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Riccardo II d'Inghilterra
di Ornella Mariani
Ritratto del re conservato nell'abbazia di Westminster rialente al 1395

Detti anche Alessiani, i Lollardi furono un gruppo religioso di estrazione olandese sorto ad Anversa nel XIV secolo, nel perdurare di una diffusa epidemia di peste. Costituitosi in Confraternita ispirata a sant’Alessio, si dettero alla cura dei malati ed alla sepoltura dei morti ma furono sprezzantemente definiti Poor Preachers in Inghilterra, ove pure goderono della protezione di Giovanni di Gaunt e di tutta l’Aristocrazia anticlericale sostenendovi le tesi del Teologo riformista John Wycliffe fino a tutto l’inizio dello Scisma. Durante la rivolta contadina del 1381, cui aderirono con zelo, furono considerati una seria minaccia per l’intero ordine sociale inglese, in particolare dal Primate di Canterbury Thomas Arundel che, dopo il 1386, profittando dell’assenza di Giovanni di Gaunt, li perseguitò come eretici con l’appoggio di tutte le Istituzioni ecclesiali e secolari.

Erano gli anni in cui al trono sedeva Riccardo II, il cui turbolento governo fu agitato da gravissimi torbidi religiosi; dal contrasto insorto fra i Lancaster ed il partito dei Costituzionali; dal caos amministrativo; dall’insopportabile pressione fiscale; dalla Guerra dei Cent’Anni; dalla complessiva incapacità dei Ministri; dai pessimi rapporti fra la Corona e l’Hansa e dalle frequenti e sanguinose ribellioni dei Contadini dell’Essex e del Kent, risoltesi nel massacro dei Lancasteriani.

Secondogenito del leggendario Principe Nero Edoardo di Galles e di Giovanna di Kent, il Sovrano che ispirò la tragedia di Shakespeare The Life and Death of King Richard the Second nacque il 6 gennaio del 1367 a Bordeaux, nell’abbazia aquitana di sant’Andrea, alla presenza dei Re di Portogallo, Spagna e Navarra. Le cronache sostengono che la singolare circostanza e la coincidenza di quella nascita con ricorrenza dell’Epifania furono il tema del Dittico Wilton House nel quale il neonato, ritratto con Giovanni Battista ed i Regnanti santi anglosassoni Edmondo ed Edoardo il Confessore, fu raffigurato come uno dei tre Re omaggianti la Vergine e il bambino.

Secondo nella linea di successione, premortogli il fratello maggiore Edoardo d'Angoulême, Riccardo ascese al trono nel 1377, sotto reggenza di un Consiglio di dodici presieduto dallo zio Giovanni di Gaunt che influenzò la politica britannica fino al 1386 quando, postosi a capo di un formidabile esercito, si recò in Penisola iberica per reclamarvi la corona della moglie Costanza, figlia ed erede di Pietro I di Castiglia.

Nel 1378 il giovane Sovrano si affrancò dalla tutela ma debuttò, fra mille difficoltà di politica interna ed estera, solo il 14 giugno del 1381, a margine della rivolta rurale, negoziandone i termini con Waltert Tyler. Di costui si conosce poco: nato forse nell’Essex il 4 gennaio del 1341 e morto il 15 giugno dello stesso 1381, forse in esito ad una delusione sentimentale si era arruolato ed aveva partecipato alla Battaglia di Crécy ove, per l’eroica competenza militare confermata in seguito anche nella Battaglia di Poitiers ed in alcuni scontri navali contro le Marine spagnole e francesi, era stato nominato Assistente del Principe Nero. Tornato a Broxley, vi aveva condotto l’attività di fabbro in coincidenza con la ribellione delle fasce di emarginazione franco/fiandrina, che ispirarono l’insurrezione dei Contadini inglesi vessati dal governo centrale.

