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Lettura del terzo canto del Purgatorio
di Marco Gallarino

 

Il terzo canto del Purgatorio offre diversi spunti di approfondimento teorico ed esegetico; tra di essi, mi soffermer˛ in particolare su alcuni, i quali presentano una particolare rilevanza filosofica.

Una prima riflessione pu˛ essere condotta sull’uso, particolarmente ricorrente nella prima parte del canto, di sentenze proverbiali o di espressioni che mostrano il ricorso ad una saggezza connessa agli aspetti pratici della vita quotidiana; si tratta di un accorgimento in armonia con l’atmosfera generale del canto: le anime purganti, ben diversamente da quelle che Dante aveva incontrato nel corso del viaggio infernale, si mostrano particolarmente mansuete, docili al percorso di purificazione al quale sono condotte dalla virt¨ divina. La saggezza proverbiale e la morale pratica immediata che essa veicola contribuiscono a delineare i toni di quest’atmosfera, a ribadirli, anche attraverso il suggerimento di un paragone tra l’utilitÓ della saggezza nel percorso di perfezionamento morale dell’individuo durante la vita terrena e l’attitudine penitente delle anime del purgatorio. Espressioni che si possono ricondurre, pi¨ o meno esplicitamente, a tale atteggiamento di fondo sono soprattutto tre.

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Marco Gallarino

Marco Gallarino svolge ricerche nel campo della storia della filosofia medievale e della letteratura italiana. Laureatosi in Filosofia (laurea quadriennale) presso l’Università degli Studi di Milano, sua città natale, con una tesi in Storia della Filosofia Medievale dal titolo «Dante e il Liber de causis» (relatrice prof.ssa Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri), ha conseguito un master universitario annuale in Metodologie di base dell’Informatica e della Comunicazione per le Scienze Umanistiche. Borsista dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici di Napoli negli anni accademici 2002/2003 e 2003/2004, dal 2004 ha frequentato il Corso di Dottorato di Ricerca in Filosofia presso l’Università degli Studi di Milano, sotto la tutela della professoressa Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, conseguendo il titolo dottorale nel gennaio 2008, con una tesi intitolata «I fondamenti metafisici del pensiero filosofico di Dante Alighieri. Materia e informazione nel contesto cosmologico e cosmogonico del tema della rovina angelica». Nel 2004 ha ottenuto il premio “Arrigo Pacchi”, bandito dalla medesima università e dedicato a lavori di tesi di argomento storico-filosofico. Dallo stesso anno collabora alle attività didattiche e di ricerca della cattedra di Storia della Filosofia Medievale I dell’Università degli Studi di Milano, e in tale contesto ha ottenuto la qualifica di Cultore della Materia, ha svolto attività di docenza e ha partecipato a due progetti di ricerca interuniversitari (PRIN). Dal 2007 ha frequentato il Corso di Dottorato di Ricerca in Filosofia, scienze e cultura dell'età tardo-antica, medievale e umanistica, presso l’Università degli Studi di Salerno, svolgendo le proprie ricerche sotto la tutela del professor Giulio d’Onofrio. Dal 2005 è membro della SISPM (Società Italiana per lo Studio del Pensiero Medievale) e dal 2009 della Società Dantesca Italiana. Nel corso della sua attività di ricerca è intervenuto a convegni e seminari di carattere scientifico e ha pubblicato diversi studi sul pensiero filosofico di Dante Alighieri.