ASSOCIAZIONE CULTURALE ITALIA MEDIEVALE

home

entra nel sito
eventi
novità
chi siamo
statuto
progetti
personaggi
contributi
convenzioni
segnalazioni
adesioni
mailing list
forum
video
link
Blog

MedioEvo Weblog

Italia Medievale

Libreria Medievale

Fototeca

Arte Medievale

Musica Medievale

Espana Medieval

Polonia Medievale
Europa Medievale

Platea Medievale

Galleria Medievale
Siti Medievali
Racconti Medievali
Bibliografie Medievali
Blog Eventi
Medioevo in Libreria
Sapor di Medioevo
Premio Italia Medievale
Pisa 1063 A.D.
Terre Viscontee
Partner
Eubia

Rievocare

Castelli Toscani
Premi

© Premio Italia Medievale

© Philobiblon, Premio Letterario Italia Medievale
Concorso ACIM
ACIM

Medioevo in Tavola

La felpa, le t-shirts, il cuscino e la borsa dell'Acim
Sostienici
Viaggia con noi nell'Italia medievale
Come with us across medieval Italy
Congaudeant Catholici
Canti dei pellegrini a San Giacomo e Santa Maria
Sabato 20 marzo 2010, con inizio alle ore 17,00, alla Libreria Feltrinelli di Via Manzoni, 12 a Milano, l'Associazione Culturale Italia Medievale è lieta di invitarvi all'incontro con l'Ensemble Galinverna. Ingresso libero.
clicca sulla locandina per scaricarla in formato A4

Nella serata vengono proposte musiche e canti legati alla tradizione medioevale del pellegrinaggio a Santiago de Compostela e raccolte nel lavoro discografico “Congaudeant Catholici - Canti dei pellegrini a San Giacomo e Santa Maria” dall’Ensemble Galinverna di Torino.
Filo conduttore a legare gli interventi musicali sono le letture tratte da una traduzione del V libro del Codex Calixtinus, conosciuto come la Guida del Pellegrino di Santiago (classificato come patrimonio dell’umanità dell’UNESCO), testo che già secoli fa si proponeva come raccolta di aneddoti e consigli per meglio affrontare le difficoltà e gli imprevisti che i pellegrini potevano trovarsi di fronte durante il loco cammino fino a Compostela. Ulteriore corollario sono alcune note sul repertorio eseguito e sugli strumenti utilizzati.

ENSEMBLE GALINVERNA
Mauro Basilio: liuto, oud, viella tenore, percussioni
Elisa Fighera: viella soprano, lyra, percussioni
Silvia Prot: voce
Marco Suppo: symphonia, nyckelharpa, cornamusa
Paola Zambon: flauti, bombarde, kelhorn
www.galinverna.com

Sulla via di Compostela - Guida del Pellegrino di Santiago.

"Peregrini si possono intendere in due modi, in uno largo e in uno stretto: in largo, in quanto è peregrino chiunque è fuori della sua patria; in modo stretto non s'intende peregrino se non chi va verso la casa di Sa' Iacopo. E' però da sapere che in tre modi si chiamano propriamente le genti che vanno al servigio de l'Altissimo: chiamasi palmieri in quanto vanno oltremare, la onde molte volte recano la palma; chiamansi peregrini in quanto vanno a la casa di Galizia, però che la sepoltura di Sa' Iacopo fue più lontana della sua patria che d'alcuno altro apostolo; chiamansi romei quanti vanno a Roma". (Dante)
Santiago di Compostela cioè "la casa di Galizia ove si trovava la sepoltura di Sa' Jacopo", era la meta di coloro che Dante definisce "peregrini in senso stretto".
Il pellegrinaggio è la rappresentazione della vita in cui l'uomo povero e privo di ogni bene materiale si dirige verso una meta sacra affidandosi solamente alla protezione divina. Insegna che la vita è precaria ed è solo una forma di passaggio e per questo l'uomo deve rivolgere tutti i suoi sforzi versi un obiettivo spirituale. Nel medioevo questo movimento di persone diventa un fenomeno vastissimo; favorendo scambi ed contatti fra persone di diversa provenienza. Ne seguì un'influenza profonda sulla società dell'epoca, sotto il profilo economico, religioso e culturale. A questa influenza non poté rimanere estranea la musica, allora veicolo naturale di trasmissione della cultura, sia sacra sia profana. Muovendosi da un santuario all'altro, i pellegrini imparavano e diffondevano nuovi canti e modi di cantare. Il pellegrinaggio era anche occasione di incontro e di festa, e come tale offriva lo spunto a canti profani e danze. Il Camino di Santiago in particolare favorì lo sviluppo di una tradizione musicale, legata al culto di San Giacomo ed al pellegrinaggio, che comprendeva canti devozionali e liturgici, celebrazioni di eventi miracolosi, canti di viaggio e danze sacre.
I più importanti manoscritti fra quelli che raccolgono questo genere di composizioni ed ai quali ci siamo ispirati sono il Codex Calixtinus ed il Llibre Vermeill.
Il Codex Calixtinus, risale al XII secolo e raccoglie materiale composto in diverse epoche e forme, è famoso perché contiene, tra l'altro, la prima "guida del pellegrino", un testo nato per fornire indicazioni utili per il viaggio dei pellegrini in cammino verso Compostella e che ci può dare un idea di quali difficoltà dovesse affrontare chi si metteva in viaggio per raggiungere una delle tre peregrinationes maiores (Gerusalemme, Roma e, appunto Compostela).
Fino a quando non vennero creati ostelli a Montserrat, monte dove viene ritrovata a seguito di visioni miracolose un'immagine della Vergine, i pellegrini trascorrevano le notti nella piazza del monastero dove potevano essere intonati solo canti virtuosi e pii. Durante queste vigilie, con il cuore colmo di gioia per aver raggiunto l'obbiettivo del viaggio ed essere giunti al sepolcro dell'apostolo, nasceva spontaneo il desiderio di cantare e danzare. Nel Llibre Vermell sono raccolti canti "virtuosi" che riprendono canzoni popolari dell'epoca provenienti da diverse tradizioni e danze ballate durante le notti di vigilia.
Proprio partendo da questi due codici, attraverso musiche e letture, utilizzando i testi che la stessa "Guida del Pellegrino" ci offre, vogliamo proporre una traccia delle esperienze che migliaia di persone hanno condiviso secoli fa durante il loro percorso materiale e spirituale, alla ricerca di un contatto, anche fisico, con il divino.

