Il Magistrato alla Sanità di Venezia di Stefano Mossolin

Quando la Morte nera giunse a Venezia quest’ultima, similmente ad altre capitali europee, non era minimamente attrezzata per reggere l’urto causato da quella tremenda moria. Durante l’epidemia si tentò allora di creare per la prima volta delle figure istituzionali incaricate di gestire l’emergenza. Il 30 marzo 1348 il Maggior Consiglio elesse quindi “tres sapientes… qui examinent diligenter super omni modo et via quod videretur eis pro conservatione salutis” (N.E Vanzan Marchini, I Mali e i rimedi della Serenissima, Neri Pozza, Vicenza 1995, p.16), nominando per l’incarico Nicola Venier, Marco Querini e Paolo Bellegno. Il loro ruolo fu però marginale, subordinato e anche temporaneo. Poi, per quasi un secolo, non furono più istituite commissioni sanitarie, nonostante il ripresentarsi di epidemie con una certa frequenza. Fu solo dalla metà del’ 400 che si crearono nuovamente specifici incarichi rivolti alla tutela della salute e una nuova commissione venne infatti eletta dal Senato il 13 ottobre 1440. Il motivo che portò a tale azione però non fu l’ epidemia di peste del 1435, che era già terminata da un anno. In questo caso si voleva indagare sulle situazione climatico-ambientale caratterizzata dall’alta umidità, che favoriva le febbri malariche riscontrabili nelle zone paludose (in cui le acque dolci , mescolandosi a quelle salse, ristagnavano). I tre nobili incaricati questa volta furono Nicolò Cappello, Tommaso Duodo e Maffio Michiel e seppur anch’essa temporanea, questa commissione rappresentò probabilmente l’inizio di un pensare lungimirante in ambito sanitario della Serenissima. Dovettero però passare ancora alcuni decenni perchè la magistratura alla sanità veneziana vennisse istituita, per decreto del Senato. E ciò avvenne in risposta alla frequenza delle epidemie di peste che si verificarono tra il 1460 e il 1485. Proprio in quell’anno infatti la città di Venezia sembrava non essere adeguatamente attrezzata e pronta a debellare la pestilenza, manifestatasi durante il mese di maggio. Generando un’epidemia in cui aveva perso la vita anche il doge Giovanni Mocenigo. Venne dunque stabilito dal Senato, il 7 gennaio 1485, che si sarebbero eletti annualmente per tale ufficio tre provveditori. I primi tre incaricati furono, il 5 febbraio 1485, Domenico Morosini, Nicolò Muazzo e Antonio Grimani. In realtà però, allo scadere del mandato dei tre patrizi non ne vennero subito eletti i successori. La paura e la preoccupazione erano scemati assieme alla diffusione della peste. Si trattava dunque ancora una volta, in parte, di una nascita apparente. Tuttavia, già nel 1489, con il ripresentarsi della malattia il lavoro della magistratura riprese, e questa volta in modo permanente -con l’aggiunta dal 1556, anche di due Sopraprovveditori – fino al termine della Serenissima. Difendendo nei secoli successivi Venezia non solo dalla peste, ma anche dalla altre gravi minacce alla salute, come la sifilide e il vaiolo.
Stefano Mossolin (Camposampiero PD, 29-11-1992) è storico e storico dell’arte. Dopo aver frequentato l’Istituto d’Arte “Giuseppe De Fabris” di Nove (VI) ha conseguito la Laurea Triennale in Conservazione e gestione dei beni e delle attività culturali all’Università Ca’Foscari di Venezia. Successivamente ha ottenuto presso lo stesso ateneo la Laurea Magistrale con lode in Storia dal Medioevo all’età contemporanea. Attualmente è docente di Storia dell’Arte nella scuola secondaria di II grado. Ha collaborato con diverse riviste, occupandosi di divulgazione storica e storico-artistica. Per contattare l’autore clicca qui !
