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Storie di papi e antipapi (3) - Il primo Benedetto XIV

di Carmelo Currò
La consacrazione dell'antipapa Benedetto XIII

Jean Carrier, uno tra i quattro cardinali creati da Benedetto XIII nel suo ultimo concistoro, non si trovava a Penacola quando si riunì il conclave che elesse Clemente VIII. Egli si trovava presso il conte di Armagnac impegnato nella guerra dei Cent’anni, come legato e cappellano, ed era perciò rinchiuso in una fortezza del grande cavaliere cinta d’assedio dalle forze nemiche, ed era perciò impedito a raggiungere il rifugio aragonese degli scismatici. Jean dunque ritenne illegittima l’elezione cui molto probabilmente aspirava. Non poteva certo autonominarsi pontefice ma dal momento che basta almeno un cardinale per designare un papa, egli stesso provvide ad eleggerlo. Un altro papa, dunque, diverso da questo sacerdote di provincia quale Egidio Munoz, elevato ad una tiara sempre più titolare. Colui che doveva diventare il vero successore di Benedetto XIII si sarebbe chiamato come il combattivo e da poco defunto capo dell’obbedienza avignonese. L’uomo designato da Carrier sarebbe stato il vero papa, colui che avrebbe impersonato la giustizia e riconquistato la Cattolicità.
Carrier sceglie quindi autonomamente il nuovo papa, il suo papa. Lo avrebbe “plasmato” indicando le ragioni proprie e di quella parte di Chiesa in cui afferma di credere. Il candidato per questo incarico doppiamente rivoluzionario fu Bernard Garnier, arcidiacono della cattedrale di Rodez, che assunse (o cui venne fatto assumere) il nome di Benedetto XIV. Nel XV secolo l’arcidiacono è il personaggio più importante di una diocesi subito dopo il vescovo, di cui è il principale consigliere con poteri molto estesi. E  dunque Garnier deve essere un personaggio di rilievo nella società locale, e ben conosciuto al cardinale Carrier, dal momento che Rodez si trovava nei possedimenti del conte di Armagnac prima di essere occupata dal re di Francia nel 1443 (1).
La scelta, più che la nomina, viene tenuta nascosta. L’unico elettore non promulga alcun editto, non c’è una cerimonia di incoronazione, nessun avviso al popolo. Si sa solo che nel gennaio 1427 lo scisma nello scisma è già avvenuto, e lo stesso cardinale notifica a Jean IV di Armagnac la notizia, avvertendo però che il papa è nascosto, poiché Clemente VIII avrebbe potuto arrestarlo. A sua volta, nel 1427 il conte precisava a S.Giovanna d’Arco che solo Carrier conosceva la località in cui si trovava questo pontefice (2). Clemente infatti si è dimostrato sospettoso e vendicativo, come del resto sembra logico sia divenuto, poiché il papa avignonese si trova a muoversi  su un terreno insidioso, e il suo ruolo più importante è ridotto ad essere quello di pedina nelle strategie imperialistiche del re d’Aragona. Ruolo cui Clemente deve assoggettarsi per non essere privato dell’unico vero protettore autorevole; e per svolgerlo al meglio deve anche essere forte dell’appoggio dei superstiti fedeli dell’obbedienza avignonese. Ecco perché non è possibile mostrare crepe o tollerare accondiscendenza con oppositori e con quanti mostrano di essere possibilisti con il papa di Roma Martino V.
Da come viene data la notizia, sembra che il papa nascosto preceda il mito occidentale del re nascosto e che anche in questo caso lo stato in cui si trova il personaggio della vicenda assuma un significato mistico più che contingente (3). Sotto questo aspetto la condizione di Benedetto ricorderebbe il caso del capo politico e spirituale degli imamiti, pilastro spirituale della dottrina religiosa sciita. Il dodicesimo imam Mohammed scomparve infatti giovanissimo nei sotterranei della sua residenza di Samarra e dai teologi venne dichiarato in stato di occultamento: “gli uomini hanno perduto o atrofizzato gli organi della conoscenza mediante il cuore, sono perciò incapaci di vedere l’imam”. E il suo ritorno sarebbe avvenuto nel momento opportuno (4).
Non credo che Garnier abbia ignorato di essere stato scelto come pontefice. E’ possibile invece che la nomina sia stata tenuta segreta al pubblico, in modo da essere diffusa solo quando fossero cambiate le situazioni politiche e le avversità sociali. E intanto era necessario avere fiducia nelle proprie ragioni e attendere il premio destinato alla giustizia. Nel gruppo degli amici di Carrier si credeva evidentemente di poter guadagnare l’appoggio del conte di Armagnac e di altri potenti signori francesi, una volta che le sorti della guerra fossero diventate favorevoli a questo principe. Carrier sperava di poter fare nuovamente della Francia la Nazione sostenitrice dei pontefici avignonesi invece della malfidata Aragona.
Di sicuro Garnier effettua pure almeno una nomina cardinalizia: atto che non avrebbe potuto compiere il cardinale Carrier. Quando quest’ultimo, infatti, divenne egli stesso pontefice, il suo sentimento di legalità non gli avrà certo consentito di autoeleggersi. Dunque, si può credere che egli abbia influenzato Benedetto XIV perché procedesse alla nomina di qualche cardinale per assicurare una successione. E il cardinale nominato potrebbe essere stato proprio il prelato Jean Farald che, abbandonato per forza Benedetto, procedette poi all’elezione dello stesso Carrier (5). Ma Garnier si è egli stesso nascosto o è stata tenuta nascosta solo la notizia della sua elezione? Se Benedetto XIV fosse entrato in una specie di clandestinità per non essere sottoposto alla vendetta di Clemente VIII, avrebbe dovuto anche lasciare la sua casa e le sue attività, e questo non pare sia accaduto. Dunque, Garnier deve essere stato una semplice creatura nelle mani di Carrier, senza aver mai effettivamente esercitato le funzioni di antipapa. Nel 1450 verrà accusato da Jean d’Estaing di aver preso le parti dell’ultimo cardinale avignonese: Rodez è passata da pochi anni sotto il controllo dei re di Francia, ed è necessario che quanti furono i più importanti partigiani del conte di Armagnac vengano privati degli incarichi influenti. Garnier, in quel periodo tornato ad essere canonico e quindi sacrista di Rodez, affermerà addirittura di non essere mai stato colui che si opponeva ai pontefici romani, di aver ignorato la propria nomina e che anzi l’atto non era mai avvenuto, come dimostra il fatto che Carrier aveva assunto più tardi lo stesso nome di Benedetto XIV. Se per qualche anno Garnier aveva assecondato i piani del cardinale, deve poi aver deciso di rinunciare a un’impresa che decisamente era inadatta alle sue forze. Questo cambio di idee ha convinto Carrier come il candidato che aveva scelto, con il suo comportamento ha viziato l’elezione; che in realtà egli è decaduto dalla dignità e che ora un altro doveva prendere il suo posto.
Questo nuovo pontefice non poteva che essere lui, un degno sostituto anche nel nome.
                                                                        
