ASSOCIAZIONE CULTURALE ITALIA MEDIEVALE

Castel Menardo Serramonacesca

di Nicoletta Camilla Travaglini

Castel Menardo

Per  “Rocca d'altura” si intende quelle fortificazioni che sono nate con l’esigenza di protezione su poggi o speroni rocciosi con il compito di preservare i suoi abitanti. Di solito esse nascevano su posti inaccessibili, grazie, anche ad una particolare orogenesi del territorio che forniva difese naturali come nel caso di Castel Menardo.

La Rocca d’altura si distingue generalmente , tra gli insediamenti fortificati, per la sua funzione a carattere  squisitamente sia militare che residenziale. Essa si sviluppa  per lo più attorno ad un cortile, che si apriva su appartamenti che ospitavano il feudatario con la propria famiglia, il personale di servizio ed i suoi armati, che di solito risiedevano sulla parte più alta della struttura fortificata.

Qui vi si amministravano la giustizia locale e la sua funzione sul territorio era quella di difendere i suoi sudditi; per questo che, sorgeva di solito in un luogo dominante, idoneo al controllo delle più importanti vie di comunicazione.

Tra le tante Rocche di altura che puntinano il territorio abruzzese Castel Menardo è una delle più suggestive! Essa si ubica sullo sperone roccioso di Colle Ciumina, nei pressi di Serramonacesca, in provincia di Pescara e da qui che domina la Val Pescara e i valichi della Maiella. Questa castello si situa  sulla sommità di un colle raggiungibile solo a piedi attraverso un impegnativo cammino e questo è certamente da connettersi all'indiscusso valenza difensiva che tale  fortezza doveva possedere nei suoi anni di massimo splendore.

Castel Menardo fu fondata tra il  XII-XIV secolo ed insieme alla torre di Polegra, ubicata nelle sue vicinanze, aveva il compito di difendere l’Abbazia di San Liberatore a Maiella.

Le fonti  che attestano con certezza la fondazione  del castello sono veramente scarse e secondo la tradizione esso venne costruito da Carlo Magno per rimarcare i confini del suo impero, per consolidare il suo dominio sui territori conquistati ed infine  per difendere il monastero di S. Liberatore dalle incursioni saracene.

Un'altra leggenda sostiene che Castel Menardo venne costruito nottetempo dai paladini o palladini di Carlo Magno, che erano degli eroi mastodontici, che con le sole mani riuscivano ad arrivare alla fortezza di Polegra, ubicata nelle vicinanze, dove avevano i loro attrezzi da lavoro.

Oggi castel Menardo è poco più che un rudere e dalle attuali rovine è difficile evincere come la fortezza era organizzata internamente. Attraverso un'analisi delle poderose mura, che resistendo all’usura del tempo sono ancora oggi visitabili, e dalla presenza del corpo squadrato è possibile pensare ad una eventuale attinenza con le fortificazioni cassinesi.

Esso è composto da un impianto triangolare, con un corpo quadrangolare incastrato su una delle estremità e due torri circolari presenti su altre estremità. I portali d'accesso erano, probabilmente  due  come i corpi di fabbrica ubicati su due livelli che si è evinto da una buca provocatasi nelle immediate vicinanze del torrione dove è emerso la presenza di una stanza quadrangolare più bassa  rispetto al piano del castello in cui sono ancora presenti alcuni conci a terra.

Alcuni studiosi ritengono che la fortezza fu abbattuta da Carlo d'Angiò, durante le lotte Svevo - Angioine, e successivamente cadde in rovina, cosa affermata anche in un Inventario dei beni dell'Abbazia di S. Liberatore a Majella, che sostiene che nel 1492 Castel Menardo, come possedimento dell’abbazia, risultava già distrutta.

Tra le tante leggende che aleggiano tra le mura annerite dal tempo di questa gloriosa fortezza, vi è una che afferma che in un pozzo ubicato all’interno del castello sono stati ritrovato dei resti di animali enormi, forse resti di animali preistorici o dinosauri,  altri affermano che tali resti siano di origine umana forse scheletri dei palladini di Carlo Magno!

Infine altri affermano che all’interno del castello vi sia sepolto un tesoro e che questo era custodito da un singolare guardino: un drago e questi resti appartengano a lui o a qualche membro della sua famiglia o razza! 


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Nicoletta Camilla Travaglini

È laureata in lingue straniere presso l’università di Roma Tre, è traduttrice internazionale accreditata presso l’UNESCO. Ha fatto alcune mostre fotografiche su tematiche che spaziano dalla storia alla poesia all’ecologia ed al mistero!

Ha tenuto anche diverse lezioni presso atenei sul suo modo di interpretare la fotografia paesaggistica, architettonica e visionaria della realtà!

Ha scritto e scrive per diversi giornali e riviste di taglio antropologico culturale, ha realizzato diversi laboratori, presso le scuole elementari e medie, sul Medioevo fantastico. La passione per l’archeologia l’ha portata a scrivere per alcune riviste e siti che affrontano tali tematiche ed ha collaborare con enti e musei. 

E’ stata la prima a trascrivere  diverse leggende prese dall’oralità dell’area nella quale vive ed opera.

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