Era la Peasant’s revolt: motivata dalla crisi globale del sistema economico in conseguenza della prima fase della Guerra dei Cent’Anni; aggravata dalla insufficienza dello Statuto dei Lavoratori del 1351, nel quale si erano garantite ai Villani garanzie ed aumento dei salari continuando, invece, ad imporgli la fornitura di servizi non retribuiti; appesantita dalla politica feudale di sfruttamento delle terre e da riforme agrarie disastrose; esasperata dalle conseguenze della peste nera del 1348 e dalla convinzione dell’imminente avvento di un Secondo Cristo, deciso ad instaurare la giustizia sociale e ad eliminare le sofferenze delle masse e le distinzioni di casta.

L’Inghilterra ne fu sconvolta, ma il peggio doveva ancora venire: a fine maggio del 1381, riunitisi nella valle del Tamigi, i Contadini si accinsero a marciare sulla capitale. Il loro obiettivo era il Consiglio di Reggenza, ritenuto infedele alla Corona e responsabile di una serie di fallimentari campagne antifrancesi.

La scintilla fu accesa proprio dall’oltraggiosa imposizione della tassa di tre Groat destinati al finanziamento della guerra. Tyler eccitò la ribellione dell’Essex e del Kent ed occupò Canterbury e Blackheath: in quella insurrezione, che andò ben oltre la Grande Jacquerie abbattutasi nel 1358 sulla Francia, persero la vita l’arciVescovo Simon Sudbury ed un parente del Re.

La Nazione era in subbuglio: risoluti nel disegno di eliminare tutte le gerarchie feudali, i Lollardi con John Ball e Jack Straw appoggiarono i disordini e, capeggiati dal Tyler, assalirono i monasteri e le grandi tenute dei Nobili e degli Ecclesiastici; si impadronirono del bestiame e di ogni possibile bene mobile; dettero fuoco agli atti riferiti alle obbligazioni dei Lavoratori; costrinsero molti Feudatari a diminuire i tributi e ad abolire la Servitù della Gleba e le Corvées; una volta a Londra, infine, col conforto dei ceti deboli, incendiarono le residenze dei Nobili e dei Mercanti; aprirono le prigioni e uccisero i Giudici a loro avviso colpevoli di corruzione.

La Corona era alle corde: il quattordicenne Riccardo accolse le richieste contenute nel Programma di Mile-End: abolizione del servaggio; sostituzione delle rendite in natura con piccole cifre di denaro; introduzione del libero commercio in tutto il Paese; amnistia per i sediziosi. Ma, se i Contadini più abbienti furono soddisfatti, i più bisognosi rilanciarono l’applicazione del Programma di Smithfield presentato dal Tyler esigendo la confisca dei beni espiscopali; l’equa ripartizione delle terre; la soppressione di ogni privilegio feudale; l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla Legge; l’abrogazione delle norme riguardanti i Lavoratori; la restituzione dei territori comuni usurpati dai Feudatari.

Il Re sembrò comprensivo e, sollecitato da Richard di Wallingford, autore di una mozione favorevole alle istanze rappresentate, accettò di incontrare gli insorti a Mile End ove le trattative parvero orientarsi verso il successo. Fu un drammatico ed imprevedibile colpo di scena ad archiviarle:  Tyler, che si era presentato al palazzo solo e disarmato, vi fu assassinato dal Sindaco di Londra William Walworth.

Nella concitazione che ne seguì, Riccardo rivelò lucida e spregiudicata accortezza politica:  per prevenire un bagno di sangue e preservare il Regno dall’anarchia, contrasse una stretta a alleanza con la Nobiltà ed il Clero e promise ai ribelli la libertà, così inducendoli a rientrare nelle loro campagne. L’inganno sortì il suo drammatico effetto: quando fu certo di disporre del controllo dell’ ordine pubblico, il giovane Sovrano scatenò una selvaggia repressione ordinando l’ inseguimento e la cattura dei ribelli in tutte le Contee.

Jhon Ball perse la vita; migliaia di Contadini furono trucidati; il Programma di Smithfield fu revocato ed i Lollardi si avviarono verso quella condanna pronunciata qualche anno più tardi dal Vescovo di Buckingam e risoltasi in quel mostruoso sterminio che illuminò di roghi l’intera Inghilterra.

