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La lira da braccio di Leonardo, storia di una formidabile ricostruzione Mente enciclopedica per antonomasia, Leonardo da Vinci è stato pittore e scienziato, architetto e musicista, inventore e letterato. Nel periodo trascorso al servizio di Ludovico il Moro si ingegnò anche con la liuteria, benché questo lato della sua eclettica personalità creativa sia pressoché sconosciuto. Da due autorevoli fonti dell'epoca si evince infatti che il genio fiorentino realizzò per il Duca una lira da braccio "d'argento gran parte in forma d'un teschio di cavallo, cosa bizzarra e nuova, acciò ché l'armonia fosse con maggior tuba e più sonora di voce" (Giorgio Vasari, Vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti). Per inziativa del giovane studioso vicentino Simone Vignato, che a questo soggetto ha dedicato la tesi di diploma all'Accademia di Belle Arti di Venezia, lo straordinario strumento leonardesco è stato ricostruito a Cremona nella bottega di Giorgio Scolari, che si è valso della collaborazione del fisico acustico Andrea Iorio e di alcuni allievi della Scuola internazionale di liuteria. Il lavoro condotto da Scolari, liutaio cremonese tra i più esperti nonché presidente del Consorzio Liutai & Archettai, è stato estremamente complesso, perché al di là dei documenti citati - oltre al Vasari ne parla la biografia leonardesca contenuta nel codice Magliabechiano - non esistono del bizzarro strumento disegni o descrizioni lasciateci dall'artista. Accanto alla ricerca storica, Simone Vignato ha realizzato uno studio su un cranio di cavallo da lui procurato per modellare la cassa armonica della singolare lira da braccio. Dal lavoro di équipe è scaturito un prototipo che gli artefici ritengono "ragionevolmente vicino alla lira di Leonardo". Presenta una cassa armonica d'argento, una tavola armonica piatta in legno e un ponticello mobile. La lunghezza complessiva è di 85 centimetri, compatibile pertanto con quella delle lire da braccio dell'epoca di Leonardo pervenute fino a noi. Le corde sono cinque tastate più due di bordone. Nell'insieme la forma ottenuta è risultata più simile a quella della ghironda (in alcune fonti definita "lira contadina") piuttosto che a quella delle lire o delle viole da braccio della tradizione classica. Secondo il Vasari l'uso dell'argento era finalizzato a ottenere un suono "più armonico e forte", ma non è del tutto chiaro se questa fosse una sua opinione o piuttosto il frutto di testimonianze raccolte da spettatori delle esecuzioni di Leonardo, che evidentemente era anche suonatore virtuoso del suo strumento. L'arrivo di Leonardo a Milano Leonardo lascia Firenze per Milano all'età di trent'anni: siamo nel 1482, una sorta di spartiacque tra due fasi ben distinte della sua vita. Che cosa spinge Leonardo a Milano? L'Anonimo Gaddiano, autore di una biografia del maestro redatta nel XVI secolo, è esplicito. Ci dice, infatti, che è proprio Lorenzo il Magnifico a mandarlo a Milano insieme a un altro fiorentino, Atalante Migliorotti, con l'incarico di portare al duca Ludovico il Moro uno strumento musicale (una lira) che Leonardo sa suonare in maniera indimenticabile. Con una popolazione di circa 200 mila abitanti (più del doppio di Firenze), Milano, capitale del ducato degli Sforza, non è solo una delle più grandi città europee ma è anche, per gli artisti, un formidabile polo di attrazione. La causa è, da un lato, la pioggia di committenze, d'obbligo per una corte che tende alla magnificenza; dall'altro, la presenza di quello che è l'altro cantiere dell'epoca, il tiburio del Duomo, una cupola a spicchi destinata a chiudere la costruzione del grandioso edificio gotico. Erede di Cosimo il Vecchio, Lorenzo il Magnifico trasformò il suo palazzo in una corte, coinvolgendo i più brillanti ingegni della cultura fiorentina, per consolidare ancor più la lunga stagione del primato intellettuale della città. Accorto politico e artefice dell’equilibrio tra i cinque potentati italiani nella seconda metà del ‘400, seppe, con grande avvedutezza e sensibilità culturale, apprezzare il mondo delle arti e delle lettere, divenendo protettore di Marsilio Ficino, di Pico della Mirandola, di Luigi Pulci e di Agnolo Poliziano. Leonardo si avvicinò alla politica medicea all’indomani della congiura dei Pazzi (26 aprile 1478) eseguendo, il 29 dicembre 1479, il disegno di Bernardo di Bandino Baroncelli, spietato assassino di Giuliano de’ Medici. E sarà