molte persone che, come diceva un mio amico, si spezzavano la schiena per metterli in piedi, quando l’abilità dell’uomo era l’unica cosa che contava.
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