Il 22 gennaio del 1383 Riccardo sposò Anna, figlia di Carlo IV di Boemia e, tentando di emanciparsi dalla subordinazione al Parlamento, ne suscitò la violenta opposione degenerata nel massacro dei suoi Consiglieri, Ministri e Confidenti: deciso alla totale autonomia, infatti, egli aveva espulso dalla gestione politica ed amministrativa molti Nobili potenti, a partire da Thomas de Beauchamp Conte di Warwick, Richard Fitzlan Conte di Arundel e suo zio Thomas di Woodstock Duca di Gloucester sostituendoli con un gruppo di Favoriti fra cui Robert de Vere Conte di Oxford e Michele de la Pole Conte di Suffolk, elevato anche alla dignità di Cancelliere del Regno.

Gli esclusi si costituirono in Lord Appellanti ed esercitarono una aperta azione di contrasto alla condotta della Corona, perseguendo come prioritario obiettivo la pretesa di continuare la guerra contro la Francia. Il Parlamento si riunì nell'ottobre del 1386 e chiese il licenziamento degli ingombranti e impopolari Consiglieri di Palazzo: se il de Vere fu esiliato in Irlanda, di cui fu designato Duca, il Conte di Suffolk fu arrestato e sostituito col fratello del Conte di Arundel. A conclusione dei lavori, però, il Plantageneto lasciò Londra per cercare appoggi ed alleanze e vi rientrò solo nel novembre 1387 quando, disposta la carcerazione del Conte di Arundel, espressione di riferimento del fronte del dissenso, attese le truppe raccolte del de Vere nel Cheshire per attuare un colpo di mano. Il 20 dicembre, tuttavia, esse furono soverchiate dai reparti del Lord Appellanti a Radcot Bridge, nell’Oxfordshire: de Vere riparò sul continente, morendovi nel 1392 e Riccardo, piegato ad una politica più moderata, concluse la pace con la Francia; rafforzò la propria autorità in Irlanda e limitò l’attività dei Lollardi. Ma il Parlamento era scontento: il 3 febbraio del 1388 si riunì in seduta fino al 4 giugno, censurando ancora la condotta dispotica del Re.

I Giureconsulti di Corte esercitarono una difesa forte di sottigliezze giuridiche, ma non riuscirono ad evitare la condanna emessa contro i Consiglieri reali, otto dei quali furono giustiziati per tradimento mentre altri venivano esiliati.

Da quel momento, e per undici mesi, privo di credito e di autorità, il Sovrano fu pressocché ostaggio dell’opposizione finché, per sventare il rischio della deposizione, adottò cautela nel trattare con le Baronie organizzando anche un torneo, nel 1390, per festeggiare la conseguita maggiore età e la riconciliazione generale favorita dal ritorno di Giovanni di Gaunt dalla Spagna.

Il 7 giugno del 1394 la Regina Anna si spense senza aver concepito. Il 31 ottobre del 1296, Riccardo passò a nuove nozze con Isabella di Valois, figlia di Carlo VI di Francia: neppur questa unione fu allieta da discendenza, poiché la Principessa francese era una bambina di soli sette anni.

La politica pacifista della Corona, intanto, fu investita da un’altra ondata di contestazioni: il sempre più impopolare, Re era accusato di mediocri ed irresponsabili soluzioni politico/ diplomatiche per aver negoziato una tregua di ventotto anni con la Francia e per avere espresso eccessiva comprensione verso le ragioni del malessere dei ribelli scozzesi, angariati dai Terrieri inglesi ed esigenti risarcimenti a giusto titolo. Nel gennaio del 1397, pertanto, egli convocò il Parlamento che bocciò la sua proposta di alleanza con i nemici d’oltreManica e criticò duramente l’evacuazione di Brest. Fu allora, che egli decise di liberarsi una volta per tutte dei Lord Appellanti imperversanti da dieci anni, invitandoli ad un banchetto di Corte per il 10 luglio. Si presentò, tuttavia, solo Warwick, che fu arrestato. Il giorno dopo Riccardo convocò Gloucester: ne ordinò il confino a Calais e nelle ore successive ottenne la resa di Arundel. Liquidati gli avversari e libero di esercitare il proprio mandato, poi, espulse quanti manifestamente ostili e, in conformità con la convinzione di  essere il Principe scelto da Dio, amministrò i pieni poteri per circa diciotto mesi, ignaro della tragedia incombente: non disponendo di prole, il suo erede era il cugino Roger Mortimer IV Conte di March, figlio della cugina Filippa, a sua volta unica figlia di Lionello d’Anversa, terzogenito di Edoardo III. Quando costui fu assassinato in Irlanda, malgrado fosse più preoccupato dalle ambizioni di Enrico Bolingbroke, figlio ed erede di Giovanni di Gand, pretestuosamente esilato nel 1399, Riccardo decise di vendicare Mortimer e di restaurare la propria autorità nell’isola. Ma proprio mentre era in Irlanda, il rivale sbarcò nello Yorkshire; rivendicò i beni confiscatigli; deciso a restaurare il potere dei Lord Appellanti assunse il controllo di gran parte dell'Inghilterra meridionale ed orientale; cavalcò il malcontento della Popolazione e si accinse al coup d’ètat che gli avrebbe garantito l’ascesa al trono.

