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Sabato 1 ottobre il Convegno Internazionale di Studi dedicato a Pio II Piccolomini si chiuderà con una visita al Tempietto di Sant’Andrea presso Ponte Milvio, gioiello poco noto del Quattrocento. Il Tempietto fu edificato nel 1462 da Pio II per celebrare l’arrivo a Roma della testa di Sant’Andrea. La venuta nella capitale della reliquia dell’apostolo costituì difatti un significativo episodio del Pontificato piccolomineo, ed al tempo stesso si attestò come una delle più solenni cerimonie religiose dell’intero Quattrocento.
Il capo dell’apostolo, da sempre custodito a Patrasso, nel 1460 corre il pericolo di finire, quale prezioso bottino, nelle mani dei Turchi che proseguivano vittoriosi nelle occupazioni dei territori dell’Acaia. Tommaso Paleologo, despota di Morea, assediato dall’esercito di Maometto II, giunge a Roma seguendo le preghiere di Pio II che desidera porre in salvo la reliquia. Il Paleologo, lasciata la Morea, raggiunge nel 1461 Ancona secondo gli accordi presi con il Pontefice, e la reliquia è trasportata nella Rocca di Narni. La lunga permanenza della reliquia nella Rocca è giustificata dai laboriosi preparativi, subito indetti dal Papa, per ricevere e collocare suntuosamente nella città di Roma il capo dell’apostolo.
La reliquia è condotta a Roma l’11 aprile 1462, Domenica delle Palme, presso Ponte Milvio, accompagnata dai cardinali Alessandro Oliva, Bessarione e Francesco Todeschini Piccolomini, poi Pio III. Lì rimase, all’interno della torre del Ponte, sino al giorno seguente, quando il Papa giunge scortato da un corteo solenne. Presso il Ponte, a memoria del passaggio della reliquia, è edificato un tempietto, che fra quattro colonne ospita la statua del santo scolpita da Paolo Romano.
Il Comitato Nazionale donerà al Tempietto, sabato 1 ottobre, ore 21.00, un’opera realizzata dal Principe romano Giovanni di Carpegna Falconieri. Il giovane pittore ha dipinto un grande olio su tela (3 m x 60 cm) rievocante il momento della processione che salutò a Ponte Molle l’arrivo della reliquia dell’Apostolo. La tela resterà presso il Tempietto retto da Monsignor Rosario Colantonio e gestito dalla Confraternita della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti a ricordare quello che Giovanni Paolo II definiva l’impegno della Chiesa “a respirare a due polmoni”: Chiesa d’Oriente e d’Occidente, unite nel culto di Sant’Andrea, patrono della Chiesa di Costantinopoli, come Pietro lo è di quella di Roma, debbono sostenere unita ed inscindibile la comunità dei credenti.
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