Una riflessione sugli “scritti” di San Francesco

Una riflessione sugli “scritti” di San Francesco di Riccardo Renzi
San Francesco d’Assisi (1181/1182 – 1226) è una delle figure più venerate nella storia del Cristianesimo. Fondatore dell’Ordine Francescano, la sua vita e i suoi insegnamenti hanno avuto un impatto duraturo sulla spiritualità, sulla teologia e sulla comprensione della relazione tra l’umanità e la natura.
La filosofia del Santo si concentra sulla povertà volontaria, l’umiltà e l’amore per tutte le creature. Egli credeva che tutte le forme di vita fossero manifestazioni dell’amore divino e meritassero rispetto e protezione. Questa visione si riflette nel suo famoso “Cantico delle Creature,” un inno di lode alla natura e al Creatore.
San Francesco ha influenzato profondamente la teologia cristiana, introducendo una visione del mondo che riconosce la sacralità della natura. Il suo approccio ecumenico e il dialogo interreligioso sono testimoniati dall’incontro con il sultano Al-Malik al-Kamil durante le Crociate, dove cercò di promuovere la pace e la comprensione reciproca.
È ora interessante concentrarsi sui documenti che ne testimoniano la biografia e le opere. Per conoscere il Francesco storico è necessario ricorrere a tre tipologie di fonti:
• Testimonianze letterarie
• Testimonianze diplomatiche
• Testimonianze monumentali
Quella che a noi interessa nella presente sede è la prima tipologia di fonti e fanno parte di questa gli scritti del Santo, le biografie che lo riguardano, i riferimenti contenuti in opere di carattere generale e le testimonianze diplomatiche.
Gli scritti di San Francesco sono principalmente lettere, preghiere, canti e regole per i suoi seguaci. Tra i più noti vi sono il “Cantico delle Creature”, le “Regole” dell’Ordine, le “Lettere” e alcune preghiere significative. Questi testi offrono una finestra sulla sua spiritualità e sulla sua visione del mondo.
Il Cantico delle Creature
Il “Cantico delle Creature” è forse l’opera più famosa di San Francesco. Composto in volgare umbro, questo inno celebra la bellezza della creazione e loda Dio attraverso gli elementi naturali come il sole, la luna, le stelle, l’acqua, il fuoco e la terra. Il Cantico esprime una profonda connessione tra l’uomo e la natura, riflettendo la visione di Francesco della natura come manifestazione dell’amore divino.
Le Regole dell’Ordine
Francesco scrisse due regole per il suo ordine: la “Regola non bollata” (Regula non bullata) del 1221 e la “Regola bollata” (Regula bullata) del 1223. La prima è più semplice e spontanea, mentre la seconda, approvata da Papa Onorio III, è più formale e strutturata. Entrambe riflettono l’impegno di Francesco per una vita di povertà, fraternità e servizio agli altri, e costituiscono la base del carisma francescano.
Le Lettere
Francesco scrisse numerose lettere indirizzate ai suoi seguaci e ai leader religiosi e laici del suo tempo. Queste lettere trattano temi come la povertà, l’umiltà, la penitenza e l’amore per Dio e per il prossimo. Le lettere sono spesso caratterizzate da un tono esortativo e pastorale, mirato a guidare i destinatari verso una vita più santa e conforme al Vangelo.
Preghiere e Lodi
Tra le preghiere composte da Francesco, la più famosa è probabilmente la “Preghiera semplice”, anche se la sua attribuzione è oggetto di dibattito. Altre preghiere includono il “Saluto alle Virtù” e la “Lode a Dio Altissimo”, che riflettono la sua profonda devozione e il desiderio di vivere in totale comunione con Dio.
Di quelli elencati per il momento esamineremo oggi gli autografi del Santo. Gli scritti di san Francesco hanno avuto una tradizione manoscritta diversa da quella delle biografie e delle compilazioni biografiche. Di tre scritti abbiamo gli autografi su due pergamene. Presso la Cattedrale di Spoleto è conservata dal 1903 una lettera indirizzata a frate Leone e scritta su pergamena. La maggior parte degli studiosi è concorde nel ritenerla autografa. Gli altri due autografi sono nei due versi della pergamena della cosiddetta Benedizione di frate Leone, scritte dopo il passaggio sulla Verna nel settembre del 1224. Nel recto della pergamena vi è invece il testo delle Laudes Dei, oggi però quasi totalmente illeggibile. Il testo sul verso è invece leggibile ed è stato esaminato paleograficamente più volte a partire dal 1895 e sempre ritenuto veritiero. Tutti gli altri scritti del Santo non sono da ritenersi autografi. Non lo è neanche l’originale della Regola del 1223. Essa venne inserita nella bolla di approvazione, Solet annuere, del 29 novembre 1223 di Onorio III.
