Il Duomo di Barga
Fabbrica monumentale costruita a più riprese dal sec. XI al XVI è l'esempio più insigne dell'architettura romanica in Valle del Serchio.
Il Duomo è costruito in chiari blocchi di alberese delle cave di Barga; si tratta di un calcare che acquista tonalità e sfumature diverse a seconda che sia esposto alla pioggia o alla luminosità dei raggi solari. La facciata principale è l'antico fianco rimaneggiato della primitiva chiesa del Mille, orientata a nord-ovest e costituita da un unico ambiente di proporzioni assai ridotte. La porta maggiore è ornata lateralmente da due esili colonne alla cui sommità si trova un leone aggettante sulla mensola. L'arco è decorato con motivo di foglie di acanto fortemente stilizzate. L'interno a tre navate su schema basilicale denuncia i successivi ampliamenti resi necessari dalle accresciute necessità della comunità. L'illuminazione del tempio diffusa dalle finestre frontali e laterali, strette e profonde, conferisce all'ambiente un tono austero e suggestivo di penombra, che invita alla pietà religiosa con il linguaggio dell'arte. Della chiesa originaria rimangono le bellissime acquasantiere (sec. XII o XIII) ed il frammento di un affresco che orna la prima colonna a destra e raffigura S. Lucia. Ancora a destra si nota il fonte battesimale, una vasca esagona arricchita dalla statua di S. Giovanni Battista (sec. XIV o XV). L'ambone, ritenuto opera di Guido Bigarelli daComo, è un pregevole esempio dell'arte dei maestri comacini; il sistema di decorazione utilizza sia l'intarsio che il bassorilievo.
Le facciate del pulpito rappresentano scene sia del Vecchio che del Nuovo Testamento. Il Santo Patrono (S. Cristoforo) campeggia dietro l'altare maggiore con l'imponenza della sua altezza (m. 3,50); è una statua di legno policromo appartenente al periodo altomedioevale. La cappella di destra è interamente occupata dalle Terre Robbiane. La cappella di sinistra è dedicata alla Madonna del Molino; la venerata immagine opera di autore ignoto del sec XIV è inserita nella parte superiore di una grande tavola del sec. XVI raffigurante Barga nel 1500, in cui sono individuabili edifici ancora esistenti. La porta laterale del fianco nord-ovest ha una struttura simile alla porta principale. Tutto il terrapieno che circonda l'edificio religioso poggia sul rinforzo di poderosi muraglioni un tempo muniti di merlatura e robuste porte d'accesso, in modo da costituire una vera e propria acropoli a difesa dei due edifici più importanti di Barga: il Duomo e il Palazzo Pretorio che chiude a nord il limite del grande prato e che fu residenza del Commissario di Firenze dal 1341 al 1859. Attualmente è sede del Museo Civico.
L'edificio è dotato di grande loggia e decorato dagli stemmi di alcuni Governatori di Barga. Nell'interno si trovano la sala delle udienze e, al di sotto, le vecchie prigioni, mentre sul muro esterno sono visibili le antiche misure standard della comunità, usate come campioni in caso di controversie: lo staio, il mezzo staio e il braccio fiorentino. Il grande prato che circonda il Duomo conserva nel nome di Arringo il significato storico del luogo adibito alle assemblee della comunità medievale.
Dal piazzale del Duomo, per un'ampia scalinata, si scende alla Chiesa del SS. Crocifisso. (dal sito ufficiale del Comune di Barga).
Il Pulpito
Una delle opere più pregevoli del Duomo è il Pulpito del sec. XII di scuola comacina, che si ritiene opera di Guido Bigarelli da Como. E' in marmo della stessa maniera di quelli esistenti a Brancoli e a Pistoia. Le sue sculture per quanto primitive e rozze acquistano un carattere di rude sincerità e d' ingenua schiettezza. Quattro colonne di marmo rosso sorreggono la cassa rettangolare, due di esse poggiano su due leoni, simboleggianti la forza del Cristianesimo; i leoni tengono sotto le loro gambe, uno un drago simboleggiante lo spirito del male e l'altro, un uomo che con una mano accarezza il leone, con l'altra lo pugnala; è il simbolo degli eretici. Le colonne posteriori poggiano l'una sulla schiena di un nano, ossia il mondo pagano, l'altra sul pavimento. Tutte le colonne hanno capitelli lavorati a tre foglie d' acanto, e uno a figura di animali.
