ASSOCIAZIONE CULTURALE ITALIA MEDIEVALE

Castel di Malanoctem Montebello Sul Sangro

di Nicoletta Camilla Travaglini

Castel di Malanoctem Montebello Sul Sangro

Montebello le cui origini risalgono al XII secolo; nel 1300 fu un feudo di Oderisio. Dopo Oderisio o Oderigi, questo feudo passò nelle mani dei Caldora, successivamente fu signore di queste terre Raimondo Annichino. Nel XVIII secolo divenne un possedimento dei Malvezzi Malvini di Bologna ed oggi.

La fondazione di Montebello è legata a una cruda leggenda impressa nel suo toponimo, Montebello, cioè “Mons Belli”che significa  “Monte della Battaglia”, infatti qui si svolse uno scontro che lasciò un profondo segno nella mente e nel cuore dei suoi abitanti. Alla epoca dei fatti questo borgo era, come tutti i borghi medioevali, fortificato e protetto da un castello oggi inaccessibile.

“Era l’anno del Signore milletrecento e… e l’imponete rocca si ergeva su una roccia a picco proprio sulle ribollenti acque del  fiume Sangro, una miriade di torce illuminava a giorno la dimora del potente Oderigi, che si preparava a trascorrere un’altra piacevole serata allietata dai musici, dai giocolieri e naturalmente dai velluti e i gioielli delle dame, dalle sfavillanti armature dei cavalieri di corte.

Le lunghe tavole, preparate nel salone da infinità di servi infaticabili, abbondavano di selvaggina e vino, la serata trascorreva tra risa canti, danze, giochi, politica e affari; in questo clamore generale nessuna percepiva la nera ala della morte addensarsi all’orizzonte. Solo alcune tenebrose figure, che vivevano nei sotterranei della rocca forse alchimisti, maghi o semplici veggenti, avvertivano l’imminente fine.  

Intanto la vita al castello trascorreva lenta e felice, e i giorni scivolavano via con la stessa calma inesorabile con cui il fiume Sangro scorreva nel suo letto. Nel frattempo quelli che sembravano oscuri presagi cominciavano a diventare tragiche certezze e così la marcia lenta ma inesorabile dell’esercito di un feroce signore confinante, che ammassava truppe lungo i confini del feudo, fece tornare alla cruda realtà di quei tempi bui e cruenti l’atmosfera rilassata e felice di corte.

Il signore del castello, che mai era stato sconfitto prima ed il castello risultava inespugnabile, iniziò preoccuparsi dell’inusuale spiegamento di forze, per questo fece accentuare la sorveglianza del borgo e della rocca si preparò ad affondare l’esercito nemico.

L’alba rischiarava il castello quando un orda di nemici si abbatté sulle sue candide mura, la battaglia fu sanguinosa. Una pioggia di frecce sibilavano nell’aria, un denso fumo e le fiamme avvolgevano il borgo, l’odore del sangue si spandeva nell’aria, resa pesante da denso fumo che si levava ormai anche dalla rocca. Non c’era più speranza di salvezza e così il nobile dovette arrendersi alla cruda realtà ed accettare l’ignominiosa resa con la quale egli dovette concedere al nemico, per una notte, tutte le donne del borgo.

Le urla, i pianti, i gemiti e il rumore metallico delle armature si spandevano nell’aria di un triste imbrunire, mentre si preparava una notte di terrore per gli sconfitti, che solo il nascere di un nuovo e tragico giorno avrebbe posto fine a tutto, come gli spensierati giorni di un passato ormai lontano”.

In ricordo di  quella tragica e violenta notte questo feudo fu chiamato Castel di Malanoctem, che in seguito i vincitori tramutarono in Buonanotte; infine nella seconda metà del Novecento esso divenne Montebello sul Sangro.

Si narra che nelle notti di luna piena si odano dei cavalli al galoppo, rumori metallici di spade, strane urla levarsi dai ruderi anneriti del mastio che sembra illuminato da una luce irreale, proveniente dal interno della rocca.

Un'altra leggenda dice che nella notte del 31 ottobre si vedano degli incappucciati attraversare le vie deserte di Malanotte, essi portano delle fiaccole accese e si fermano davanti alla chiesa scomparendovi il volto al suo interno.


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Nicoletta Camilla Travaglini

È laureata in lingue straniere presso l’università di Roma Tre, è traduttrice internazionale accreditata presso l’UNESCO. Ha fatto alcune mostre fotografiche su tematiche che spaziano dalla storia alla poesia all’ecologia ed al mistero!

Ha tenuto anche diverse lezioni presso atenei sul suo modo di interpretare la fotografia paesaggistica, architettonica e visionaria della realtà!

Ha scritto e scrive per diversi giornali e riviste di taglio antropologico culturale, ha realizzato diversi laboratori, presso le scuole elementari e medie, sul Medioevo fantastico. La passione per l’archeologia l’ha portata a scrivere per alcune riviste e siti che affrontano tali tematiche ed ha collaborare con enti e musei. 

E’ stata la prima a trascrivere  diverse leggende prese dall’oralità dell’area nella quale vive ed opera.

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