ASSOCIAZIONE CULTURALE ITALIA MEDIEVALE

Il castello di Vecchiano
e il Premio "Santa Maria di Castello - Città di Vecchiano"


La mia famiglia è proprietaria di un castello trasformato in Eremo e poi in Santuario durante il Giubileo del 2000. Abbiamo istituito da quest'anno un premio per un saggio, un articolo o altra iniziativa, dedicata alla storia del castello, che possa permettere lo sviluppo economico del territorio circostante tramite la fruibilità culturale e turistica della storia medievale del Castello di Vecchiano: http://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Maria_in_Castello.

E' stato già pubblicato un libro che però evidenzia prevalentemente l'aspetto religioso: "Il Santuario di Santa Maria di Castello, Don Franco Baggiani, Edizioni ETS, Pisa, 2000".

Ho visitato il vs sito che mi è piaciuto e pertanto vi segnalo il premio "Santa Maria di Castello - Città di Vecchiano", sperando che qualche vs collaboratore voglia partecipare (dopo aver richiesto il bando 2008), inviando una scheda che potrebbe essere inserita succesivamente nel vs sito.

E' disponibile il bando per l'edizione 2008 del Premio Internazionale di Poesia, Narrativa e Saggistica "S. Maria in Castello". Come avrete sicuramente intuito il concorso si è ampliato, aprendo le proprie iscrizioni anche a concorrenti residenti all'estero, e non più soltanto a scritti poetici ma anche ad opere di narrativa e saggistica.
Scarica il Bando 2008.

Cordiali saluti
Agostino Agostini.


Storia del Castello di Vecchiano

Il documento più antico è uno statuto del vescovo di Pisa Daiberto che chiede misure urgenti di difesa del territorio ad alcune famiglie (fare) dei longobardi pisani tra cui i Gaetani (o Caetani) nel 1092. Tra il 1276 ed il 1392 il possesso del castello passò alla famiglia pisana dei Lanfranchi dei Chiccoli, osteggiata dal Papa Bonifacio VIII e legata all'Antipapa Niccolò V mentre la chiesa del castello figura dipendenza della Pieve di Rigoli e Corliano.

Nel 1405 Gabriele Maria Visconti, figlio di Gian Galeazzo Visconti, vendette al comune di Firenze il castello di Vecchiano, che il padre aveva comprato dagli Appiani nel 1399 in quanto parte del territorio della Repubblica di Pisa. Situato a difesa del ponte sul fiume Serchio, lungo la frontiera con il territorio lucchese, venne riconquistato dai Gaetani, Conti di Terriccio e d'Oriseo, con l'aiuto dei milanesi e degli aragonesi nell'ottobre 1436 a cui venne nuovamente sottratto dai fiorentini e dagli angioini il 1° maggio 1437. Il testamento di Galeazzo Visconti del 8 settembre 1473 (stile pisano), rogato da "ser Jacopo di Giorgio Bonaparte da S.Miniato al Tedesco", dispone del patronato a favore dei patrizi pisani Bocca Gaetani, che mantennero il possesso del castello fino al 1595, per poi passare successivamente in eredità a Pietro della Seta Gaetani Bocca ed infine a Cosimo Agostini Venerosi della Seta nel 1801. In base al contratto del 24 settembre 1579, rogato da ser Alessandro Monticelli, i feudatari del castello avevano il benefizio o "posta" su diversi appezzamenti di terreno ed alcuni immobili per una superficie totale "di stiora 198, pertiche 2 e braccia 23" delle comunità di Vecchiano e Nodica in cambio del "canone annuo di staia 13 di grano nitido e mercantile e per lire toscane 9 a contanti", come conferma l'atto rogato dal notaio ser Giovan Batta Citti del 14 dicembre 1715, conservato nell'archivio storico della famiglia Agostini Venerosi della Seta. Entrato il territorio pisano a fare parte del Granducato di Toscana, il castello perse la sua importanza militare dalla fine del XVI secolo mentre la chiesa ebbe una sempre maggiore affluenza di fedeli per la festa della Natività di Maria del 8 settembre, divenendo luogo di preghiera di eremiti.

Nel 1810 le seguenti famiglie vecchianesi erano tenute al pagamento del benefizio o "posta" a favore del pievano dell'eremo per l'uso dei fondi enfiteutici del castello: Baraglia, Bartalini, Becagli, Bianchi, Bianchini, Grossi, Magagna, Pardella, Possenti, Prato, Pucetti e Sbragia. L'ultimo rettore che abitò l'eremo fu Cesare Del Chiocca di Rigoli nel 1858. La chiesa venne restaurata dai danni causati nel 1944-45 dal passaggio della linea Gotica durante la seconda guerra mondiale su iniziativa del pievano Don Gino Barzacchini e di un comitato cittadino e, successivamente, dal Gruppo Archeologico Vecchianese nel 1991.

Il castello e la chiesa, divenuta Santuario durante il Giubileo del 2000, è oggi proprietà della Famiglia Agostini Venerosi della Seta, discendente delle famiglie pisane dei Gaetani, dei Lanfranchi, dei Bocca e dei della Seta, mentre l'uso liturgico continua ad essere riservato al pievano di Vecchiano, Don Renato Melani.

Ogni anno vi si svolge il "Premio Internazionale di Poesia, Narrativa e Saggistica "S. Maria in Castello - Città di Vecchiano" (Fonte: Wikipedia)

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