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La Regina Ansgarda di Borgogna

di Eleonora Bartorelli e Fabrizio Bacolla
 
 

Affresco della Regina Ansgarda

 

 

Pieve di San Lorenzo e Battistero
a Settimo Vittone

Settimo Vittone, località dell' Eporediese, ebbe in dono dalla sorte di diventare asilo della nobile regina Ansgarda di Borgogna in un momento della sua vita di donna e di sovrana denso di tristezza e amarezza quando fu ripudiata come moglie di Luigi o Ludovico II Il Balbo, re di Francia. Ansgarda, figlia del conte Arduino di Borgogna e di Warimburga, era nata nell'826 e nel marzo dell'862, all'età di 36 anni, sposò in segreto, contro il volere di Carlo Il Calvo, il principe Luigi, che di anni ne aveva 16. In quello stesso anno (862) Luigi aveva capeggiato una ribellione, appoggiata dai Rorgonidi del Maine, contro il padre, Carlo Il Calvo, che dopo aver vinto revocò a Rorgone II l'amministrazione del ducato del Maine in favore di Roberto Il Forte, Luigi fu perdonato e ricevette la contea di Meaux. Il re, negli anni a seguire, si adoperò affinché il matrimonio fosse annullato, ma non ci riuscì, però Luigi Il Balbo, nell'875, per volere del padre, ma con la disapprovazione di papa Giovanni VIII, divorziò da Ansgarda, che venne ripudiata e allontanata da corte e nello stesso anno (febbraio 875) Carlo riuscì a far sposare Luigi con la sua prescelta, Adelaide del Friuli che però a Troyes, il 7 settembre 878, papa Giovanni VIII rifiutò di incoronarla regina. Ansgarda invece si ritirò presso il fratello minore Attone Anscario, marchese d'Ivrea e signore di Settimo Vittone. Qui sarebbe poi morta, secondo i necrologi di Reims, il 2 novembre dell'anno 880-882 in convento di santità e sepolta nel battistero annesso al castello.
Nell'898 moriva nella sua fortezza anche il fratello, il quale sarebbe stato sepolto nella chiesa presso l'ospizio per pellegrini da lui fondato nella parte bassa del borgo. Durante la sua permanenza a Settimo Vittone, Ansgarda donna pia e molto devota, si diede con fervore alle pratiche religiose e alle opere di bene, facendosi molto benvolere dalla povera gente che abitava in misere capanne di fango e paglia e accorrevano a lei per trovare assistenza e conforto. Il popolo così prese ad amare Ansgarda, vittima infelice di un sovrano ambizioso. La regina pare fosse dotata di molteplici qualità, univa alla fede un raro ardimento, una mente colta. In un tempo in cui pochi sapevano leggere e scrivere ella fu cultrice di lettere e di arti, raccolse una rara bibblioteca e dettò lettere in varie lingue. L'attuale castello sembra più un palazzo che un maniero. L'antico castello dove Ansgarda dimorò, doveva essere un fortilizio con torri d'angolo ed era stato eretto a difesa del passo e adibito ad abitazione del signore del luogo per quanto comportavano i costumi non troppo esigenti dell'epoca. L'edificio aveva tre piani e sul frontone una torre quadrata per asserragliarvisi in caso di pericolo. Un muro di pietra circondava la costruzione con una torretta quadrata staccata, posta a cavallo della strada che serviva da difesa avanzata e da corpo di guardia. Numerosi rifacimenti dovuti all'ammodernamento alterarono la primitiva forma non lasciando di antico che alcune finestre ogivali ornate da armille in cotto.
Nel cortile del castello si trova un pesante sarcofago in pietra su cui si sono fatte molte ipotesi. Alcuni sostengono che sia un residuo di un tempio demolito per costruire il primitivo castello, altri asseriscono essere della stessa regina Ansgarda e che sul coperchio vi fosse scolpita la figura distesa della regina. Il battistero a pianta ottagonale è uno dei più antichi del Piemonte e nella sua semplicità risente l'influsso dell'arte dei maestri comancini. All'esterno appaiono nude pietre e mattoni, all'interno invece vi sono dei bellissimi affreschi medioevali purtroppo non molto ben conservati. Un antico scritto parla di pitture che interpretavano episodi della vita della beata Ansgarda inframezzati da scene del Vangelo. Una lapide esterna dice: "Hic beata Ansgarda Galliae regina condita fuit anno salutis DCCCLXXXIX". Anche la chiesa di Sant'Andrea che sorge a poca distanza reca all'interno, su una strana pianta a L, degli affreschi di delicate figure e sulla sua facciata l'unica apertura è data da una magnifica bifora. Quando nell'879 Luigi morì, mentre stava preparando una spedizione contro il conte di Poiters Ranulfo e quello del Maine, Ansgarda spinse il vescovo di Reims a rivedere il suo divorzio e lavorò per la successione sul trono dei suoi figli maschi: Luigi III e Carlomanno II. Anche se Adelaide era incinta e mise al mondo un erede maschio Carlo Il Semplice, Ansgarda e i suoi figli la accusarono di adulterio e prima della fine dell'879 Luigi III e Carlomanno II salirono congiuntamente sui troni di Francia e Aquitania. Ambedue moriranno, giovani e senza eredi, per una caduta da cavallo.
Riguardo la sepoltura della madre a Settimo Vittone, oltre alla teoria del sarcofago, è stata avanzata la possibilità che il suo corpo sia stato deposto in una nicchia del battistero e coperto da una lapide, oppure in un'ara con la statua della regina orante genuflessa. Le molte vicende vissute dal borgo con spogliazioni, abbattimenti e adattamenti hanno dispersa la primitiva tomba e pare che un erede di un beneficato, abbia per riconoscenza raccolte le ossa e tenute nascoste, tramandando questo segreto di padre in figlio. Quando Napoleone soggiornò per qualche tempo in paese, appresa la notizia che la regina Ansgarda era sepolta in quel luogo manifestò il proposito di portare la salma a Parigi, ma gli incaricati del Primo Console non riuscirono a trovarla. I gelosi custodi delle reliquie della beata appartenevano ad un'antichissima famiglia, forse i discendenti di quel tale che pietosamente raccolse un tempo i suoi resti. L'ultimo interessante ritrovamento risale al 1930 quando un contadino, a poca distanza dal borgo, mentre abbatteva delle piante, trovò a poca profondità nel terreno un blocchetto rettangolare di pietra squadrato con una incisione, una croce con attorno le parole: "Ansgarda Galliae Regina". Dei sul lato estro, Est sul sinistro e alla base tre segni come delle S con una sbarretta trasversale.

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