poi proprio Lorenzo il Magnifico che, nel 1482, in un quadro di strategia politica e diplomatica ad inviarlo alla corte di Ludovico il Moro, come giovane dotato di grande talento, insieme all’amico e allievo, nell’arte di suonare la lira, Atlante Migliorotti, che, nel 1490, verrà inviato da Piero de’ Medici a Marmirolo, per sostenere la parte di Orfeo nella rappresentazione della “fabula” di Poliziano alla corte dei Gonzaga. Il Poliziano era stato tra i personaggi che maggiormente avevano animato l’ambiente mediceo, tanto che Domenico Ghirlandaio lo raffigurò sia nella Cappella Tornabuoni in Santa Maria Novella, insieme alle ‘verae imagines’ del Ficino, del Landino, di Demetrio Greco, sia nella Cappella Sassetti in Santa Trinita a Firenze come tutore e precettore dei tre figli di Lorenzo (Piero, Giovanni, Giuliano). Era stato Marsilio Ficino a raccomandare al Magnifico quell’’omerico giovinetto’ che aveva composto odi, elegie, epigrammi in greco e in latino. E fu Marsilio Ficino ad introdurlo alla filosofia platonica, come Giovanni Argiropulo lo aveva avviato alla conoscenza della filosofia aristotelica. Nel 1475, per celebrare la vittoria riportata da Giuliano, fratello di Lorenzo, durante la Giostra del 28 gennaio, Poliziano compose le Stanze: un poemetto in cui si riscontrano elementi edonistici e naturalistici, ma anche intonazioni di derivazione neoplatonica. Poi, in contrasto con Clarice Orsini, moglie di Lorenzo il Magnifico, Poliziano dovette abbandonare Firenze, per trovare ospitalità presso la corte di Mantova dove, nel 1480, compose la Favola di Orfeo, per allietare una festa di corte voluta dal cardinale Federico Gonzaga. Leonardo, nel 1506, progettando una villa suburbana per Charles d’Amboise, governatore di Milano, fu da questi incaricato della messinscena dell’Orfeo di Poliziano. Leonardo abbandona la patria non generosa con lui e si sposta nell’ambiente milanese dove le sue prodigiose attitudini trovano enorme apprezzamento nella corte, tanto da portarlo a capolavori supremi come l’Ultima Cena o il progetto del Cavallo di Francesco Sforza. Qui Leonardo può esprimersi e infatti già il dono che egli porta al Duca di Milano ha in sé il fascino della stranezza e del mistero. Non gli dona una Madonna col Bambino ma una lira in forma di teschio di cavallo. 1482 Leonardo viene inviato da Lorenzo il Magnifico a Milano presso Ludovico il Moro in qualità di musico; doveva infatti presentare una lira che aveva ideato egli stesso, in argento e a forma di teschio di cavallo, dal suono molto particolare. Forse Leonardo è già a Milano quando predispone una lettera per Ludovico il Moro, uno dei pochi fogli scritti da sinistra a destra conservato nel Codice Atlantico. Vi elenca le sue capacità di architetto, ingegnere, esperto di tecniche militari e soltanto alla fine si dichiara pittore e scultore capace di realizzare il monumento equestre in bronzo che onorerà la memoria di Francesco, padre di Ludovico, e darà lustro alla casa degli Sforza. Nella conclusione Leonardo si dichiara pronto a dare prova delle sue capacità. 1487 Leonardo riceve l'incarico ufficiale, come architetto, per i lavori del tiburio nel duomo di Milano e si pone il problema del rafforzamento dei pilastri per reggere le spinte notevoli e la scelta di archi ogivali " fortissimi e legieri" a sezione variabile e di archi rovesciati per sostegno delle spinte laterali. Leonardo prepara disegni e progetti e li correda con annotazioni; poi ritira il progetto per rivederlo e modificarlo, ma la sua soluzione viene definitivamente scartata nel 1490 e il lavoro è affidato ad altri. Raccolta di link utili Leonardo Home Page Musei e biblioteche che ospitano opere di Leonardo da Vinci National Gallery, Londra, Gran Bretagna Gallerie di dipinti e disegni tecnici www.visi.com/~reuteler/leonardo.html - University of Minnesota. Bellissimi disegni tecnici e artistici in grande formato. Siti di Musei e Biblioteche con sezioni dedicate a Leonardo da Vinci Science Museum di Boston E' un sito proprio da vedere, non solo per la sezione riguardante Leonardo. Si possono trovare approfondimenti sui diversi aspetti dell'attività del genio di Vinci, con un'apparato di giochi e schede didattiche appositamente concepite per studenti e insegnanti. Interessanti anche le aree multimediali. Altri siti interessanti www.artonline.it/biografia.asp?IDArtista=10 Uno speciale di Arteonline su Leonardo artista |
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