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Personaggi del Medioevo in pillole


Guglielmo il Conquistatore

di Ornella Mariani

Guglielmo il Conquistatore, particolare dell'arazzo di Bayeux

Al Duca di Normandia Riccardo II il Buono, morto nel 1026, era succeduto il figlio Roberto I il Magnifico che, favorita l’ascesa di Enrico I al trono di Francia e recatosi nel 1034 in pellegrinaggio a Gerusalemme, si ammalò e morì in Asia Minore. Prima di partire, aveva avuto cura di designare alla successione, affidandolo ad un collegio tutorio di quattro membri, il figlio illegittimo Guglielmo, nato nel 1027 dalla relazione con Arlette di Falaise.

Il giovanissimo erede fu proclamato Duca, malgrado presto tre dei suoi tutori fossero assassinati: Gilberto di Brionne, il precettore Turoldo e il Siniscalco Osberno di Crépon.

Il triplice delitto gettò nell’anarchia la regione, ricca e politicamente solida e, per circa cinque turbolenti lustri Guglielmo fu costretto a battersi per difendere le sue prerogative; per recuperare il suo castello di Falaise, espropriatogli dal Visconte d’Hiéme; per ridurre all’obbedienza ampie fasce di sedizione; per gestire le frequenti contrapposizioni fra Normanni ed Angioini; per arginare le ambizioni espansive del Duca di Bretagna e del Sovrano francese, che aspirava al controllo del Vexin; per amministrare, in definitiva, intrighi e lotte fra Baronie e fra vassalli minori su conflitti di confine.

Consapevole del proprio destino; carismatico; coraggioso; dotato di lucidità strategica e di rilevanti capacità organizzative e logistiche, scampato con una drammatica fuga attraverso la baia di Veys ad un ramificato complotto ordito a favore di Guido di Brionne da Néel di St-Sauver, Visconte del Cotentin; da Rainulfo di Briquessart, Visconte di Bayeux; da Amone di Creully; da Raoul Taisson e da Grimoldo de Plessis che, durante una battuta di caccia a Valognes, meditavano di assassinarlo, Guglielmo si pose alla testa di un’imponente armata e piegò i ribelli a Val-es-Dunes, nel 1047. Restaurato l’ordine e graziati i sopraffatti nemici, reinvestiti dei loro feudi in cambio della sottomissione, concluse un accordo di pace sancito dalla costruzione a Caen d’un castello e della chiesa di Sainte Paix; liquidò, nel biennio fra il 1049 ed il 1051, anche Goffredo d’Anjou che aspirava a defraudarlo del legittimo controllo del Maine ereditato dal Conte Erberto II; recuperò le  città normanne di Alençon e di Domfront; annesse al suo territorio il Passais; volse la sua attenzione alla Bretagna; si inserì nel contrasto fra Conan II ed Eude di Penthièvre e affermò la propria autorità anche a Mont- saint Michel.

Nel perdurare di tali eventi, pensò al matrimonio: la sua scelta ricadde su Matilde, figlia del Conte Baldovino di Fiandra; ma il Concilio di Reims del 1049 vietò le nozze per consanguineità fra gli sposi pretestuosamente assumendo che ella fosse discendente di Rolf in quinta generazione. In effetti, già ostile ai Normanni del Sud italiano, Leone IX aveva voluto vendicarsi dell’autonoma decisione con la quale Guglielmo aveva designato Vescovo di Bayeux il fratellastro Ottone.

Dopo l’unione, comunque contratta nel 1053, furono rimossi gli ultimi focolai di ribellione con l’arresto di Guglielmo Werlanc di Mortain e con l’esilio di Guglielmo d’Arques e Guglielmo Busac. Negli anni successivi, infine, fu deposto per indegnità il Primate di Rouen Mogero, sostituito col riformatore Morillo nella prospettiva di attenuare la freddezza di Niccolò II che, nel 1059, avviata una politica di distensione con i Normanni di Sicilia, revocò l’editto di censura nuziale.

Guglielmo e Matilde poterono sciogliere il voto formulato per l’ottenimento della cancellazione del veto con la costruzione dell’abbazia aux Dames, cui nel 1065 avrebbe fatto seguito l’abbazia aux Hommes.

