Il Duomo di Grosseto
Il 9 aprile 1138, il vescovo Rolando, fautore e sostenitore di Innocenzo II (1130-1143) negli anni difficili dello scisma anacletiano, otteneva dal papa l'autorizzazione a traslare la sede della "Rosellana ecclesia" alla vicina Grosseto. Per tutto il XII secolo le funzioni di cattedrale della città vennero assunte dalla pieve di Santa Maria Assunta, dislocata preassopoco nella parte absidale dell'attuale edificio che non sembra conservare tracce di strutture più antiche di quelle che si riferiscono alla fase edificativa, avviata nel 1294. Due lapidi, di cui una nella facciata e l'altra all'interno del duomo, attestano le sue origini e sono datate risettivamente 1294 e 1295. Una seconda fase di lavori prese l'avvio dopo l'atto di pubblica obbedienza di Grosseto ai senesi del 1338. Il campanile venne innalzato a partire dal 1402, mentre la facciata subì un completo rifacimento con lavori iniziati nel 1816 e conclusi nel 1855. Anche l'interno, originariamente opera del senese Sozzo da Rustichino, ha completamente perduto l'originaria struttura. Tra le numerose opere d'arte presenti nel Duomo si segnalano un fonte battesimale e l'altare della Madonna delle Grazie, entrambi opera di Antonio di Paolo Ghini (1470 e 1474) e la splendida Madonna delle Grazie di Matteo di Giovanni, anch'essa del 1470. Il fianco destro del duomo rimane a testimoniare il puro stile senese, con il suo portale dalle formelle a bassorilievo e le bifore e i tabernacoli impostati su pilastri.
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sopra: portale del fianco destro, completato nella parte superiore nell'Ottocento.
a fianco: lunetta del portale del fianco destro
in alto: facciata del duomo |
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