ASSOCIAZIONE CULTURALE ITALIA MEDIEVALE

Bernardo di Settimania

di Ornella Mariani

Il clima politico della Francia dell’IX secolo fu caratterizzato dai nove anni di guerra fratricida fra i figli di Ludovico il Pio alternamente ribelli al padre medesimo che, vedovo, era passato a seconde nozze con Giuditta di Baviera. La nascita di Carlo il Calvo e le pressioni esercitate da costei, aspirante ad un Regno anche per il proprio figlio, rimisero infatti in discussione il già fissato assetto ereditario aprendo un duro fronte di conflittualità successoria.

In quell’aggrovigliato contesto s’inserì l’ambigua figura di Bernardo di Tolosa, discendente di una famiglia di vassalli dei Re carolingi che dal 778 amministrarono una parte del Regno d’Aquitania, restando in carica fino al 1271, quando la Contea fu annessa al Regno di Francia.

Conte di Tolosa e Conte di Autun, egli era nato nell’802 da Guglielmo di Gellone e Guitberga d’Hornbach. Nella gioventù, trascorsa fino all’820 in Gotia, si era distinto per la guerra ingaggiata assieme al fratello Gocelone contro al- Andalus ed in danno del fratellastro Berà, Conte pacifista di Barcellona.

Investito del ruolo di Ciambellano alla Corte di Ludovico il Pio ed infeudato anche del Ducato di Settimania, il 29 giugno dell’824 aveva sposato Dhuoda di Guascogna, figlia del Duca Sancho I Lopez: donna bellissima, colta, dotata di tempra eccezionale e di sensibilità profonda. Dall’ unione nacquero due figli: Guglielmo e Bernardo Pianta di Velluto, per il quale ella compose, tra l’841 e l’843, un trattato di educazione intitolato Liber manualis Dhuodane quem ad filium suum transmisit Wilhelmum.

Admonitio erga seniorem tuum exhibenda.

Seniorem quem habes Karolum, quando Deus, ut credo, et genitor tuus Bernardus, in tuae incoationis iuventute florigeram vigorem libi ad serviendum elegit, adhuc tene quod est generis ex magno utrumque nobilitatis orto progenie, non ita serviens ut tantum placeas oculis, sed etiam sensui capax, utrumque ad corpus et animam; puram et certam fili in omnibus tene utilitatis fidem... Quamobrem, fili, onor te ut quod tenes, corpore fideliter dum vivis tene et mente... Nunquam aliquando ex infidelitatis vesania improperium ex te exeat malum; non sit ortus nec in corde tuo unquam ascendens ut infidelis tuo seniori existas in ullo... Quod in te tuisque militantibus futurum esse non credo;...Tu ergo, fili Wilhelme, ex illorum progenie ortus, seniori ut praedixi tuo sis verax, vigil, utilisque atque praecipuus; et in omni negotio utilitatis regiae potestati, in quantum tibi Deus dederit vires, intus forisque prudentius te exhiberi satage. (III, 4).

(Comportamento da mantenere verso il tuo signore.

Dio, come credo, e tuo padre Bernardo, nel fiorente vigore dell’inizio della tua gioventù hanno scelto il signore che tu hai ora, Carlo; ricordati ancora che è nato da una grande stirpe ed è di origine nobile da entrambi i lati, e non lo servire in modo tale che piaccia solo all’apparenza, ma anche che coinvolga i tuoi sensi, e tieni il corpo e l’anima pura e preserva la fedeltà a lui in tutte le cose ... Perciò, figlio, ti esorto perché tu mantenga finché vivi la fedeltà con il corpo e con la mente...  Mai esca da te un improperio a causa dell’insania dell’infedeltà; il male non nasca neppure nel tuo cuore, al punto da farti essere infedele in qualcosa al tuo signore... cosa che non credo che, avverrà né in te né nei tuoi compagni d’arme... Tu, pertanto, Guglielmo, figlio mio... come ti ho detto sii sincero, vigile, utile e eccellente; e sforzati di esibire, in ogni affare che sia di utilità del potere regio, per quanto Dio ti darà le forze, la massima prudenza dentro e fuori.)

