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Antimo
Medico greco alla corte dell’imperatore Zenone, nel 481 commise tradimento mettendosi in contatto con il re ostrogoto Teodorico Strabone. Si rifugiò in Italia presso Teodorico il Grande che lo inviò in missione diplomatica presso i franchi. Dopo il 511 compose un manuale di dietetica in latino: De observatione ciborum ad Theodoricum regem Francorum epistula. Il trattato è interessante per due motivi: presenta le abitudini alimentari delle popolazioni germaniche del V e VI secolo rivelando diverse curiosità (per esempio il fatto che bevessero sidro e birra abitualmente mentre usavano il vino solo a scopi terapeutici); inoltre è composto in latino popolare ed è quindi utile per gli studi filologici dell’evoluzione delle lingue nel Medioevo.

Giovanna Motta
È nata, vive e lavora a Milano, nel settore delle comunicazioni. Ha studiato al Conservatorio di Milano, alla Scuola di Paleografia e Filologia di Cremona (Università di Pavia) e si è specializzata in Cucina Storica a Parigi. Dirige un Gruppo di Musica Antica da lei fondato, l’Ensemble Adelchis, col quale tiene concerti dal 1983 (repertorio che va dall’Alto Medioevo al 1519) suonando le arpe antiche e la crotta a pizzico. Scrive di Cucina Storica sul Corriere d’Italia (settimanale degli Italiani in Germania) e ricostruisce eventi musicali e gastronomici ambientati nel passato (esempi: Torino, giugno 1995, cena barocca in gala per il restauro di Palazzo Saluzzo, di proiprietà del Gruppo Gorla, con la Principessa Aya di Giordania e la sua corte come ospiti d'onore. Nel 2000, presso l’Hotel Splendid Royal di Lugano, cena rinascimentale in gala in onore di Michelangelo Buonarroti per il gemellaggio Lugano/Versilia). Tiene conferenze d’argomento storico e storico-musicale. È nel consiglio direttivo dell’Associazione Culturale Italia Medievale.

Giovanna Motta

Le ricette medievali del medico Antimo

(Edizioni il Girasole)


Quel poco che si di Antimo appartiene alla tradizione manoscritta della sua Lettera o Indagine sull'uso dei cibi. Operò 1550 anni fa alla corte dell'imperatore Zenone e seguì il giovane Teodorico da Bisanzio a Ravenna: divenne ambasciatore dei Goti presso un altro Teodorico, re dei Franchi a Metz. Era di nobile stirpe, colto e autorevole scienziato, medico e studioso. Di lui Teodorico il Grande aveva grande fiducia tanto da farlo suo diplomatico presso una corte molto importante. Il raffinato bizantino, preciso sino alla meticolosità, freddo e analitico, doveva essere un ottimo "legatarius". Questa non vuole essere un'edizione critica del testo di Antimo (c'è già): Il mio interesse è proporre una traduzione "moderna" più vicina al nostro XXI secolo che riscopre non solo lo slowfood ma anche la medicina "naturale". Ho poi riportato le "ricette" (esplicite o implicite nel testo) in modo semplice e immediato, sia per le preparzioni "curative" sia per quelle "gastronomiche". Vi garantisco che le ho provate tutte io, prima di accluderle alla mia traduzione. Da anni offro ai miei ospiti la carne di bue in brodetto o le uova con l'ossimello e, a luglio, vado per campi a cogliere l'uva acerba per fare l'agresto o mi preparo un po' di idromele freschissimo per togliermi la sete senza bevande gassate, in modo sano e piacevole. Buona lettura e buon appetito.


Il libro sarà presentato in anteprima sabato 18 dicembre 2004 alle ore 15 nella Sala delle Otto Colonne di Palazzo Reale a Milano nella'ambito della rassegna di eventi, conferenze e visite guidate "Medioevo in Libreria", con la partecipazione dell'autrice.


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