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Libreria l'Ultimo dei Templari. Torino



Come compiere un tuffo nel passato: è questa l’impressione che si ricava visitando la libreria «L’ultimo dei Templari». Si trova in pieno centro a Torino, in via San Massimo 44 all’angolo con corso Vittorio Emanuele II, proprio a pochi metri dalla stazione centrale di Porta Nuova.

Qualche anno fa Gabrielle De Costanzi ed alcuni suoi amici hanno deciso di offrire ad un pubblico che si scopre sempre più vasto, la più completa presenza di libri sul Medio Evo. Dagli ordini monastici e cavallereschi alla mistica, da Dante all’Inquisizione, dall’ermetismo all’araldica, passando per le cattedrali gotiche e le Crociate: un amplissimo “arsenale” di testi su uno dei periodi più affascinanti della Storia. Testi in prevalenza storici, ma anche esoterici.

«L’Ultimo dei Templari» non è solo libreria medievale, ma intende comprendere pressoché tutti i campi della Conoscenza, e quindi ecco scaffali colmi di testi sulla tradizione Ortodossa greca e russa, altri sulla Gnosi, altri ancora sull’Oriente, e poi stregoneria, Santo Graal, magia, etcetera.

E qui, sul Medio Evo, è possibile trovare altresì una ricca collezione di oggettistica (spade, carte, modellini) e soprattutto di musica medievale.

Per non farsi mancare nulla, «L’Ultimo dei Templari» organizza sia conferenze su specifici temi medievali, invitando persone altamente qualificate, sia corsi di spada e di scherma.

Un luogo affascinante, che alla competenza in materia unisce cortesia e disponibilità. A Torino e dintorni davvero l’unica libreria ad offrire una scelta così ampia di testi sul Medio Evo.

Luca Bistolfi


“L’ultimo templare”, perché?

di Franco Cuomo per Gabriella de Costanzi

La scelta di un “ultimo templare” come insegna di una suggestiva libreria sottintende, per chiunque abbia voglia e capacità di fantasticare, un duplice messaggio. Apparentemente contraddittorio, ma proprio per questo coinvolgente, come l’emblema bianconero dell’ordine templare.

Da un lato evoca un tema di sicuro fascino storico ed esoterico, legato ad una delle più enigmatiche tragedie del passato, nera come una notte senza luna. Dall’altro riconduce a un’utopia luminosa, chiara come un’alba dorata, che tuttora sopravvive nell’attualità rovente dei rapporti tra le civiltà di oriente ed occidente.

Al di là infatti di ogni suggestione cavalleresca e medievale, persiste nel mito templare l’illusione di una pacificazione universale attraverso l’intesa, la reciproca comprensione e forse il sincretismo delle grandi religioni finora contrapposte. E questo la storia del Tempio – con la terribile prova cui vennero sottoposti i suoi cavalieri – lo mostra in tutta chiarezza: poiché nessuno stato, nessuna confraternita, nessun ordine cavalleresco, nessuna lobby fu mai tanto vicina alla realizzazione di una simile illusione quanto lo furono i templari alla vigilia del loro sacrificio.

Tutto questo può leggersi, se si vuole, nell’insegna della libreria di Gabriella de Costanzi, moderna e antica al tempo stesso, nella misura in cui lo sono i miti che sopravvivono alle nebbie del tempo. Una peculiarità che ho chiaramente percepito nell’incontrare sugli scaffali, accanto ai miei libri “medievali” come Gli ordini cavallereschi e Gunther d’Amalfi, cavaliere templare, il mio ultimo saggio I dieci, riferito alla vicenda recente degli scienziati che firmarono nel 1938 il “manifesto della razza”. Una tragedia “moderna” per il solo fatto che ha riguardato il nostro tempo? No, una storia anch’essa tenebrosamente “medievale”, che più “medievale” non si può immaginare.

Ecco il significato di quell’insegna che Gabriella ha scelto per la sua libreria, e che nasce forse dall’esigenza di lasciarsi ogni tanto alle spalle il rassicurante medioevo dei paladini e delle armature lucenti per spingere la nostra ricerca verso più inquietanti e crudeli misteri contemporanei. Poiché  la barbarie non ha tempo, come non ne hanno i grandi enigmi di quel calendario di delitti che l’uomo chiama storia. Parlo, s’intende, del “mio” medioevo, che è dovunque: non è un’epoca, non è un luogo, non è una metafora, ma uno spazio mentale, una  condizione esistenziale (come la libreria di Gabriella) dalla quale inoltrarsi nelle pieghe più indecifrate della storia. Oltre i limiti della ragione e del cuore.

Franco Cuomo


La libreria Ultimo dei Templari si trova in via San Massimo 44 a Torino. Per informazioni sulle lezioni di scherma e sulle iniziative pubbliche si può telefonare allo 011/885509 o visitare il sito www.ultimotemplari.com.

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