ASSOCIAZIONE CULTURALE ITALIA MEDIEVALE

29 ottobre 2008 - Il concorso ACIM

Il gusto per i particolari

Spesso sovrastati dal rumore della fama, lontano dai grandi flussi di massa, si rivelano solo agli amanti del dettaglio, del particolare, del prezioso, aprendo loro un mondo magico di scoperte ed emozioni.

Nella tabella che segue ci sono 9 immagini di altrettante localià, rappresentate dal particolare di un oggetto, una scultura, un elemento decorativo di rara bellezza.

Occorre quindi indicare con precisione per tutte e 9 le immagini:

1) Nome del comune nel quale si trova l'edificio

2) Nome esatto dell'edificio

Se la risposta sarà corretta avrai diritto alla tessera ACIM omaggio per tutto il 2009. Invia la tua risposta alla seguente email: soci@italiamedievale.org corredata di nome, cognome e residenza e tanti auguri ! Scopri anche tu quanto conosci del medioevo italiano, non costa nulla e, se ancora non le conosci, ti farà scoprire 9 meraviglie del nostro paese. Alla scadenza del concorso pubblicheremo la soluzionne completa .... lo scorso anno hanno vinto in trentacinque, il prossimo potresti essere tu!!! Non perdere tempo, questa eccezionale promozione scade il 31 gennaio 2009. Clicca sulle immagini per ingrandirle.

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1 febbraio 2009 - La soluzione

Ecco la soluzione del concorso 2009. Nei prossimi sarà inviata la tessera ACIM ai 22 vincitori di questa edizione.


1) L'abbazia della SS. Trinità a Cava dei Tirreni L'abbazia di Cava dei Tirreni costituisce uno dei centri benedettini di maggiore importanza della Campania. Le sue origini risalgono al 1011 quando il nobile salernitano Alferio Pappacarbone decise di ritirarsi a vita eremitica in fondo alla valle Metiliana. Poche tracce rimangono delle chiese che vennero costruite nel Medioevo essendo quella attuale una costruzione del XVIII secolo. All'inizio del XII secolo risale la costruzione dell'unico elemento architettonico superstite, il chiostro.
L'unico manufatto rimasto di quello che doveva essere un ricco arredo è l'ambone, costruito ai tempi dell'abate Marino (1146-1170). Pur trasformato, l'ambone costituisce una testimonianza del fervore artistico che caratterizzò i lavori della chiesa abbaziale nel XII secolo. L'ambone è del tipo a cassa rettangolare, con lettorino sporgente poligonale, sorretta da quattro colonne. Sul frontale del lettorino una figura umana sorregge il Vangelo sul quale si appoggia un'aquila. Sul fondo un rilievo raffigura l'Agnus Dei.

2) La cattedrale di Sovana Quello che è adesso il piccolo borgo di Sovana ha avuto tra l'XI ed il XIV secolo una notevole importanza. Città natale di Gregorio VII, Sovana fu sede vescovile e raggiunse il massimo splendore nel XIII secolo sotto la signoria degli Aldobrandeschi. Sotto gli Orsini iniziò la decadenza nel XIV secolo. La cattedrale, ora isolata ai confini del borgo, venne costruita tra la fine dell'XI e la metà del XII sul luogo occupato da un edificio dell'VIII-IX secolo di cui rimangono la cripta ed alcuni elementi dell'arredo.
Il prospetto posteriore è dominato dall'unica abside dominata dal tiburio ottagonale impostato su una base quadrata. Sulla muratura in tufo risaltano gli inserti in marmo bianco. Di questo materiale sono costituite le sottili lesene che scandiscono il cilindro. La finestra centrale ha una strombatura sottolineata da un elemento toroidale. Nella parte inferiore sono riutilizzate due mensole a protomi umane di gusto altomedievale.

3) San Pietro al monte a Civate Il monastero di San Pietro sorge sulle pendici del monte Pedale, su un piano raggiungibile con un'ora di cammino dal borgo di Civate. La sua storia si perde nella notte dei tempi anche sembra poter essere fatto risalire all'epoca longobarda. Conobbe un periodo di grande ricchezza tra il X e l'XI secolo per conoscere nei secoli successivi la decadenza comune a tutte le comunità monastiche. Attraverso la porta dell'abside orientale si accede alla chiesa passando attraverso un ambiente triabsidato preceduto da una sorta di nartece a tre campate su colonne. Questa zona è caratterizzata da un ciclo di affreschi in gran parte conservato e da una ricca decorazione a stucco.
Le colonne sono ricoperte con stucco scolpito in modo da farle diventare tortili. Anche i capitelli fogliati sono in stucco come pure la ricca cornice a decorazione vegetale che costituisce gli archivolti. Molto belli sono i rilievi raffiguranti una chimera ed un grifo che trovano posto nelle lastre poste ai fianchi del breve corridoio di accesso.

