Concorso Italia Medievale 2004 - Immagine 6 - Parma: la Cattedrale

La Cattedrale di Parma

La cattedrale di Parma, situata su una piazza rettangolare, completata a destra dal battistero, è uno dei complessi romanici più completi e interessanti dell'Emilia. La chiesa a croce latina possiede volte a nervature su pianta oblunga a tre piani, fra cui una galleria a vani continui che si apparenta al triforio. La stessa ampiezza si ritrova nella facciata affiancata da due torri, di cui una incompiuta: due serie orizzontali di arcate triplici e la consueta galleria sotto la cuspide animano e scavano profondamente il muro, come per facilitare il contatto della costruzione, resa più leggera, con l'atmosfera. La sua fondazione risale probabilmente al VI secolo e fuori delle mura, prosegue con lo spostamento della Cattedrale stessa dentro la città, infine e ancora la chiesa viene edificata fuori delle mura negli anni Novanta del secolo XI. I lavori, però languono anche per il durissimo conflitto che oppone le fazioni ostili alla Riforma e a Matilde di Canossa e coloro, invece, che appoggiano la politica della Comitissa. Parma, dopo un lungo periodo di ostilità nei confronti di Matilde, e dopo aver prima accettato nel 1104 e poi imprigionato e respinto il suo messo Bernardo degli Uberti, l'accoglie alla fine come vescovo nel 1106. E' in questa fase che dobbiamo collocare un rinnovato impegno edilizio nella Cattedrale che, con la sua grandios navata, con le sue pitture, con i suoi capitelli istoriati e dipinti doveva essere un luogo simbolico di eccezionale impatto. Nicolò è l'architetto della Cattedrale, progetta l'impianto narrativo dei capitelli della navata e realizza direttamente il pontile alto sopra la cripta. Per quello che concerne i capitelli della Cattedrale parmense, Nicolò stesso esegue una parte di essi e lascia la maggior parte degli altri a lapicidi soprattutto di formazione lombarda.

E' di fronte a questo sistema che Benedetto Antelami si ritrova negli anni Settanta del XII secolo ed è qui che deve intervenire per inserire il pulpito che i fabbriceri della Cattedrale gli hanno commissionato. Nel 1178, infatti, il grande scultore completa il nuovo pulpito inserito in un sistema più antico, probabilmente concluso entro il 1110-1115 e programmato dal 1106 circa in poi da Nicolò. Retto da quattro leoni e poggiante su quattro colonne a loro volta reggenti quattro capitelli, dei quali solo tre sono pervenuti, con quattro lastre simmetriche e di identiche misure, di cui una completamente perduta, tra le quali la famosa "Deposizione", fanno di questo capolavoro della scultura una delle più suggestive e affascinanti testimonianze dell'arte medievale. "La lastra, è stato notato, si organizza secondo un sistema poporzionale molto preciso e mantenendo una geometria compositiva rigorosa nella quale si alternano il modello del cerchio e del quadrato, le articolazioni del triangolo, i multipli e i sottomultipli di una precisa misura proporzionale. " (Arturo Carlo Quintavalle - Benedetto Antelami - Electa).

Immagini (dall'alto):

Benedetto Antelami: Deposizione (particolare)
Nicolò: Capitello interno del XII secolo
Facciata della Cattedrale

L'architettura romanica in Valle Padana

"E' stato sottilineato da taluni studiosi come per certi aspetti e caratteristiche strutturali il Romanico lombardo si presenti quasi come una variante importante dei "paesaggi architettonici" d'oltralpe e in paricolare dell'architettura del medio e basso Reno. Bisogna tuttavia subito precisare che lo sfondo sociale e politico della cattedrale romanica italiana si distingue per la sua committenza spesso comunale, non aristocratica né feudale e non esclusivamente ecclesiastica. Così pure si manifesta in Valle Padana meglio che altrove la realtà importantissima del cantiere, sia architettonco sia scultore. E' appunto alla forte presenza del cantiere che si deve quella profonda unità e al tempo stesso ricchezza di ispirazioni diverse che costituiscono il fascino inconfondibile di alcune maggiori cattedrali romaniche padane. Rapporti stretti tra la Lombardia e le chiese germaniche lungo il Reno e la Mosa si ravvisano anche nella forte articolazione della muratura e nei matronei. Anche la cattedrale di Modena, originariamente coperta a capriate nella navata centrale, la cattedrale di Piacenza e la cripta della cattedrale di Parma rivelerebbero analoghi rapporti."

da: Liana Castelfranchi Vegas - L'arte medioevale in Italia e nell'Occidente europeo - Jaca Book

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