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Privilegio Federiciano alla città di Eboli
A cura di Mariano Pastore

Documento emesso nel 1221 in favore della città di Eboli, dove si attesta che l’Imperatore Federico II accoglie nel proprio demanio concedendo privilegi, in premio della provata fedeltà alla casa sveva e dei dolori patiti dal popolo ebolitano durante la guerra Tancredina.

CODICE DIPLOMATICO SALERNITANO dell’Archivio della Mensa Arcivescovile di Salerno. 1)

Federico, imperatore dei Romani per grazia di Dio, sempre augusto e re di Sicilia. Per mezzo di questa scrittura rendiamo noto a tutti che i cittadini di Eboli, a noi fedeli, in conformità all’editto generale emanato nella nostra curia di Capua, ci hanno segnalato il privilegio in funzione del quale noi cooptiamo nel nostro demanio il loro territorio e loro stessi, confermando ad essi gli usi e le consuetudini consolidate, cosi come veniva loro data disponibilità ai tempi di re Guglielmo II di felice memoria, e cosi umilmente ci hanno supplicato affinché ci degnassimo di restituire loro il privilegio e di confermarlo con la nostra gratitudine. Noi nell’intenzione di esaudire le sollecitazioni da loro fatte con la solita benevolenza, e ricordando i servizi che i predetti nostri fedeli con tanta devozione e merito ci riservarono, restituiamo a loro il privilegio e in perpetuo lo confermiamo. Confermiamo anche a loro stessi gli usi e le consuetudini consolidate, come ai tempi del già citato re Guglielmo II, di felice memoria, stabilendo che nessuna persona estranea all’università di Eboli possa avere diritti sugli uomini nel territorio di Eboli o altrove, se non secondo quanto sancito ai tempi di re Guglielmo II. Vogliamo anche che tutti gli abitanti, sia che si trovino all’interno della città, sia che si trovino fuori della città, vengano integrati nel demanio imperiale nella comunità del territorio stesso e nell’espletamento di servizi in nostro favore, ove se ne verificasse la convenienza.

A memoria di questa concessione e nell’intenzione di conferire validità perpetua, abbiamo ordinato che questa scrittura, fatta per mano del notaro e fedele nostro Jacobo da Catania, venga munita del sigillo della nostra maestà.

Salerno nell’Anno dell’Incarnazione del Signore MCCXXI, mese febbraio, indizione IX. Regnante il nostro signore Federico illustrissimo imperatore dei Romani per grazia di Dio, sempre augusto e re di Sicilia, nell’anno primo del suo impero e felicemente XXIII del regno di Sicilia. Cosi sia.

1) E. Winckelmann. Acta imperi in vol. I p. 147.

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