Istigatore dell’Imperatrice, in particolare nella Dieta di Worms ove Ludovico acconsentì a cedere all’ultimo rampollo la corona della Germania del Nord, a revoca di quanto sancito nella Ordinatio Imperii dell’817 con la quale aveva equamente ripartito i beni fra i tre eredi di primo letto, nell’826 Bernardo fu investito della Contea di Barcellona.

Già all’atto del suo insediamento, alcuni Aristocratici goti guidati da Aissò, restato fedele a Berà, insorsero contro di lui e, con l'aiuto dei Musulmani, ne invasero il territorio.

La situazione fu aggravata dalla complessità del scontro: malgrado parte dei Visigoti avesse preso partito per lui, aiutandolo a contenere la spinta dei ribelli, Aissò si appellò all’Emiro di Cordova Abd al- Rahman II ibn al-Hakam che, nel maggio dell’827, pose sotto assedio il territorio di Barcellona. A quel momento di difficoltà, poi risolto con il rincalzo dei Mori capeggiati dal Generale Ubayd Allah, Ludovico il Pio rispose con ritardo impegnando il figlio Pipino ed i Conti di Tours e Orléans quando il Feudatario aveva già debellato i nemici, con quella stessa determinazione che avrebbe applicato a fronte di una nuova insurrezione nell’ anno successivo.

Nell’agosto dell’829, il Sovrano lo volle a Corte.

Era già in atto la querelle familiare legata alla successione imperiale, quando Bernardo affidò i feudi al fratello maggiore per assumere l’incarico di sostituire il nuovo Re d'Italia Lotario I nella tutela del minore Carlo il Calvo.

Il compito fu svolto con tale zelante scrupolo, da suscitare antagonismo e rivalità degenerati nell’aperta accusa che egli fosse divenuto l’amante dell’Imperatrice Giuditta.

Impugnata tale pretestuosa circostanza, i tre figli maggiori di Ludovico il Pio nell’830 si coalizzarono e mossero contro il Conte, costringendolo alla fuga ed al rientro nei suoi domìni. Tuttavia, nel giro di pochi mesi, la tensione si ripianò: indifferenti al diverso parere del Consigliere di Palazzo Berengario il Saggio, figlio del Marchese Unroch del Friuli e di Engeltrude di Parigi, nel novembre dell’831 Pipino I d’Aquitania e il fratello Lotario, infatti, insorti contro il padre che tennero prigioniero a Compiègne, furono supportati nella rivolta proprio dal pugnace Bernardo. Epperò, nell’832, l’Imperatore ebbe ragione dei sovversivi e, alla Dieta di Nimega, riacquistato il favore dell’Aristocrazia, li fece arrestare: ai figli espropriò i beni in favore del giovane ultimogenito; poi, fatto porre sotto accusa per alto tradimento il Feudatario, lo esautorò di ogni potere; gli revocò il possesso della Contea di Barcellona; ne attribuì i feudi al fedele Berengario; lo obbligò a tornare nei territori familiari di Borgogna, col fratello Gocelone ed il Luogotenente Sunila.

Ma un nuovo colpo di scena intervenne nell’833, quando ribellatisi nuovamente all’autorità paterna, i turbolenti figli di Ludovico ricorsero alla mediazione di Gregorio IV per escludere definitivamente dall’asse ereditario il fratellastro. L’incontro si tenne in Alsazia e, in quella drammatica circostanza la cui regìa fu gestita da Bernardo, a fronte della defezione di gran parte del suo esercito Ludovico il Pio fu costretto a consegnarsi all’irriducibile Lotario, dal quale fu dichiarato decaduto.

Nell'834, però, le tensioni della irrequieta famiglia si attenuarono ed il fronte delle alleanze subì un ulteriore mutamento: Pipino, questa volta a sostegno del padre, mosse contro le forze congiunte del fratello maggiore e di Bernardo, battendole nell’assedio di Châlon sur Saône.