4) San Lorenzo a Genova La chiesa di S. Lorenzo assunse il ruolo di cattedrale di Genova dopo l'878, anno in cui vi vennero traslate le reliquie di S. Romolo. Iniziato nel 1099, l'attuale edificio venne completato intorno al 1133, quando Innocenzo II innalzò la diocesi al rango di metropolita. Tra il 1222 ed il 1296 un terremoto ed un edificio richiedono la sostanziale ricostruzione della parte interna e della facciata che venne riedificata di fronte alla vecchia all'inizio del XIV secolo. Nella seconda metà del XVII secolo vennero infine eseguiti la copertura a botte della navata e la ricostruzione del coro.
Sulla facciata sono stati inseriti dei rilievi posti sulla facciata romanica originaria. Ai lati del portale centrale si osservano due scene raffiguranti leoni che abbattono delle antilopi. Risalgono all'inizio del XIII secolo.

5) San Giorgio ad Argenta La pieve di S. Giorgio venne fondata prima del 570 da Agnello, arcivescovo di Ravenna. Nei secoli la chiesa venne più volte ricostruita anche a causa dell'instabile terreno alluvionale su cui è costruita. Nel XII secolo assunse una struttura a tre navate ma nel XVI secolo le navate laterali vennero abbattute e la chiesa ridimensionata. Della costruzione del XII secolo la chiesa conserva il bel portale marmoreo, il quale una scritta sull'architrave attribuisce allo scultore Giovanni da Modigliana (1122).
Al centro della lunetta è raffigurato il martirio di S. Giorgio, identificato dalla scritta "SANCTUS GEORGIUS" scolpita nella ruota della tortura.

6) Il palazzetto Longobardo Nel centro storico di Ascoli sono sopravvissuti un certo numero di edifici di epoca medievale. Il più noto di tutti è il cosiddetto palazzetto Longobardo, una costruzione a due piani risalente al XII secolo e caratterizzato da finestre a bifora. La bifora più interessante si apre su Via dei Soderini al di sotto di un fregio continuo a due nastri intrecciati.
La bifora presenta gli archivolti ed il capitello decorati con rami e foglie; ai lati gli incavi in cui originariamente si trovavano piatti in maiolica.

7) SS. Rufino e Cesidio a Trasacco Risalente al XIII secolo la chiesa dei SS. Rufino e Cesidio ha subito notevoli rimaneggiamenti nel '600 pur conservando l'originale struttura interna ed alcune opere scultoree quali i due portali di accesso. L'interno a tre navate conserva i pilastri e gli archi longitudinali originali. Vi si conserva il lettorino cilindrico di un ambone del XII secolo, ricoperto di bellissimi rilievi raffiguranti i simboli degli Evangelisti ai lati di un Agnus Dei.
Il rilievo è basso ma il tracciato grafico di peli, penne e pieghe della veste danno grande eleganza all'insieme. Degno di nota il tralcio decorato ad intarsio che si snoda sullo sfondo.

8) Cattedrale di Larino La cattedrale di Larino, dedicata a S. Pardo ed all'Assunta, venne terminata nel 1312: la costruzione unisce una struttura architettonica abruzzese (il coronamento orizzontale della facciata) ad elementi decorativi tratti specialmente dal romanico pugliese. Il portale è ogivale a fascio di colonnette decorate da motivi a spirale, freccia, palmetta. Il tutto è inserito all'interno di un falso protiro.
Nella lunetta è posta una crocifissione composta dalle figure atutto tondo del Crocifisso (con un agelo che cala dall'alto), della Vergine e di S. Giovanni. Un Agnus Dei si trova nella cuspide del protiro. Una serie di colonnine sovrapposte delimitano il portale ai lati. Leoni stilofori e grifoni di sapore pugliese sorreggono i diversi tronconi. Un altro grifone è posto al vertice del protiro.

9) La cattedrale dei Ss. Giovanni e Paolo a Ferentino La cattedrale di Ferentino sorge sul punto più alto dell'abitato, occupato in origine dall'acropoli romana. Si tratta di un edificio edificato tra il 1106 ed il 1113, durante il pontificato di Pasquale II, in accordo con un'iscrizione posta su una transenna del presbiterio che registra la collocazione di reliquie di S. Ambrogio sotto l'altare. Il monumento è ancora leggibile nonostante i restauri della fine del XIX secolo.
Il pavimento cosmatesco viene fatta risalire all'inizio del Duecento. Si tratta dell'opera di Jacopo, uno dei marmorari più noti del periodo.







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