La vita di Maometto II il Conquistatore (14321481) ha destato l’interesse e la curiosità degli intellettuali europei di ogni epoca e, ai nostri giorni, trova nell’opera monumentale di Franz Babinger, Maometto il Conquistatore e il suo tempo, il punto di riferimento principale da cui attingere qualsivoglia informazione sull’esistenza e l’operato del sultano che tanto terrorizzò l’Occidente nella seconda metà del secolo XV. La ricerca della documentazione conservata presso gli archivi, per lo più italiani, che avevano fornito cinquant’anni or sono al Babinger parte del materiale necessario alla ricostruzione della vita del Conquistatore, era stata per forza di cose limitata. Proprio l’impossibilità di poter esaminare tutto il materiale a disposizione aveva spinto lo storico tedesco a sottolineare nella Prefazione italiana alla prima edizione del volume che «resterà riservato agli studiosi italiani, dopo anni di ricerche e di assidui studi d’archivio, il compito di fornire in investigazioni monografiche documenti ed atti del secolo XV idonei a completare e rettificare il presente lavoro».
Il 1480 e il 1481 si caratterizzano per il fallimento turco delle imprese di Rodi e di Otranto. L’occupazione turca di Otranto, in particolare, come ultima campagna attuata dal Conquistatore, rappresenta un momento cruciale della vita del sultano che, così come auspicava il Babinger, è tuttora suscettibile di ulteriori approfondimenti grazie alla disponibilità del materiale documentario ancora inedito prodotto dagli organismi politici italiani e conservato presso gli archivi della penisola.
Con il presente saggio si intende presentare uno dei primi risultati otuti dallo scavo archivistico effettuato nel carteggio “Potenze Estere” dell’Archivio Sforzesco Ducale, conservato presso la sezione storico-diplomatica dell’Archivio di Stato di Milano. Il carteggio raccoglie la corrispondenza dei Duchi o di altre autorità del Ducato di Milano con gli oratori residenti o altri inviati occasionali accreditati presso i potentati esteri così come con i governi (principeschi o repubblicani) di quegli stessi potentati e con altri corrispondenti, confidenti e interlocutori residenti o transitanti per le capitali o per i territori di quegli stati. L’arco temporale cui si riferisce questa documentazione si estende dal 1450 al 1535.
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