Concorso Italia Medievale 2004 - Immagine 7 - Saccargia (SS): la Ss. Trinità

La Ss. Trinità di Saccargia (SS)

La Basilica della SS.Trinità di Saccargia sorge a circa una decina di chilometri da Sassari, vicino ai ruderi del primo monastero camaldolese in terra di Sardegna. Fondata nel 1112, secondo quanto riporta un atto arcivescovile in cui viene donata ai monaci camaldolesi una piccola chiesetta in località Saccargia. La sua consacrazione avvenne nel 1116 con eccezionale solennità e la presenza delle più importanti autorità ecclesiastiche dell'isola. Intorno alla fine del XII secolo venne eretto il piccolo portico, unico nel suo genere. Nel 1137, Innocenzo II (1130-1143), accogliendo la richiesta dell'abate Benedetto, prendeva il monastero sotto la sua protezione e lo muniva del privilegio della sede apostolica.

Durante i tre secoli della sua storia come abbazia camaldolese (dal XII al XIV secolo), la basilica di Saccargia ebbe sempre una posizione preminente ed i suoi abati e priori avevano la superiorità sugli altri monasteri di Sardegna. Dopo il 1384 i monaci camaldolesi abbandonarono l'abbazia che venne affidata ad un abate commendatario. Nel 1820 i redditi del patrimonio dell'abbazia furono assegnati all'Università di Sassari. Del monastero ormai non restano che rovine, mentre la chiesa venne sottoposta ad un restauro nel 1894 che riuscì a salvare e conservare questo splendido gioiello di arte medievale.

Duomo di Pisa (1063-1162)
Di forte influsso romanico-pisano, la basilica presenta una sola navata e una pianta a croce commissa, con transetto a tre absidi. Particolare curioso, la lunghezza esterna della chiesa, 41 metri circa, corrisponde all'altezza del campanile, così come la sua larghezza interna di 6,25 metri è identica a quella del campanile. La splendida facciata, costituita da due ordini di finte arcate poggianti ognuna su quattro colonnine, è abbellita da motivi geometrici, con rosoni, rombi e quadrati, fascioni decorati e una pregevole bifora centrale. Conservati intatti, senza restauri né ritocchi, risplendono in tutta la loro bellezza, gli affreschi absidali del XIII secolo, unica sopravvivenza della pittura romanica in Sardegna e una delle pochissime in Italia.
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