ASSOCIAZIONE CULTURALE ITALIA MEDIEVALE

home

entra nel sito
eventi
novità
chi siamo
statuto
progetti
personaggi
contributi
convenzioni
segnalazioni
adesioni
mailing list
forum
video
link
Blog

MedioEvo Weblog

Italia Medievale

Libreria Medievale

Fototeca

Arte Medievale

Musica Medievale

Espana Medieval

Polonia Medievale
Europa Medievale

Platea Medievale

Galleria Medievale
Siti Medievali
Racconti Medievali
Bibliografie Medievali
Blog Eventi
Medioevo in Libreria
Sapor di Medioevo
Premio Italia Medievale
Pisa 1063 A.D.
Terre Viscontee
Partner
Eubia

Rievocare

Castelli Toscani
Premi

© Premio Italia Medievale

© Philobiblon, Premio Letterario Italia Medievale
Concorso ACIM
ACIM

Medioevo in Tavola

La felpa, le t-shirts, il cuscino e la borsa dell'Acim
Sostienici
Viaggia con noi nell'Italia medievale
Come with us across medieval Italy
Maruggio città dei cavalieri
di Vito Ricci
Nella Puglia meridionale il numero degli stanziamenti templari e, in genere, degli ordini religioso-cavellereschi, fu piuttosto esiguo nel complesso. L’insediamento principale fu Brindisi[1], importante porto di imbarco verso la Terra Santa che aveva una posizione strategica e il ruolo di base della marina militare. In misura minore il medesimo discorso vale per Otranto[2]. La limitata presenza è dovuta a diversi fattori, tra cui spicca la mancanza di donazioni a favore dell’Ordine (nel Salento vi era l’importante abbazia benedettina di S. Nicola di Casole che raccoglieva i lasciti della zona salentina), il carattere paludoso delle aree costiere e il numero esiguo di masserie. Di recente lo studio S. Fiori[3] ha individuato nella masseria di S. Sidero, tra Maglie e Melpignano, il tenimento di S. Isidoro appartenuto ai Templari. Oltre ai due porti di Brindisi e Otranto, i Templari ebbero una propria domus a Lecce[4], con possedimenti in tutto il Salento, tra cui a Manduria[5] come ricordato in un documento, datato 19 maggio 1309, nel quale è riportato che, il giudice Pietro Porcario di Aversa, al quale erano stati affidati i possedimenti templari in Terra d’Otranto, nominava dei procuratori affinché redigessero l’inventario delle proprietà dell’Ordine a Casalnuovo, nome con il quale era nota nel Medioevo Manduria.

