Curiosità, ricette, fonti della cucina medievale - Anno 1 - Numero 5 - Maggio 2004 - pag. 1 - redazione

Il tacuinum medioevale, scritto dal direttore editoriale del sito Taccuini Storic Alex Revelli Sorini con Augusto Tocci consulente scientifico, è il risultato dell’esplorazione, di uno specifico periodo del tempo, presentato con occhi un po’ incantati, al fine di riscoprirne storie, aneddoti, spunti gastronomici e sapori dimenticati.

Nella storia della nostra civiltà, si intende con il nome di Medioevo, quel periodo che va da circa la metà del V secolo (caduta dell’Impero Romano), fino alla fine del 1400 (inizio delle scoperte e delle invenzioni).

Il medioevo abbraccia pertanto un millennio, ed un quadro delle sue tradizioni non è sufficiente a caratterizzarlo in ogni sua epoca ed area geografica.

Questo taccuino non è un’esposizione completa e dettagliata della storia dell’alimentazione e della gastronomia medioevale, ma intende solamente metterne in evidenza alcuni aspetti caratteristici.

L"itinerario gastronomico proposto in questo volume appartiene alla tradizione, alla fantasia e all'esperienza di monaci, cuochi, medici e speziali vissuti nel Medioevo e di cui è rimasta traccia scritta o solo orale.

Accanto ai piatti più diffusi del tempo, dei quali vengono qui riportati integralmente i preziosi consigli di cottura e la preparazione più adatta suggeritta dalle fonti, si possono leggere aneddoti, leggende e pagine di letteratura che li hanno evocati.

Lo stile essenziale, la semplicità delle ricette e, in certi casi, il voluto rispetto dei parametri del tempo (ingredienti, unità di misura, varietà anmali e vegetali etc.) rendono questo Tacuinum un utile strumento per rivisitare con creatività la cucina medievale.

Alcune ricette sono estrapolate dal libro di cucina del secolo XIV, Codice Casanatese (Ludovico Frati, 1899 - Francesco Zambrini 1863).

Nella sezione medioevale del nostro sito (Taccuini Storici, ndr), molte delle news e delle ricette pubblicate sono riprese dal Tacuinum Medioevale.

Per informazioni più dettagliate o l'acquisto del volume, contattare l'autore Alex Revelli Sorini.

La tavola e la sua apparecchiatura

Nell’alto medioevo la sala da pranzo, chiamata refettorio, esisteva solo nei monasteri , Nei ceti umili si mangiava vicino al focolare, nelle cui prossimità stazionavano gli animali domestici e da lavoro. L’apparecchiatura, frequentemente allestita in tavoli mobili montati su cavalletti (talvolta con tovaglia), era messa per mangiare e tolta dopo il pasto per riprendere le attività lavorative. Si sedeva su cassapanche (le sedie erano un lusso), all’interno delle quali venivano conservati alcuni cibi.

Nel tardo medioevo, il banchetto dei nobili diventò più complesso. Un’ampia sala da pranzo ospitava l’apparecchiatura, anche qui allestita su deschi mobili, che potevano essere allungati e assumere conformazioni diverse: a L , a U, o a file parallele, per contenere un numero adeguato di commensali. Nei banchetti più importanti queste precarie impalcature erano mascherate da grandi tovaglie.

Il commensale poteva disporre di una ciotola in ceramica o legno, un piatto piano, un cucchiaio e un boccale da condividere con un‘altra persona. Si hanno testimonianze di stoviglie chiamate “mense”, realizzate con un pane speciale (dalle quali deriverebbe il termine moderno mensa).

In epoca rinascimentale le tavole, grazie agli architetti come Leonardo da Vinci , sfruttarono la tecnica dell’automazione già usata negli spettacoli teatrali. Apparivano e scomparivano dal pavimento riccamente ornate, con il duplice scopo di stupire i convitati e di esaltare la potenza dei loro nobili committenti.

a cura della Redazione
2004 © by Associazione Culturale Italia Medievale