Nel 1060, Guglielmo si recò da Edoardo il Confessore, già ospite della Corte normanna nel 1042, per sfuggire alle incursioni del danese Canuto il Grande.

In quell’incontro fu definita la successione inglese: figlio di una zia di Roberto il Magnifico e privo di prole, il Sovrano sassone designò il cugino al trono d’Inghilterra. Tuttavia, alla sua morte, il 5 gennaio del 1066, lo scenario mutò: proprio il giorno del funerale, Harold di Wessex, genero del defunto, pur avendo promesso di rinunciare a rivendicazioni di sorta, si fece incoronare in sprezzo anche delle nefaste profezie annunciate dalla apparizione della cometa di Halley.

La reazione di Guglielmo incontrò l’approvazione di Papa Alessandro II, ma la progettata invasione dell’Inghilterra fu rallentata dalla entrata in scena di un terzo aspirante alla corona: il Re di Norvegia Harald Hardrada che, già mercenario al servizio degli Imperatori bizantini, per vent'anni era stato uno dei più temuti Sovrani dell'Europa settentrionale. Alla testa di guerrieri dello Shetland e delle isole di Orkney e di truppe prestate da Tostig, fratello di Harold e jarl della Northumbria, egli percorse l'Humber con trecento unità navali; sbarcò a Riccall, a dieci chilometri a sud di York; batté un esercito inglese a Fulford; si spostò in direzione di York seminandovi il terrore e il 25 settembre  cadde nel sanguinoso scontro campale di Stamford Bridge, sul fiume Derwent.

Era giunta l’ora di aprire quella campagna di conquista testimoniata dalla Tapisserie de Bayeux: una banda di lino ricamata con lane colorate, alta 70 cm e lunga circa 70 m, con figure accompagnate da didascalie e fatta confezionare dalla Regina Matilde che la donò alla cattedrale di Bayeux: alla testa di circa sessantamila guerrieri, fra cavalieri, soldati e marinai bretoni, normanni e fiamminghi, Guglielmo ed Eustache di Boulogne presero il mare il 28 settembre del 1066 a Valéry-sur -Somme, attraccando il mattino dopo nella baia di Pevensey, nel Sussex. Espugnata Dover, già il 29 fortificarono il borgo di Hastings, sulla Manica.

Il 6 ottobre del 1066 Harold raggiunse Londra donde marciò verso Sud e il 13 ottobre accampò i suoi contingenti sul crinale del colle di Senlac a sei kilometri dal mare, così bloccando il passaggio di Guglielmo fuori Hastings ed obbligando i nemici, schierati nella pianura di Telham Hill, ad attaccare in salita.

Ro voek over alt: avanti dappertutto!

Questo grido esaltò gli affondi quando, a metà mattino del 14, dopo il fallimento delle prime cariche e dopo la simulazione di fuga, con consolidata tecnica bellica i Normanni accerchiarono rapidamente gli Inglesi: l’utilizzo dell’arco come elemento risolutivo in battaglia e la tattica campale dell’impiego combinato di balestrieri, fanti e cavalieri, cui era già in uso la staffa, determinarono l’ annientamento dell’esercito di Harold, ferito a morte.

La via per Londra era stata spianata dalla strepitosa vittoria: ordinato il presidio armato dei porti di Dover e di tutto il Kent, Guglielmo fece sosta a Canterbury, ove riscosse l’omaggio del Vescovo Stigand e, guadato il Tamigi a Wallingford, passò per Berkhampstead ed entrò in Westminster, ove fu incoronato nel giorno di Natale del 1066.

Conquistata Exeter nel 1068, piegò i ribelli di York; decimò una imponente armata navale danese; condizionò l’avanzata del Re di Scozia Malcom Canmore al fiume Tees, obbligandolo a negoziare la resa; stroncò l’insurrezione del Conte Morcar e, nel 1070, affermata la pace nel Regno, si dette alla sistematica riorganizzazione dello Stato congedando l’esercito; premiando i suoi soldati con concessione di ampi possedimenti di terre espropriate ai terrieri inglesi; sostituendo l’Aristocrazia locale con suoi fiduciari; in una, promuovendo un ineludibile processo di normannizzazione.