Nel tarantino vi è un paese fondato molto probabilmente dai cavalieri templari: si tratta di Maruggio[6] che, assieme ad Alberona in Capitanata, sarebbe un caso di centro di fondazione templare accertato in Puglia. L’unico riferimento alla presenza di un insediamento templare a Maruggio ci è fornito da un atto datato 9 ottobre 1320[7] che faceva parte dei registri della Cancelleria Angioina andata distrutta e giunto a noi in una trascrizione del secolo XIX ad opera della storico napoletano Camillo Minieri Riccio[8]. In tale documento è riportato: Casale Marigii, fuit quondam Templariorum ossia che il che il casale di Maruggio un tempo fu proprietà dei cavalieri del Tempio. Di altre notizie non disponiamo. La studiosa Bianca Capone si è occupata ampliamente di Maruggio[9] e fa una ricostruzione storica molto dettagliata. Nei registri di Carlo I d’Angiò viene riportato che la famiglia De Marresio era feudataria di Maruggio[10], ove si trovava un commenda gerosolimitana, senza ulteriore specificazione. La denominazione gerosolimitano, trattando di ordini monastico-cavallereschi, viene di solito attribuita ai Giovanniti. La Capone sostiene che nel caso di Maruggio si sia fatta confusione fra Giovanniti e Templari, anch’essi di fatto gerosolimitani, poiché il loro ordine venne fondato a Gerusalemme (Ordine del Tempio di Gerusalemme). I De Marresio ottennero il feudo di Mareggio in epoca normanna, probabilmente dopo il 1130, quando Ruggero II unificò il ducato di Puglia e di Calabria dando vita al Regno di Sicilia. Era questo il periodo di ascesa dell’Ordine del Tempio e, secondo la Capone, i De Marresio consentirono ai Templari di fondare una mansione nel proprio feudo, o, addirittura, concedettero loro in affitto il casale con l’annesso castello. Tra le attività svolte dai cavalieri a Maruggio sono da ricordare i lavori di bonifica e di prosciugamento dei terreni paludosi che circondavano la zona, nonché l’estrazione del sale dalle acque degli stagni costieri. Nel marzo 1308 anche i Templari di Maruggio furono arrestati e approfittando di ciò Giovanna Caballaro si sarebbe impossessata della mansione templari e dei loro beni o quanto meno li ebbe in custodia dal giudice Pietro Porcario di Aversa, responsabile dei beni templari in Terra d’Otranto. Nel maggio 1312 papa Clemente V decretò l’assegnazione dei beni dei Templari ai Giovanniti e probabilmente la Caballaro si rifiutò di consegnare il feudo ai nuovi legittimi proprietari: la consegna avvenne solo nel 1317, forse dietro intimidazione di Roberto d’Angiò, e in cambio dell’ingresso nell’Ordine Giovannita del figlio di Giovanna Caballaro, Nicola de Pandis. Anche il D’Ayala Valva, rifacendosi a Michele Gattini, riporta che «La tradizione, riportata da molti autori, vuole che Giovanna Caballaro, rimasta vedova del de Pandis, donasse nel 1317 il feudo di Maruggio all’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, in occasione dell’ingresso, nell’Ordine del proprio figlio Nicola»[11]. Tuttavia il Gattini non riporta alcun documento che lasci suffragare tale notizia e asserisce che la domus di Maruggio fu accorpata nel 1315 a quella di Brindisi e «portata in dote all’Ospedale da Nicola de Pandis, figlio di un Caballaro di Brindisi»[12]

Il casale di Maruggio fu molto probabilmente fondato da Templari, sebbene di quel periodo non si dispongono di notizie e documenti. Con l’assegnazione dei beni templari ai Giovanniti anche Maruggio fu attribuito a questi ultimi che ne fecero un loro possedimento tra il 1315 e il 1317. Una prova che il casale fosse  in toto sotto la giurisdizione di questi cavalieri trova conferma negli Statuti  compilati nel 1473; da essi si apprende che Maruggio dipendeva dalla commenda di Brindisi e tale è l’incipit: «Capitoli e Ordinazioni fatti e conclusi e ordinati inter lo Spettabile Homorusso de Mutiis de Florenza Generale Procuraore e Gubernatore del Magnifico e Religioso MiliteGyerosolomitano Francesco Carducij de Florenza Commendatore Commendae Brundusij e Signore di Maruggio exuna. E Vitale Duro Sindico et Sindicario nomine exparte Universitatis Terrae Marrulij…»[13] Nel corso del Quattrocento la commenda brindisina perse gradualmente di importanza probabilmente a causa della decadenza del porto dopo il cambiamento delle rotte marine, in seguito alla caduta di Rodi[14], e quella di Maruggio aumentò il suo prestigio diventando dopo nel 1500 camera magistrale[15]. «Di questo tipo di istituzione ne esisteva almeno uno per ogni priorato e il gran maestro poteva tenerle per sé o darle in locazione ad un cavaliere riservandosi una pensione: le responsiones venivano direttamente inviate al gran maestro»[16]. I Giovanniti, divenuti prima cavalieri di Rodi (1309) e poi di Malta (1530), ebbero una Commenda a Maruggio sino al 1819.

