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"I Normanni a Salerno"

melodramma in quattro atti di Temistocle Marzano

In breve racconto che l'insigne compositore, nato a Procida il 2 Gennaio 1821, vissuto e morto a Salerno (dove riposa) il 29 Aprile 1896, fu allievo prediletto del Mercadante e direttore della storica scuola di musica dell'Orfanotrofio dell'Umberto I e del teatro cittadino “G. Verdi”.

La trama, storicamente  poco attendile, si svolge all'inizio del secolo XI e, in tono epico-sentimentale, si inquadra nell'azione di sostegno prestata dai Normanni alla città di Salerno in occasione dell'assedio da essa patito ad opera dei saraceni e dello sfortunato amore di Bianca, figlia del Principe di Salerno Guaimaro III, promessa a Guglielmo Braccio di Ferro, primo figlio di Tancredi d'Hauteville. La principessa è innamorata di Ainulfo, un audace condottiero normanno, che aveva  abbandonato Salerno e la propria fede  unendosi  agli Infedeli nell'assedio alla città. Bianca, allorché vede il suo amato, tornato furtivamente a palazzo, e che sotto il mantello porta l'armatura saracena, in nome dell'amor patrio,vincitore  alla passione, respinge Ainulfo il quale, alla fine, muore suicida tra le sue braccia, riscattando con il tragico gesto l'onta del suo tradimento.

Quest’Opera, bellissima nel suo genere,  dopo la sua  prima  rappresentazione del 1872, in occasione dell’inaugurazione dello storico Teatro Verdi di Salerno, è stata completamente dimenticata nei polverosi archivi del conservatorio di Napoli finché il sottoscritto, dopo caparbie e lunghe ricerche, non l’ha ritrovata e, con grande sacrifici, l'ha rimessa in scena  al Massimo della città, sabato 7 e domenica 8 Gennaio 2006.

La riscoperta del capolavoro musicale  di Marzano ha suscitato notevoli interessi negli Ambienti Culturali della vasta area interessata dalla presenza del popolo nordico dei Normanni  sul territorio italico; inserita in un più vasto progetto “I NORMANNI NELL’ITALIA MERIDIONALE”.

Da quello che dicono i giornali dell'epoca, il Marzano fu definito il re della Melodia, e solo scarsi mezzi economici non gli consentirono  il confronto con il grande Verdi.

Lo spettacolo si inserisce in un progetto ancora più ampio, denominato “I Normanni nell’Italia Meridionale”, che vede protagoniste attive soprattutto le scuole italiane, con momenti di approfondimento e dibattiti culturali. Ove possibile, teatro della rappresentazione lirica, potranno essere proprio le maestose torri ed i castelli che ancora, lungo le coste meridionali, testimoniano dell’influenza normanna. L’iniziativa coinvolgerà in particolare gli alunni delle scuole secondarie superiori, licei musicali, conservatori, e accademie musicali. Con l’obiettivo di renderli protagonisti, attraverso una pluralità di arti applicate anche a possibili futuri sbocchi lavorativi, i giovani saranno chiamati a dare il loro apporto per il coro, i figuranti, le riserve di cantanti. Il progetto va oltre e mira a promuovere la valorizzazione del patrimonio storico-artistico-culturale delle città interessate dall’evento, attraverso un’ampia sezione promozionale (stampa, radio, televisione) e la realizzazione di un portale multimediale sulla cui piattaforma il visitatore può trovare tutte le informazioni che desidera sullo spettacolo, unitamente alle meraviglie della storia che faranno da location.

Spett.le Associane, conoscendo la V/s opera divulgatrice per l'arte e la cultura, mi rivolgo a Voi per verificare se questa scoperta storica possa essere oggetto di studio, di approfondimento e divulgazione, per far si che possa essere rivalutata un’opera così bella, ingiustamente dimenticata. In attesa di un V/s cortese riscontro, cordialmente.

Eugenio Paolantonio (www.inormanniasalerno.com)



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