Tale atteggiamento suscitò varie agitazioni baronali cui aderirono anche gli Scozzesi, nei confronti dei quali fu attuata una nuova campagna di repressione tale da indurli, nel 1072, a desistere da residue velleità. Giurata fedeltà, essi accettarono di fornire alla Corona un certo numero di cavalieri in grado di combattere per almeno quaranta giorni all'anno; di presentarsi ad ogni convocazione; di corrispondere denaro la Corona, se e quando necessario.

Il maggior elemento di innovazione realizzato da Guglielmo in Inghilterra consistette dell’analisi del territorio. Dal censimento delle proprietà fondiarie, dei beni immobiliari, del bestiame, del numero dei vassalli e dei contadini scaturirono la riscossione di tasse utilizzabili in imprese militari; il rafforzamento del legame fra centro e periferie; la frammentazione e ripartizione dei possedimenti, con l’intento di contenere la potenza e lo spirito di autonomia baronale.

I dati furono raccolti nel Domesday Book: una sorta di registro catastale redatto in latino sulla base di dichiarazioni giurate nei Tribunali delle Contee, previa divisione del Paese in otto circondari il cui esame reddituale era svolto da Aristocratici provenienti da zone diverse ed i cui risultati, elaborati a Winchester, erano conservati nel Tesoro. L’unità di base ne fu il feudo: un bene il cui titolare era registrato assieme al valore stimato al tempo di Edoardo il Confessore.

Ampie modifiche furono apportate anche in ambito religioso: pur mantenendo relazioni amichevoli con la Chiesa, in particolare con Gregorio VII, Guglielmo restò indifferente ai tradizionali rapporti d’investitura; respinse ogni soggezione al Papa e rimpiazzò l'Episcopato anglosassone con Clero normanno di provata fedeltà alla Corona. Nondimeno, favorì la Riforma clunyacense e regolò le proprietà ecclesiali in base al Diritto Canonico; incoraggiò lo studio; applicò notevole elasticità al celibato ecclesiastico; dette impulso alla costruzione di molte cattedrali.

La prima delle teste eccellenti ad essere decapitata fu quella del Primate di Canterbury Stigand, surrogato dal coltissimo Lanfranco da Pavia che, assieme a Guglielmo da Volpiano, diffuse l’arte normanna in Europa introducendo, grazie a specializzate maestranze padane, l'uso degli archetti pensili e delle lesene in una straordinaria fusione di consuetudine carolingia e longobarda: il romanico.

Lanfranco aveva studiato giurisprudenza a Bologna, prima di recarsi ad Avranches ed a Rouen. Abbracciata per voto la vita monastica, era entrato nel convento di Bec del quale era divenuto  Priore ed aveva aperto una prestigiosa scuola di pensiero fra i cui discepoli aveva annoverato Anselmo d'Aosta, Ivo di Chartres ed Anselmo da Baggio. La sua reputazione culturale si era presto affermata con la disputa eucaristica suscitata da Berengario da Tours, confutata nel Concilio di Reims del 1049 da Leone IX e condannata dal Concilio di Vercelli del 1050. D’improvviso, però, la fortuna gli aveva voltato le spalle con un ordine di arresto per aver censurato le nozze di Guglielmo e di Matilde. Recatosi a Roma nel 1059, aveva persuaso Niccolò II a concedere la dispensa di parentela riguadagnando la considerazione di Guglielmo che più volte lo investì anche dell’incarico di reggente dello Stato.

Alla vivacità intellettuale di Lanfranco, che rese la Corte inglese pregevole centro di fermenti culturali, si saldò l’attività di Guglielmo di Jumièges, un monaco e storico medievale autore verso il 1070 delle Gesta Normannorum Ducum: sette libri nei quali si raccontava la storia delle prime invasioni normanne e si enfatizzava la figura politica e militare del leggendario Rolf, fino alla grandiosa conquista inglese di Guglielmo. Nel 1072, all’opera Guglielmo di Poitiers aggiunse il mitizzante resoconto Gesta Guilelmi Conquestoris.

