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Storia della Monumentale Chiesa di San Silvestro in Tivoli

a cura di Mons. Luigi Francesco Casolini

La Rettoria vescovile di S. Silvestro è una delle più vetuste costruzioni cristiane del territorio tiburtino, giunte sino a noi.
Lo stile architettonico è indubbiamente romanico; generalmente a tale proposito, si cita il XII secolo. C'è da dire che più di una fonte indica un'origine paleocristiana della chiesa, facendola risalire a Papa Simplicio (468 - 483) nativo di Tivoli.
Situata a Nord, la chiesa s'affaccia sulla piazzetta di S. Silvestro, mentre il fianco meridionale scorre lungo l'attuale Via del Colle (antica Via Tiburtina).
La facciata conserva, a grosse linee, il suo aspetto originario. E' a tre finestre con il frontone sostenuto da mensoline marmoree a mattoni dentati e con il portale architravato classico. La chiesa, costruita inizialmente a tre navate, con due file di dodici colonne di marmo cipollino, nel XVII secolo fu ridotta ad una sola navata per motivi urbanistici con la sostituzione delle colonne con un muro e con l'abbattimento della navata di sinistra per allargare la Via del Colle e della navata di destra per ampliare la casa parrocchiale.
Il campanile, si trovava sul lato sinistro in corrispondenza della navata laterale, di forma quadrata, tipologicamente affine ad altri esempi tiburtini; fu demolito e ridotto a vela durante l'abbattimento dell'intera navata di sinistra per per i lavori su accennati
L'interno della chiesa comprende oggi l'antica navata centrale con la zona dell'abside. Le arcate, che un tempo dividevano la navata centrale dalle laterali, sono state murate. Rimangono oggi due pilastri nella zona centrale della navata su entrambi i lati. Le antiche colonne di marmo, murate e non esposte alla pubblica vista, furono vendute nel 1767 per sanare le difficoltà nel quale versava la chiesa, allora parrocchia. Sempre di questo periodo è l'innalzamento del pavimento della navata centrale .Nell'unica navata rimasta, in prossimità del presbiterio, è possibile ammirare quanto è rimasto di uno splendido mosaico cosmatesco che, originariamente, pavimentava la Chiesa
Nel 1911 è stata riportata alla luce la grande decorazione ad affresco dell'abside e dell'arco trionfale collocabile in ambito cronologico che va dal XII sec. agli inizi del successivo, certamente l'opera di maggior interesse della chiesa. Altri restauri furono eseguiti, come ricorda una lapide apposta a sinistra dell'entrata, in piena guerra, nel 1917. Gli affreschi, molto simili a quelli della cripta del duomo di Anagni, sono legati alle leggende dell'imperatore Costantino e di san Silvestro (potere temporale e potere spirituale); essendo stati eseguiti con somma arte in una chiesa situata al centro di una nuova area urbana annessa all'ampliamento della cinta di mura cittadine, si è portati a pensare che essi devevano rispondere ad un preciso disegno politico.
La scena della glorificazione è situata nell'arco trionfale: al centro, in alto Cristo benedicente campeggia dentro un aureola con ai lati i quattro evangelisti, i sette candelabri ed i quattro seniori dell'Apocalisse che offrono calici d'oro, simbolo delle preci dei giusti.
Nel catino dell'abside è invece situata la teofania, l'apparizione del Cristo sulla cui testa Dio regge una corona; il Salvatore è in atto di alzare la mano destra verso Paolo mentre con la sinistra da a Pietro (che ha in mano le chiavi ed il pastorale) il rotolo della Legge.
La scena paesaggistica raffigurante una riva del giordano, è racchiusa tra due palme su una delle quali è posata una fenice, simbolo di resurrezione. Sempre nell'abside sono tre cicli di affreschi. Nel primo dodici agnelli (gli apostoli) divisi in due schiere si dirigono verso l'agnello divino posto al centro e sanguinante.
Nel secondo ciclo, molto più ampia della precedente, la Vergine con il Bimbo benedicente è assisa su un trono .Alla sua destra (a sinistra di chi osserva, partendo dal centro verso l'estremità) troviamo S. Giovanni Battista, Salomone, Abacuc, Abdia, Ageo, Malachia,ognuno recante un cartiglio con la propria profezia. Tra Abacuc ed Abdia si apre nell'abside una finestra lucifera che ha costretto l'artista a porre sollevato il cartiglio di Abdia. Alla sua sinistra (a destra di chi osserva, iniziando dal centro) vediamo Giovanni evangelista,David. Isaia, Ezechiele,Osea, Daniele, Giona. Anch'essi recano un cartiglio, che nel caso di Ezechiele è rivolto in alto per la presenza della seconda finestra lucifera, ma con andamento opposto e quindi in simmetria, con l'altro cartiglio sollevato da Abdia.
Nel terzo ciclo sono raffigurate le leggende legate alla vita di san Silvestro ed alla conversione di Costantino.
Davanti al presbiterio si può ammirare, tra le due rampe, il pavimento originario, di tipo cosmatesco. Al di sotto del presbiterio, si estende la cripta, che come quella della vicina chiesa della Carità, ha una pesante colonna centrale a mò di sostegno ed una piccola abside circolare. La cripta è visibile dalla chiesa superiore, attraverso una “fenestella Confessionis” situata proprio al centro della navata, in prossimità del presbiterio rialzato, al quale s'accede tramite due rampe di scale poste ai lati della “Fenestrella”.
Al centro del presbiterio vi è l'altare e sembra che la chiesa in origine possedesse anche un ciborio marmoreo.
Degno di nota è il tabernacolo bronzeo sulla cui destra vi è il luogo dove un tempo, si riponeva la SS.ma Eucarestia.
Chiusa per alcuni anni, ad oggi la Chiesa è meta di giovani sposi che vogliono coronare il loro sogno d'Amore. Inoltre, è sede internazionale dell'Associazione dei “Cavalieri di San Silvestro” (www.cavalierisansilvestro.it).