Congaudeant Catholici
Canti dei pellegrini a San Giacomo e Santa Maria

II pellegrinaggio, pratica devozionale diffusa in ogni epoca e presso molte religioni, costituisce uno degli aspetti più significativi del cristianesimo medioevale. Nell'età di mezzo si diventava pellegrini per molti motivi: per sciogliere un voto, per chiedere una grazia, per ordine del confessore e perfino per imposizione di un giudice civile. Ma vi erano anche fedeli che s'incamminavano spinti soltanto dalla fede, o persone che, dietro adeguato compenso, partivano pellegrini al posto di altri.
A seconda della meta prescelta, il viaggio di un pellegrino poteva durare pochi giorni o prolungarsi per mesi o addirittura anni, attraversando contrade inospitali e percorrendo strade impervie, spesso rese pericolose dalla presenza di animali feroci e banditi. Per questo, la partenza del pellegrino era un atto ufficiale e solenne, che avveniva alla presenza dell'intera comunità; i pastori della chiesa locale - vescovi, parroci, abati - diventavano custodi e protettori dei beni di coloro che avevano intrapreso la grande avventura.
I pellegrini erano in genere facilmente riconoscibili dall'abbigliamento e dagli oggetti che avevano con sé: un cappello largo, che serviva da riparo sia per il sole sia per la pioggia; un mantello, che facilmente poteva trasformarsi in coperta; una bisaccia, allo stesso tempo povera valigia da viaggio e cassaforte dei pochi denari a disposizione; un bastone sovente munito di una punta di ferro, utile nel cammino ma anche per difendersi dagli attacchi. Moltissime erano le mete verso cui un pellegrino poteva decidere di dirigersi; santuari, monasteri, cattedrali, tombe di santi e così via.
Vi erano tuttavia tre destinazioni che attraevano una quantità di devoti di gran lunga superiore a qualsiasi altro luogo santo: Gerusalemme, culla della cristianità; Roma, sede del successore di Pietro; Santiago di Compostela. In questa remota ed oscura località della Spagna nordoccidentale, nell'anno 814 l'eremita Pelagio ebbe una visione: una luminosissima stella iniziò a risplendere illuminando con particolare insistenza un campo. Scavando in quel terreno, vennero alla luce alcune tombe, tra le quali una che fu subito identificata come il sepolcro dell'apostolo Giacomo il Maggiore. Il luogo, ribattezzato Campus Stellae (il campo della stella, da cui il moderno Compostela), divenne in breve tempo celebre, poiché era l'unico centro in tutto l'Occidente - a parte Roma - a proporre alla venerazione dei fedeli le reliquie di uno dei dodici apostoli di Cristo. Nacquero così vie ed itinerari che attraverso 1' Europa conducevano fino a quell'angolo sperduto del continente; vennero composti racconti, canti, guide dedicati al cammino compostellano.
Un'altra meta di pellegrinaggio sorta in terra iberica, sebbene non sia paragonabile per popolarità a Santiago, è il santuario di Montserrat ("la montagna seghettata"), presso Barcellona. Questo antico centro di eremitaggio, divenuto dal IX secolo circa sede di un importante cenobio, ospita una piccola statua lignea della Madonna, detta Morenita ("la scura"): la tradizione attribuisce l'opera a san Luca, ma gli esami al radiocarbonio datano la statua al pieno Medioevo (XI - XII sec.). La grande venerazione che da sempre circonda la Morenita ha avuto coronamento nel 1881, quando la Vergine Nera è stata proclamata patrona della Catalogna. I brani proposti nel CD hanno dunque avuto origine lungo le tortuose strade percorse nella terre spagnole dai pellegrini medievali: sono testimonianze suggestive e preziose della spiritualità del Vecchio Continente, ma anche segni della straordinaria vitalità culturale di quell'epoca troppo spesso sottovalutata che fu il Medioevo cristiano.
Recensione di Giulio Pavignano

Bookmark and Share




Profilo Facebook di Maurizio Calì

© 2003-2010 Associazione Culturale Italia Medievale