ASSOCIAZIONE CULTURALE ITALIA MEDIEVALE

La crociata e il nemico: appunti sulla storia di un'idea

di Alessandro Vanoli

Questa nuova sezione si sviluppa in una serie di contributi con cadenza settimanale, attraverso i quali l'autore affronta lo sviluppo di un tema di grande attualità quale l'idea di crociata nel suo contesto storico e storiografico dalla sua origine fino ai giorni nostri. (N.d.R.)

Urbano II secondo predica la Crociata al Concilio di Clermont, 27 novembre 1095.

Quella che segue è una storia delle crociate… almeno in un certo senso. Non si parlerà infatti di battaglie e d’assedi, non si parlerà neppure di nobili gesta di cavalieri e di pellegrini. Ogni storico, di fronte al passato, ha almeno due scelte (sto semplificando, è ovvio): o ricostruire i fatti, o indagare la memoria che tali fatti alimentarono. Per lavoro io, solitamente, seguo la seconda strada, ed è quella che propongo anche a voi nelle pagine che seguono, attingendo ad alcuni miei precedenti lavori cartacei. Nulla di esaustivo, ci mancherebbe: non è il luogo. Piuttosto una serie di spunti di riflessione che, presi uno alla volta, potranno forse aiutarci a ricostruire la trama di un’idea sin troppo fortunata: quella del nemico - musulmano o cristiano che sia – così come si definì in un contesto relativamente specifico, durante i secoli centrali del Medioevo, e come fu elaborato successivamente. Il punto di vista scelto è quello di due termini a dir poco noti, Crociata e Riconquista, che, per quanto apparentemente medievali, acquistano il loro senso più profondo, come vedremo, nel nostro complicato presente. La frequentazione delle aule universitarie (dalla parte della cattedra…) mi convince sempre di più che distinguere tra i fatti e la la loro memoria non sia affatto scontato: non è scontato decidere cosa chiedere a una fonte; non è scontato intendere il preciso valore delle parole con cui la storia è narrata; non è scontato comprendere i motivi che produssero i testi da cui noi attingiamo il passato. Ai visitatori del sito (tra cui non mi dispiacerebbe se figurasse anche qualche mio studente), chiedo dunque un po’ di pazienza: occorrerà inseguire le tracce di un’idea, dai tempi in cui nacque, e la cosa non è sempre facile; ma aiuta a capire, credo, qualcosa su di noi e sul nostro complicato presente. Anche a questo serve studiare il Medioevo.

Alessandro Vanoli


Pubblicato l'ultimo articolo, la serie è completa.

6 gennaio 2007: Preludio: di alcuni musulmani all’ombra di un verziere

15 gennaio 2007: L’islam in Spagna e l’inizio dello scontro

22 gennaio 2007: Andare oltremare

30 gennaio 2007: Tra Turchi e Protestanti: immaginare le crociate

5 febbraio 2007: La crociata, la ragione, la nazione

12 febbraio 2007: Il Mediterraneo in guerra: nuove fortune dell’idea di crociata


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ALESSANDRO VANOLI

E' nato a Bologna il 18-9-1969. Si è laureato in storia della filosofia medievale presso l'Università di Bologna dove successivamente si è specializzato in storia con Valerio Marchetti. Ha studiato arabo presso la Bourguiba University di Tunisi ed ebraico a Bologna. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia sociale europea presso l'Università di Venezia sotto la guida di Giorgio Vercellin, con una tesi su Pratiche e immagini della guerra tra Cristianità e Islam nell'alto medioevo spagnolo (secoli X-XI). E' attualmente docente a contratto di Politica comparata del Mediterraneo presso l'Università di Bologna (sede di Ravenna) e docente a contratto di Cultura Spagnola presso l'Università Statale di Milano.

Ha svolto ricerca presso università e centri scientifici in Germania (2000), Tunisia (1999, 2000, 2004), Argentina (2004), Spagna (1999, 2000, 2005).

Ha insegnato arabo classico dal 2000 al 2004 presso il Centro Poggeschi di Bologna.

E' membro dell'Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente (ISIAO). E' membro dell'Associazione Italiana per lo Studio del Giudaismo (AISG). E' membro del consiglio accademico della Maestría en Diversidad Cultural della Universidad Nacional de Tres Febrero di Buenos Aires (Argentina). E' membro del comitato scientifico della rivista Religioni e società. E' collaboratore della casa editrice Rizzoli con particolare riguardo alle pubblicazioni di ebraistica e islamistica.

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