L’infausto esito della battaglia, le cui responsabilità furono ascritte al Conte, suscitarono una durissima rappresaglia: Lotario, infatti, irrogò la pena di morte in danno di Sunila, di Gocelone e della monaca Gerberga, rispettivamente fiducario, fratello e sorella del suo ambiguo cobelligerante.

L’evento spinse costui ad avvicinarsi al Sovrano e ad esigere, in nome dell’impegno già svolto in suo vantaggio e dell’alto tributo di sangue pagato alla sua causa, il pieno reintegro nei propri diritti. Nell’835, pertanto, deciso a revocarli a Berengario e a restituirli al legittimo titolare, Ludovico convocò un’Assemblea a Lione: il Consigliere, che risentito si accingeva a dar battaglia, si spense durante il viaggio facilitando l’antagonista nel recupero dei propri feudi, cui fu aggiunta la Contea di Tolosa.

Nell'841, maturò un nuovo sodalizio: Lotario fu sconfitto a Fontenoy dalle truppe di Ludovico il Giovane e Carlo il Calvo. Bernardo non perse tempo per ritagliarsi uno spazio nella nuova coalizione ed inviò presso quest’ultimo il figlio Guglielmo garantendogli l’aiuto necessario alla sottomissione di Pipino II Re d’Aquitania, in cambio della Contea di Autun: gli fu genericamente risposto che l’assegnazione sarebbe stata concessa in seguito, in quanto di quella regione era stato già investito il Luogotenente d’Aquitania Garì.

Ritenuta la risposta un espediente dilatorio ed un affronto, il Conte replicò con la rottura dei rapporti e, dopo il Trattato di Verdun dell’843, in virtù del quale l’Aquitania, Tolosa e la Settimania venivano assegnate al Regno dei Franchi Occidentali di Carlo, attaccò il territorio nel tentativo di riguadagnarlo a sé.

Catturato, fu decapitato nel maggio dell’844.

In difesa dell’onore familiare e per lavare l’ingiustizia della brutale pena di morte comminata al padre, cui era subentrato nella guida dei feudi, insorse Guglielmo: alleatosi a Pipino II, inflisse una solenne sconfitta a Carlo il Calvo ad Angumois ed occupò Tolosa espropriandola a Fredelone di Roergue.

Era il 14 giugno dell’844.

A quattro anni dalla morte di Ludovico il Pio, la sfuggente esistenza di Bernardo di Tolosa di era conclusa.

Bibliografia:

P. Giudici: Storia d’Italia
Aries/Duby: Dall’Impero romano all’anno 1000
C. Grimberg: Storia universale


Creative Commons License


Ornella Mariani

Ornella Mariani, sannita.

Negli anni scorsi: Opinionista e controfondista di prima pagina e curatore di Terza Pagina per testate nazionali; autore di saggi, studi e ricerche sulla Questione Meridionale.

Ha pubblicato: saggi economici vari e:

Pironti " Per rabbia e per amore"

Pironti " E così sia"

Bastogi "Viaggio nell' entroterra della disperazione"

Controcorrente Editore " Federico II di Hohenstaufen"

Adda Editore "Morte di un eretico" - dramma in due atti

Siciliano Editore "La storia Negata"

A metà novembre 2006, per le Edizioni Mephite: "Matilde" -dramma in due atti; a teatro interpretata da Manuela Kustermann e Roberto Alinghieri.

COSTANZA (edizioni Mephite - 2006) e GIUDITTA (edizioni Mephite - 2006)

A gennaio 2007, "Profili di perle", Edizioni Mephite.

Collaborazione a siti vari di storia medievale.

Ha in corso l'incarico di coordinatore per una Storia di Benevento in due volumi, (720 pagine) commissionata dall'Ente Comune di Benevento e diretta dal Prof. Enrico Cuozzo)

© 2003-2007 Associazione Culturale Italia Medievale