Story of the monumental Church of Saint Sylvester in Tivoli

by care of Monsignor Luigi Francesco Casolini

The Saint Sylvester bishop's rectory is one of the most ancient Christian buildings that still exist on the Tiburtine area.
The architecture is with no doubt Romanesque, a style generally dated to the XII century. It must be said that various sources indicate an early Christian origin of the church, dating it back to Pope Simplicio (468 - 483) who was native of Tivoli. The church is situated North and faces the little square of Saint Sylvester, while its Southern side runs along the modern Via del Colle (historically via Tiburtina).
Overall, its front still has its original look. It has three windows with the fronton supported by marble corbels of dented bricks and a classic architrave doorway. Originally built with three aisles and two rows of twelve columns of cipolin marble, it was later transformed to a single-aisle for urban planning reasons: in the XVII century the marble columns were substituted by walls and both lateral aisles were demolished , the left-hand aisle to enlarge via del Colle and the right-hand one to build an extension to the parish house.
The bell-tower used to be on the left -hand side on top of the lateral aisle. It was square shaped in a typical Tiburtine style. During the above mentioned works the bell-tower was also reduced.
Today the inside of the Church only has the old central aisle and the apse area. The arches that once divided the three aisles are now walled. We can still see two pillars, about half way of the aisle, one on each side. The old marble columns, formerly walled, were sold in 1767 to put right the bad financial situation of the church, at that time still a parish.
In the same period the floor of the central aisle was raised. Near the presbytery we can still see what's left of the beautiful original mosaic floor.
In 1911 the great fresco decoration of the apse and its arch, probably dating back to the XII-XIII century, were brought back to sight and this is certainly the most interesting piece of work in the church. Further restorations were made in 1917 during the war as it is mentioned on the plaque placed on the left of the entrance. The frescos are very similar to the ones we can see in the crypt of the Dome in Anagni and refer to legends about Emperor Constantine and about Saint Sylvester (temporal power and spiritual power); because the fresco has been executed with excellent skill and fine art in a church that at that time was situated in a new urban area outside the city walls, we are brought to think that the subjects reproduced must have had a precise political motivation. The scene of glorification is situated beneath the triumphal arch: in the middle there is a blessing Christ inside a halo and by His sides are the four evangelists, the seven candelabrums and the four Lords of the Apocalypse offering golden goblets that symbolize the prayers of the just.
Below that we find the theophany, a Christ on whose head God Himself is holding a crown; the Saviour is about to lift His right hand towards Saint Paul, while with His left He is handing the Roll of Law to Saint Peter (who is holding keys and pastoral).
The landscape, reproducing the Jordan shore, is framed by two palms and on one of them is sitting a phoenix, symbol of resurrection. Still in the apse there are three series of frescoes. In the first one twelve lambs (the Apostles) in two formations are heading towards the middle to the bleeding Divine Lamb. In the second series, much larger than the first one, we can see the Virgin with the Blessing Child sitting on a throne. To her right is Saint John the Baptist, Solomon, Habakkuk, Obadiah, Ageo and Malachi, each one holding a scroll with his own prophecy. Between Habakkuk and Obadiah on the apse wall opens a small window and this forced the artist to paint Obadiah's scroll above the others. To his left (to the right of the observer, starting from the middle) we can see John the Evangelist, David, Isaiah, Ezekiel, Hosea, Daniel and Jonah. They too are holding scrolls but Ezekiel's is pointing upwards because of the other small window that opens on the apse and is painted in symmetry with Obadiah's scroll, also held upright for the same reason.
The third series is dedicated to legends regarding the life of Saint Sylvester and to Constantine's conversion.
Right in front of the presbytery, between the two flights, we can admire the original mosaic floor. The crypt underneath the presbytery has a small circular apse and, same as the nearby Church of Charity, is sustained in the centre by a massive column. The crypt is visible from the upper church through a small “Confessionis” window, which is situated right in the middle of the aisle, near the upper presbytery. The upper presbytery can be reached stepping up the two flights of stairs situated on both sides of the “Confessionis” window.
The altar is in the centre of the presbytery and probably in its origin the church also had a marble ciborium.
Worth of mention is the bronze tabernacle; on its right is the place where the Holy Eucharist used to be kept.
The church had been closed for some years and today it is a dear location reached by young couples who come here to crown their love dream. The church is also the international headquarter of the “Saint Syklvester's Knights” Association. (www.cavalierisansilvestro.it)


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Mons. Luigi Francesco Casolini

Rettore Vescovile di San Silvestro: www.chiesasansilvestro.it





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