Giunto in Galles, Riccardo puntò su Chester per liquidarne le pretese, ma il 9 agosto del 1399 fu arrestato a tradimento nel castello di Conway e deportato proprio a Chester, dove il 19 fu convocato il Parlamento per il 30 settembre: processato e giudicato colpevole di dispotismo, dopo un fallito il tentativo di evasione, fu condotto a Londra; rinchiuso nella Torre e costretto ad abdicare: l’implacabile opposizione parlamentare e l’arbitrarietà della sua gestione politica provocarono l’abbandono degli amici, l’ostilità dei Familiari ed il risentimento dei sudditi.

Dopo la condanna per tradimento irrogata a tutti i suoi sostenitori, egli fu deferito al giudizio del Tribunale di Corte. Fatto oggetto di oltre trenta capi di accusa, dai quali non gli fu consentito difendersi, fu condannato al carcere a vita nel castello di Pontefract ove fu assassinato il 17 febbraio del 1400.

Bibliografia:
J. Froissart: Froissart's Chronicles
B. Hanawalt: The Middle Ages

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Ornella Mariani

Ornella Mariani, sannita.
Negli anni scorsi: Opinionista e controfondista di prima pagina e curatore di Terza Pagina per testate nazionali; autore di saggi, studi e ricerche sulla Questione Meridionale.
Ha pubblicato: saggi economici vari e:
Pironti  Editore " Per rabbia e per amore"Pironti Editore " E così sia"
Bastogi Editore "Viaggio nell' entroterra della disperazione"
Controcorrente Editore " Federico II di Hohenstaufen" ( 1° e 2° edizione)
Adda Editore "Morte di un eretico"
Mephite Editore "Matilde"
Mephite Editore "Profili di perle" 
Mephite Editore "Costanza"
Mephite Editore "Giuditta"
Mephite Editore "Enrico VII"
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Mephite Editore "Federico II: la Storia negata"
Ha coordinato una Storia di Benevento in due volumi, (720 pagine) commissionata dall'Ente Comune di Benevento e diretta dal Prof. Enrico Cuozzo)
Ha in corso di pubblicazione una Storia della Provincia di benevento, commissionata dall'Ente Provincia di Benevento
Ha ricevuto in agosto 2009 la cittadinanza onoraria del Comune di Scurcola Marsicana
Ha coordinato una Storia di Benevento in due volumi, (720 pagine) commissionata dall'Ente Comune di Benevento.
Ha in corso l'incarico di Direttore di una Storia della Provincia di Benevento in volume unico, commissionata dall'Ente Provincia di Benevento.
Il testo Matilde è interpretato in teatro da  Manuela Kustermann e Roberto Alinghieri.
Il testo Giuditta è stato interpretato da Edoardo Siravo ed Elena de Ritis col patrocinio dell'UNICEF, sezione Abruzzo.
Nell'estate del 2009 ha ricevuto la cittadinanza onoraria del Comune di Scurcola Marsicana (AQ) per "La Battaglia dei Piani Palentini"

Ha inaugurato di recente il suo sito personale.








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