Rimanendo sugli scritti del Santo non autografi, essi furono per lungo trascurati dalla storiografia. Essi furono tramandati e letti per lo più come testi meramente ascetici e di edificazione dalle varie famiglie francescane. Il primo che si interessò a tali scritti dal punto di vista storiografico fu il gesuita Suyskens che per i bollandisti raccolse il materiale su san Francesco per gli Acta Sanctorum inserì nel tomo II di ottobre quasi 500 fitte pagine con gli “atti” di san Francesco, aggiungendo alcuni scritti del santo. Ma anche lui, pur prendendoli in considerazione, non dà loro un grande valore. Suyskens osserva che il loro stile «esprime quelle virtù nelle quali Francesco eccelse in massimo grado, cosicché vi potrà facilmente riconoscerlo chi ne conosca gli atti dalle biografie disponibili».
Una svolta nella storia degli studi si ebbe solo alla fine dell’Ottocento con Paul Sabatier e la sua Vie de Saint François d’Assise (1893). La cosa potrebbe destare scalpore, poiché Sabatier era un pastore protestante. Sabatier fu il primo in assoluto che assegnò agli scritti del Santo un ruolo storiografico di primaria importanza. «Le sue affermazioni al riguardo, dice Miccoli, suonano oggi assolutamente ovvie. Allora costituirono una novità inaudita:
“Gli scritti di san Francesco sono sicuramente la miglior fonte da consultare per arrivare a conoscerlo, e non può non destare meraviglia vederli così trascurati dalla maggior parte dei suoi biografi. È vero che essi forniscono poche informazioni sulla sua vita, e non forniscono né date né fatti; ma fanno di meglio: segnano le tappe del suo pensiero e del suo percorso spirituale”.
Decine di studi successivi l’hanno ampiamente confermato. È superfluo insistervi.
Ma il discorso è tutt’altro che chiuso. Lo spessore stesso di quei testi permette e sollecita crescenti approfondimenti».
Tali studi si sono andati arricchendo solo a partire da metà del Novecento e a decorrere dagli anni Novanta gli scritti sono stati analizzati minuziosamente sotto vari aspetti, da quello teologico-spirituale a quello storico, passando per il letterario, filologico e paleografico.
Riccardo RENZI (1994). Dopo la laurea triennale in Lettere classiche presso l’Università degli studi di Urbino, discutendo una tesi recante titolo “La nobiltà in Francia nei primi due secoli dell’età moderna” (febbraio 2017), ha conseguito la Laurea magistrale in Scienze Storiche presso l’Università di Macerata discutendo una tesi dal titolo “Latin historian’s manuscripts and incunabola preserved at Fermo Public Library Romolo Spezioli” (ottobre 2020). Ha inoltre conseguito una Summer school in metrica e ritmica greca presso la Scuola di metrica dell’Università di Urbino (2016), il percorso psico-pedagogico per l’insegnamento (24 CFU) presso l’Università di Macerata (2019) e i diplomi in LIM e Tablet. Nell’ottobre 2022 consegue il Master di primo livello in “Operatore delle biblioteche”. Ha insegnato materie letterarie presso l’Istituto di Formazione Professionale Artigianelli di Fermo dall’ottobre 2021 al marzo 2023, attualmente, dopo la vittoria del concorso pubblico di categoria D1 presso il IV settore del Comune di Fermo, lavora come Istruttore Direttivo presso la Biblioteca civica Romolo Spezioli di Fermo. È membro dei comitati scientifici e di redazione delle riviste Scholia e Il Polo, è inoltre vicedirettore della rivista Scholia (Didattica) e membro del comitato scientifico del Centro Studi Sallustiani. È inoltre socio dell’Aib, della Società Dantesca Fermana, dell’Unipop di Fermo e dell’Associazione teste di Rapa di Rapagnano. Per contattare l’autore clicca qui !
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