Note

  1. E’ possibile che la famiglia di Garnier abbia avuto anche rinomanza sociale nella zona di Tolosa e Rodez. In Francia esistono non poche illustri famiglie dal cognome Garnier, anche non parenti fra loro, visto che il suo significato può derivare dal nome di Battesimo Guarniero o dal verbo garnier, nel significato di addobbare, guarnire, come nel caso di una cerimonia e di una giostra cavalleresca, e quindi originato da un lavoro. Oltre che a Rodez e in Franca Contea, tra i Francesi illustri dal cognome Garnier, va ricordato per primo il gesuita S.Carlo Garnier (1605-1649), martire nel corso della sua missione in Canada presso gli Uroni; l’altro gesuita seicentesco Autore di dissertazioni sull’opera di Mercatore; e il cavaliere Garnier, comandante di alcuni vascelli che fu inviato per mettere in difficoltà gli Spagnoli lungo le coste napoletane nel corso della rivolta del 1647.
  2. Cf.  www.answers.com/topic/antipope-benedict-xiv.
  3. Cf. Y.-M- BERCE’, Il re nascosto, Torino 1996.
  4. Cf. Le grandi Religioni, V, Milano 1964, pp. 199 e ss.
  5. Cf. www.answers.com/topic/antipope- benedict-xiv.

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Carmelo Currò

È nato a Salerno dove vive. Laureato in Scienze Politiche e Lettere Moderne, si interessa di genealogia e Storia della Chiesa. È giornalista, storico e ispettore onorario Ministero Beni Culturali.