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Dove nacque veramente Pasquale II

di Paola Di Silvio

Papa Pasquale II e Re Filippo I


Nei primissimi anni del sec. XII, mentre in terrasanta si stava svolgendo la prima crociata, in occidente la lotta per le investiture aveva ripreso con più furore di prima. Sedeva allora sulla cattedra di S. Pietro Pasquale II, al secolo Raniero Ranieri. La sua ascesa era stata fulminante. Giunto giovanissimo a Roma, incaricato di una missione per conto del suo monastero, fu subito notato da Gregorio VII, che lo trattenne nell’urbe e poco dopo lo consacrò prete e cardinale di S. Clemente. Sotto Urbano II si distinse come legato di Spagna. Quindici giorni dopo la morte di Urbano, clero e popolo lo acclamarono papa. Era il 14 agosto 1099.

La scelta del nome fu un segnale immediato e chiarissimo: Pasquale II, successore e continuatore di Pasquale I ( 817-824 ), il papa di Ludovico il Pio, che nel primo anno del suo pontificato aveva sottoscritto insieme all’imperatore un trattato che assicurava la collaborazione tra autorità imperiale e il romano pontefice; Raniero aveva scelto, dunque, il suo modello d’azione: tentare di ripristinare la perduta armonia, ma senza transigere sulle prerogative della Chiesa. In Germania lo scomunicato imperatore Enrico IV fu ovviamente ostile alla sua nomina e insieme al clero tedesco sostenne contro di lui una serie di antipapa che vennero sistematicamente eliminati. Di lì a poco lo stesso Enrico IV sarebbe uscito di scena (a. 1106), dopo essere stato tradito e imprigionato dal figlio Enrico V, i cui atteggiamenti nei confronti del papato si rivelarono subito ostili. Pasquale II forse non avrebbe neppure osato riaprire la partita se non fosse stato provocato dalla spudoratezza del nuovo principe tedesco che cominciò a riempire i vescovati del suo paese di uomini a lui fedeli, trasformando la Chiesa tedesca in una Chiesa di stato.

Il papa non protestò direttamente, ma iniziò un giro di propaganda presso i grandi signori laici dell’Italia per garantirsi il loro appoggio in caso di bisogno. Andò a Parigi a sollecitare anche quello del re di Francia. Qui tenne due concili, a Chalons-sur-Marne e a Troyes, in cui perentoriamente ribadiva l’esclusivo suo diritto all’investitura dei vescovi; regola che un terzo concilio, tenuto in Laterano nel 1110, dichiarò “irrinunciabile”.

Per leggere tutto il contributo clicca qui sotto:

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Paola Di Silvio

Paola Di Silvio, è laureata in Conservazione dei Beni Culturali, con specializzazione in Topografia Antica. Ha redatto carte archeologiche in riferimento alla viabilità di età etrusco-romana e ha collaborato a studi e pubblicazioni di natura archeologica e storico-artistica, finalizzate alla conoscenza, tutela e valorizzazione di importanti siti dell'Etruria meridionale. Si occupa da anni di Archeologia Sperimentale (protostorica, classica e medievale), e ha collaborato in fase di ricerca, sperimentazione e divulgazione, con musei, enti ed istituti culturali italiani (CNR, Sovrintendenza per l'Etruria Meridionale) e stranieri (Istituto Svedese di Studi Classici di Roma, Istituto Germanico di Roma). Scrive articoli divulgativi per importanti riviste di settore (Archeo, Medioevo). Guida turistica dal 2000, svolge costante attività di promozione culturale, attraverso l'organizzazione di conferenze, convegni internazionali, mostre e rievocazioni storiche, per diffondere la conoscenza del ricco patrimonio archeologico e storico artistico della Tuscia.

Per contattare l'autrice scrivi a:
paoladisilvio@yahoo.it.