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Presso la Biblioteca Nazionale di Parigi si conserva un codice scritto in basso latino, che porta il numero 10318.
E’ scritto in calligrafia onciale, il che fa presumere che risalga all’VIII° secolo. Ma il testo è anteriore e, una volta tanto, l’autore non è anonimo: è un Goto. Latinizza il proprio nome in VINIDARIUS, si definisce “illustris” e sembra aver redatto questa compilazione prendendo alcune ricette da trattati precedenti, come quello di Marco Gavio Apicio, il buongustaio per eccellenza.
È quindi molto probabile che questo libretto sia un capriccio “gastronomico” di un certo Vinithaharjis, nobile ed intellettuale appassionato di fornelli, che scrive nel VI° secolo, in una zona non meglio specificata dell’Italia centro-settentrionale.
Giovanna Motta è nata, vive e lavora a Milano, nel settore delle comunicazioni. Ha studiato al Conservatorio di Milano, alla Scuola di Paleografìa e Filologìa di Cremona (Univ.di Pavìa) e si è specializzata in Cucina Storica a Parigi.
Dirige un Gruppo di Musica Antica da lei fondato, l' Ensemble Adelchis, col quale tiene concerti dal 1983 (repertorio che va dall'altomedioevo al 1519) suonando le arpe antiche e la crotta a pizzico.
Scrive di Cucina Storica sul Corriere d'Italia (settimanale degli Italiani in Germania) e ricostruisce eventi musicali e gastronomici ambientati nel passato. Tiene conferenze d'argomento storico e storico-musicale. Dal 2004 è nel Consiglio Direttivo dell’ACIM.
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