Malgrado il benessere e la pace, sostenuti dalla monarchia d’oltreManica i nemici del Sovrano d’Inghilterra erano sempre in agguato: Filippo I guardava con astio alla crescita del potere di Guglielmo e così, quando nel 1077 rivendicando l’eredità il primogenito Roberto Courteheuse gli si ribellò, lo accolse e gli affidò la fortezza di Gerberoy, sulla linea di frontiera.

Tuttavia, fra il 1078 ed il 1079, il disubbidiente fu assediato dal padre la cui indiscussa autorità fu confermata dal Concilio di Lillebonne del 1080, quando al Papa fu sottratto tutto il controllo della gerarchia ecclesiale.

La tregua familiare, però, ebbe breve durata e rese il 1082 teatro di drammatiche vicende: suo malgrado Guglielmo emise ordine di arresto nei confronti del fratellastro Ottone di Conteville, Vescovo di Bayeux e Conte del Kent, colpevole di avere imposto onerosi balzelli alle popolazioni e di avere reclutato un’armata a dubbi scopi. Poi, dovette arginare il nuovo ammutinamento di Roberto che trascinò la guerriglia fino al 1083, anno della morte della Regina Matilde; solidarizzò ancora con la dinastia francese; stimolò l’opposizione baronale; impegnò fino a tutto il 1084 la Corona, costringendo il padre a durissime ritorsioni contro Filippo di Francia, regista di quei torbidi attraverso i quali contava di procurarsi il controllo del Vexin.

Proprio in quella agitata fase, a Rouen Guglielmo le ferite conseguenti ad una caduta da cavallo gli procurarono la morte.

Era il 9 settembre del 1087.

Aveva solo cinquantanove anni. Le sue spoglie furono alloggiate a Saint-Etienne di Caen, ma memoria della sua leggendaria figura sopravvisse secoli: egli aveva immesso l’Inghilterra nell' orbita dell'Europa continentale, estraendola dall'isolamento nel quale era stata sempre confinata. E se, quale Duca di Normandia, era stato vassallo del Re di Francia, a costui fu superiore in potenza quale Sovrano inglese: circostanza alla base della annosa contrapposizione fra i due Paesi.

Escluso l’ultimogenito Enrico dall’asse ereditario, Guglielmo lasciò il Ducato di Normandia a Roberto e l'Inghilterra a Guglielmo il Rosso che, incoronato il 26 settembre dello stesso anno da Lanfranco di Canterbury, estinse la dinastia anglo/normanna spianando la via ai Plantageneti.

Bibliografia

C. Oman,  England before the norman conquest.
C.Grimberg,  Storia Universale - vol. IV.
R. Portner, L’epopea dei vichinghi.
J.Broendsted, I vichinghi.
H. Pirenne, Storia d’Europa: dalle invasioni al XVI secolo.

Ornella Mariani

Ornella Mariani, sannita.

Negli anni scorsi: Opinionista e controfondista di prima pagina e curatore di Terza Pagina per testate nazionali; autore di saggi, studi e ricerche sulla Questione Meridionale.

Ha pubblicato: saggi economici vari e:

Pironti " Per rabbia e per amore"

Pironti " E così sia"

Bastogi "Viaggio nell' entroterra della disperazione"

Controcorrente Editore " Federico II di Hohenstaufen"

Adda Editore "Morte di un eretico" - dramma in due atti

Siciliano Editore "La storia Negata"

A metà novembre, per Mefite Editore "Matilde" -dramma in due atti

A gennaio, per Mefite Editore "Donne nella storia" 

Collaborazione a siti vari di storia medievale.

Ha in corso l'incarico di coordinatore per una Storia di Benevento in due volumi, (720 pagine) commissionata dall'Ente Comune di Benevento e diretta dal Prof. Enrico Cuozzo)

Per le edizioni Mephite ha appena pubblicato tre drammi in due atti ciascuno su tre avvincenti personaggi femminili del Medioevo: Matilde, Giuditta, Costanza


Link Utili


Il regno di Guglielmo il Conquistatore
L'arazzo di Bayeux
Guglielmo il Conuistatore
L'Inghilterra di Guglielmo I il Conquistatore
Guglielmo il Conquiestatore (Wikipedia)

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