In merito all’ubicazione dell’insediamento templare, secondo Bianca Capone,  ci sono due ipotesi: in un edificio nei pressi del luogo in cui, tra la fine del XIV e il XV secolo, i Giovanniti edificarono il proprio castello[17], oppure, tenendo conto che le domus dei Templari sorgevano lontano dai centri abitati, si può ipotizzare che fosse ubicata presso la Madonna del Verde, cappella del cimitero, e possesso dei Cavalieri di Malta. La chiesa anticamente era intitolata a Santa Maria del Tempio (in epoca giovannita era nota come San Giovanni Battista), come si può anche evincere da una lapide del 1585, quando la chiesa venne ricostruita, per volontà di Paolo Affaitati (e della comunità di Maruggio), che in quell'anno teneva la locale Commenda: « Templum D. Marie Virg. Dicatum temporum vetustate collapsum providenta ill. militis Hieroly. Fr. Pauli Affaitati et munificentia municipium marugiensium a fundamentis restitutum salutis anno MDXXXV», ove, secondo la Capone, D. starebbe per Domini e l’espressione Templum Domini sarebbe un riferimento ai Templari. La chiesa subì due restauri alla fine del Ottocento e nel Novecento. Probabilmente, durante la prima e più radicale ristrutturazione, fu cambiato l’originale orientamento della chiesa: la facciata non è più rivolta ad ovest, ma a mezzogiorno, laddove si trova la strada. Non è da escludere che entrambi gli edifici fossero dei Templari e come riscontrato a Vulci, nella Maremma laziale, il precettore e i cavalieri presidiavano il castello, mentre dei sergenti erano insediati presso la Chiesa della Madonna del Verde.

Bibliografia:

B. Capone,  Ricerche sul nome e sulle origini di Maruggio, sede di mansione templare in Atti del II Convegno di Ricerche Templari - Maruggio (Ta), 8-9 settembre 1984,  Torino 1984, pagg. 10-21.
B. Capone, L. Imperio, E. Valentini, Guida all’Italia dei Templari. Gli insediamenti templari in Italia, Roma 1989, pagg. 255-258.
F. d’Ayala Valva, La Commenda Magistrale di Maruggio, in “Studi Melitensi”, I, (1993), pagg. 53-88.
N. De Marco, Cenni storici su Maruggio : in provincia di Lecce, già magistrale commenda gerosolimitana, Manduria 1985.
E. Filomena, Maruggio antica:aspetti editi ed inediti di storia feudale e commendale, araldica e diplomatica, personaggi e costumi tra le pieghe della vita locale d'altri tempi, Martina Franca 1997.
A. Pellettieri, Le città dei Cavalieri in Puglia, in La Puglia dei Cavalieri. Il territorio pugliese nelle fonti cartografiche del Sovrano Militare Ordine di Malta a cura di A. Pellettieri ed E. Ricciardi, Viterbo 2009, pagg. 67-74.V. Ricci, I Templari nella Puglia medievale, Bari 2009.


