Il Castello di Drena (TN)
Costruito nel corso del XII secolo, il castello di Drena fu venduto nel 1175 dai primi possessori, la famiglia da Seiano, ai d'Arco che ne fecero un fondamentale strumento di controllo della via di collegamento fra Trento e il Garda. Proprio per la sua posizione strategica fu sino alla fine del Trecento al centro di continue contese.Oggi i ruderi di Drena, recentemente restaurati, dominati dal mastio alto 25 metri, si offrono al visitatore come esemplare modello di fortezza medievale.
Sulla ventosa rupe (m 465) incisa verso mezzogiorno dalla profonda gola del Salagoni, torreggiano i ruderi del castello di Drena. Esso rappresenta u suggestivo motivo decorativo della Valle del Basso Sarca. Una robusta cortina merlata duecentesca chiude i fabbricati in un'ellisse murata. Dalle finestre romaniche della torre (m 25) e dal suo coronamento, spettacolare visione sulla Valle del Basso Sarca, sui suoi laghi e sul deserto petroso delle Marocche e sui monti, fino alle Dolomiti di Brenta Il castello e' l'evoluzione di un castelliere preistorico. Fu della famiglia dei da Sejano che nel 1175 lo vendette ai d'Arco. Nel 1703 fu preso e dato all fiamme dai Francesi del duca di Vendome.
D'allora fu abbandonato. La conferma moderna della frequentazione preistorica, per Castel Drena e' avvenuta nel 1984 durante i lavori di allargamento della strada provinciale: sicure tracce di un abitato dell'Eta' del bronzo sono emerse sul versante nord-ovest del rilievo a sud reso inaccessibili dalla forra del Salagon. A differenza di Castel Toblino, sullo scoglio del lago omonimo, Castel Madruzzo e Castel Drena, che presero nome dai vicini villaggi, si trovano non lungi dalle rispettive sedi pievane: Calavino per il primo, Cavedine per il secondo. La loro funzione appare di controllo stradale. Si tratta di punti fortificati tra i piu' antichi e ragguardevoli del Trentino. Si affermarono verso l'XI secolo, anche se le fonti scritte finora conosciute li documentano in quello successivo. Castel Madruzzo rimase sempre nell'ambito vescovile diretto. Castel Drena segui le sorti della contea di Arco, l'orgogliosa aspirazione dei suoi signori di sottrarsi alla dipendenza vescovile e l'annessione tirolese della contea medesima. Notevoli sono la struttura architettonica dei due castelli e il loro schema urbanistico.
Accentrato attorno a un'agile torre quadrangolare Castel Drena, articolato in due blocchi distinti, l'uno medievale irto di due torri appaiate, l'altra a palazzata rinascimentale,Castel Madruzzo, la loro forma sul territorio e' pentagonale, in stretta aderenza con l'ambiente rupestre. Castel Drena, alto su una profonda gola, è posto a vedetta e a collegamento - tramite segnalazioni ottiche con i castelli vicini. Il mastio, in pietra bugnata, torreggia sulle due cinte murarie. Caratteristica la sua fattura: pochissime le aperture, costituite principalmente da feritoie e da stertte porte alte dal suolo. Quattro finestre ne segnano la sommità fatta di massicci merli ghibellini raggiungibili attraverso scale lignee e cunicoli e scalini. Anche in questo castello le truppe del generale Vendôme saccheggiarono ed incendiarono la ricca parte residenziale quattrocentesca. Da allora fu abbandonato; i recenti lavori di restauro hanno ridato luce, storia ed emozioni all'antico maniero e all'interno del quale si svolgon rappresentazioni e momenti culturali. Dal mastio si gode uno splendido panorama sulla vallata del Basso Sarca, e sullo sconfinato deserto delle Marocche, un fenomeno glaciale che ha formato un ammasso di macigni di 187 milioni di metri cubi.
Nelle immagini:
1. in alto a destra: vista del Castello e della vallata
2. sotto: suggestiva veduta notturna della fortezza