Nella parte posteriore del pulpito è raffigurato San Giovanni Battista Precursore, che annuncia il Messia; in quella che guarda la porta d'ingresso sono scolpite l' Annunciazione e la nascita di Cristo; nella terza facciata è raffigurata l'Adorazione dei Magi e gli Evangelisti. Sul parapetto anteriore due Leggii , un terzo nel retro. I cornicioni sono intarsiati a fiorami. (dal sito Barga by Paolo Guidi)
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BARGA
La piccola cittadina è al centro della media valle del Serchio.
Fu uno dei primi castelli della vallata a liberarsi dal dominio feudale ed erigersi in libero comune. Ottenne ambiti privilegi dalla Contessa Matilde di Toscana, dall'Imperatore Federico I il "Barbarossa", da Federico II e, qualche secolo dopo, dal Governo Toscano che concesse facilitazioni sui commerci ed esenzione di molte gabelle. Le rocche e i numerosi piccoli comuni che attorniavano quello assai più importante e meglio difeso di Barga, si unirono singolarmente ad esso, nel 1200-1300, costituendo l'attuale comune. Per circa due secoli rimase soggetta a Lucca, da cui si distaccò nel 1331 unendosi, con un vantaggioso trattato, alla città di Firenze, della quale fu fedele alleata fino al 1859.
Perfettamente conservato è l'impianto medievale, organizzato attorno a Via di Mezzo e Via di Borgo (che l'attraversano rispettivamente in lunghezza e in larghezza) : a queste arterie principali, che si allargano in piazzette e su cui si affacciano numerosi palazzi rinascimentali, affluiscono vicoli gradinati di varia pendenza, detti "carraie". La rete viaria ha il suo vertice sulla sommità del colle di Romeggio, dove su un grande piazzale erboso (con panorama sulle Apuane e sull'Appennino) è il Duomo, simbolo della città e risultato di interventi successivi tra il XI e il XIV secolo: la facciata attuale, con due ordini di archetti e portale architravato a bassorilievo, era il fianco sud di una chiesa precedente. L'interno è a tre navate su pilastri.
A destra del Duomo è il Palazzo Pretorio, duecentesco, con la loggia sotto cui si trovano vari stemmi e le antiche misure barghigiane (braccio, staio, mezzo staio). (dal sito e-tinerari)
L'etimologia del nome è incerta. Secondo alcuni paleografi, deriverebbe da Lucio Barcolino, lucumone di Luni. Altri affermano che il nome di Barga provenga da Bargena, città della Tunisia, le cui genti, venute in Italia al seguito di Annibale, 200 anni prima di Cristo, qui si sarebbero fermate. Il colle sul quale è sorta Barga, la cui origine è storicamente imprecisabile si chiama "Romeggio". Le strade ed i vicoli obbediscono alle esigenze topografiche ed a quelle difensive in tempo di guerra. Le vecchie case, più volte restaurate, attorno alla Rocca (Arringo), possedevano all'interno orti, giardini e pozzi per attingere l'acqua potabile e per raccogliere quella piovana.
"Al tempo dei tempi
avanti il Mille
i Barghigiani
campavano rosicchiando
castagne
e fecero il Duomo.
Dicevano:
in casa mia ch'io salti da
un travicello all'altro:
benedetta libertà!
ma il Duomo
ha da essere grande
col più bel pulpito di marmo
che si possa vedere
Dicevano:
piccolo il mio, grande il nostro!"
G. Pascoli |
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