[1] V. Ricci, I Templari nella Puglia medievale, Bari 2009, pagg. 91-95.
[2] Ivi, pag. 99..
[3] S. Fiori, Il tenimento di Sant'Isidoro d’Otranto della casa templare di Lecce in Atti del XXVII  Convegno  di Ricerche  Templari, Cividate Camuno, 12-13 settembre 2009, in corso di pubblicazione.
[4] V. Ricci, op. cit., pag. 95.
[5] Ivi, pag . 96.
[6] A. Pellettieri, Le città dei Cavalieri in Puglia, in La Puglia dei Cavalieri. Il territorio pugliese nelle fonti cartografiche del Sovrano Militare Ordine di Malta a cura di A. Pellettieri ed E. Ricciardi, Viterbo 2009, pagg. 67-74.
[7] Si tratta di una Cedola di tassazione generale dei feudi di Terra d'Otranto, in cui compare l'elenco nominativo di tutti casali soggetti alla contribuzione fiscale nei confronti della Corona angioina.
[8] c. minieri riccio, Notizie storiche tratte da 62 registri angioini dell’Archivio di Stato di Napoli, Napoli 1877, pag. 202.
[9] B. Capone,  Ricerche sul nome e sulle origini di Maruggio, sede di mansione templare in Atti del II Convegno di Ricerche Templari - Maruggio (Ta), 8-9 settembre 1984, Torino 1984,  pagg. 10-21.
[10] F. d’Ayala Valva, La Commenda Magistrale di Maruggio, in “Studi Melitensi”, I, (1993), pag. 53.
[11] F. d’Ayala Valva, op. cit., pag. 54. Questo autore non prende in considerazione un precedente insediamento templare a Maruggio. Di diversa opinione gli autori di un saggio inerente la presenza dell’Ordine di Malta a Brindisi G. F. Maddalena Capoferro, A. M. Caputo, A. De Castro, L’Ordine di Malta a Brindisi, in “Studi Melitensi”, IV, (1996), pagg. 213-231. La Pellettieri, nel suo lavoro, condivide l’opinione di questi ultimi.
[12]M. Gattini, I priorati, i baliaggi e le commende del Sovrano Ordine Militare di S. Giovanni di Gerusalemme, Napoli 1928, pag .22.
[13] F. d’Ayala Valva, op. cit., pag. 84.
[14] A. Pellettieri, op. cit., pag.  72.
[15] F. d’Ayala Valva, op. cit., pag. 60.
[16] Ivi, pag. 73.
[17] Il castello, detto anche "Palazzo dei Commendatori” fu edificato a partire dal 1368 per volontà dei commendatori dell’ordine giovannita ed è fregiato dallo stemma con armi del gran maestro dell'epoca, fra Ugo Loubens de Verdal. Il castello comprendeva alcune stanza al piano nobile e frantoi e magazzini al piano terra, in testimonianza di una società rurale. Di interesse artistico sono la loggia con la gradinata e gli antichi resti della cappella della Visitazione.

Bookmark and Share


Creative Commons License


Vito Ricci

Nasce a Bari-Palese nel 1971; laureato in Scienze statistiche ed economiche con lode, attualmente è impiegato presso presso l'Università di Bari; dal 1998 al febbraio 2005 ha lavorato a Roma in un'azienda municipalizzata. Appassionato di Storia in generale e particolarmente di quella medievale, soprattutto in relazione alla Puglia e alla Terra di Bari. Autore di ricerche sulla storia e i monumenti di Palese pubblicate su periodici locali e su portali Internet, è collaboratore di “Modugno.it”.

Ha pubblicato il volume Una comunità in cammino verso un futuro glorioso. Cento anni della parrocchia 'San Michele Arcangelo' di Palese, a cura di Vincenzo Auciello, Saverio Di Liso e Vito Ricci, settembre 2003. Tra i suoi articoli di interesse storico: Palese: testimonianze perdute della Preistoria, in «Peter Pan», novembre-dicembre 2001; Un'antica terra di ulivi, in «Il Tarlo», marzo 2004; Il Titolo tra Palese e Santo Spirito, in «Città dell’Uomo», aprile 2004; Le Torri della costa barese, in «Città dell’Uomo», maggio 2004; La chiesa rurale dell’Annunziata, pubblicato sui portali: Modugno.it, Bitonto.org, Bitonto.biz; I saraceni e la Puglia del secolo decimo e Quando Bari era un emirato musulmano, pubblicati su “Modugno.it”.

Collabora con il portale StoriaMedievale.net dove cura la sezione Medioevo Templare e si occupa di recensioni di libri.

Visita il webspace di Vito Ricci






Profilo Facebook di Maurizio Calì

© 2003-2010 Associazione Culturale Italia Medievale